Terzo Polo, ecco il laboratorio Curto

BRINDISI – Ad annunciarlo, nei giorni scorsi, era stato il senatore Euprepio Curto, coordinatore provinciale dell’Udc: pronti ad avviare un tavolo di lavoro per una piattaforma comune che veda insieme le forze moderate di destra, i cattolici riformisti e i tanti delusi del Pd. Detto, fatto. Un laboratorio tira l’altro, evidentemente. Dopo quello marchiato Ferrarese, ecco nascere alla chetichella il laboratorio Curto. Brindisi terra di esperimenti, non c’è che dire. Ma al centro, ora, è confusione totale.

Euprepio Curto

BRINDISI – Ad annunciarlo, nei giorni scorsi, era stato il senatore Euprepio Curto, coordinatore provinciale dell’Udc: pronti ad avviare un tavolo di lavoro per una piattaforma comune che veda insieme le forze moderate di destra, i cattolici riformisti e i tanti delusi del Pd. Detto, fatto. Un laboratorio tira l’altro, evidentemente. Dopo quello marchiato Ferrarese, ecco nascere alla chetichella il laboratorio Curto. Brindisi terra di esperimenti, non c’è che dire. Ma al centro, ora, è confusione totale.

A spezzare formalmente gli equilibri, ci hanno pensato stamane i dirigenti brindisini di Udc, Api e Fli, che, già orientati a scegliere la terza via, hanno deciso di gettare le basi per la costituzione di un soggetto politico autonomo, in grado di giocarsela già in occasione delle prossime elezioni amministrative. L’esclusione dal progetto di “Noi centro” ormai non fa neppure notizia.

Ma le spiegazioni del senatore Curto sull’argomento, quelle sì, sono ad effetto: “Noi centro? Non è l’Udc. E’ un’altra cosa rispetto all’Unione di centro. Io devo pensare al futuro del mio partito, non posso preoccuparmi delle sorti di Noi centro. Non spetta a me farlo”.  Una linea che il coordinatore provinciale Udc, ribadisce a margine del nuovo vertice del Terzo Polo, al quale hanno preso parte anche  il segretario provinciale  Api, Francesco Cannarile e il responsabile politico di Brindisi per Futuro e Libertà, Laurino Rubino.

I  tre esponenti politici hanno ribadito la necessità di imprimere un colpo di acceleratore alla istituzione formale del nuovo soggetto politico, e, proprio per questo motivo, hanno avviato le attività del tavolo politico del Terzo Polo. Come leggere, dunque, in chiave brindisina, la variabile centrista? “Né più, né meno di come va interpretata su scala nazionale: una forza di governo moderata e riformista, alternativa ai due blocchi contrapposti esistenti”, replica Curto. “La costituzione del Terzo Polo anche a Brindisi – aggiunge -  rappresenta un indubitabile passo avanti verso la realizzazione di un nuovo sistema politico idoneo a  superare, anche nella provincia brindisina,  un bipolarismo logoro e privo di una effettiva spinta propulsiva  e soprattutto capace di dare risposte concrete, reali ed urgenti alle istanze che provengono dal territorio “.

E alla Provincia, con Ferrarese e il Pd,  come la mettiamo? “    “Non aspiro al ruolo di sabotatore del cosiddetto Laboratorio Brindisi, ma a quello di leale e fedele  interprete della linea politica nazionale dell’Udc. Non cambia nulla, dunque, per quanto mi riguarda. Se altri dovessero creare le condizioni per rompere con l’Udc, ne prenderemmo atto”.

Al di là delle parole, dunque, rischiano di diventare davvero fragili gli equilibri tra l’Udc, “Noi centro” e il centrosinistra. Un gelo, del resto, maturato già all’indomani dell'adunata del centrosinistra promossa dal coordinatore provinciale Pd, Corrado Tarantino. Al vertice del centrosinistra furono  invitati a partecipare (insieme ai dirigenti di Italia dei Valori, Noi Centro, Sinistra Ecologia e Libertà, Partito Socialista, Sviluppo e Lavoro) anche i responsabili dell’Udc e di Api,  pronti a partecipare, salvo poi, qualche giorno dopo, avviare contatti con Fli per la costruzione del terzo polo.

“La nostra opinione ( il plurale è maiestatis ) è che questo tavolo, oggi solo squisitamente politico, dovrà sin d’ora – sottolinea Curto - lavorare per realizzare quanto prima possibile una virtuosa presenza sul piano amministrativo, anche perché è sotto gli occhi di tutti il disagio avvertito da molti nei principali partiti del centrodestra e, soprattutto,  del centrosinistra”.

“Ho colto pertanto l’occasione – ha incalzato l’esponente politico Udc – per suggerire la costituzione di un comitato  promotore con il compito di verificare, intercettare e coinvolgere nel progetto altri soggetti qualificati provenienti sia dalla società civile che da quella politica, nonché la programmazione a breve di una convention provinciale sì da toccare con mano l’appetibilità e il livello di attrattività dell’offerta politica del progetto Terzo Polo”.

Una virata, quella dell’Udc, che però soltanto il congresso provinciale potrebbe sancire. E a quel punto sarà una vera e propria conta: “Intanto, preciso, che soltanto il sottoscritto ha il potere di convocare il congresso. Ho tempo di farlo entro il 31 dicembre prossimo ma intendo, in realtà, fissare la data molto prima. Sia chiaro però: non accetto né pressioni né condizionamenti sull’argomento, altrimenti sarei pronto a rinviare l’appuntamento al prossimo anno”. Ma una cosa è certa, annuncia Curto: “Non sarò in corsa per la segreteria del partito”.

E poi conclude: “Ritengo opportuno precisare che la conclusione del mio mandato di coordinatore provinciale, non ricandidato per volontà propria, e non perché non ricandidabile, non dovrebbe costituire ostacolo al raggiungimento degli obiettivi che le tre forze politiche hanno individuato nell’incontro odierno, in quanto la costituzione del Terzo Polo, almeno per ciò che concerne l’Udc, non nasce dalla più o meno fervida  fantasia politica di Curto, ma è rappresentativa di una linea politica nazionale che, a differenza di altri, condivido e faccio mia  in toto. L'Udc è un soggetto politico alternativo alla sinistra. Questa non è una mia invenzione. Lo ha già detto Casini”.

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