Udc acchiappatutto, e Rollo tra Bari e Asi

BRINDISI - I tre problemi dell'Udc brindisina: controlla la maggior parte degli enti e delle società partecipate, e vuole ancora altro; una piccola rivolta interna contro il manager multiuso Francesco Zingarello Pasanisi; l'ostinazione di Marcello Rollo che vuole Asi e consiglio regionale, ma non può.

Marcello Rollo

BRINDISI - “Piccole diatribe e incomprensioni personali, non possono assolutamente minare la serenità del nostro partito, che grazie al contributo di tutti abbiamo fatto diventare grande nella città capoluogo. E' sin troppo facile distruggere, ma l'abilità e la responsabilità ci portano a costruire e a migliorare. Non sono disponibile quindi ad accettare richieste di azzeramento di nessuna carica. Avendo verificato l'inconsistenza della richiesta, basata solo su piccole incomprensioni personali, ritengo che si possa tranquillamente chiudere qui questo argomento, avviando però da subito una nuova fase di confronto per il rilancio. Sin quando sarò segretario di questo partito, lavorerò solo per aggregare e mai per dividere. Sono convinto che tutti mi aiuteranno in questa mia azione”.

Parola di Ciro Argese, segretario provinciale dell’Udc di Brindisi, che si affretta a orientare l’idrante contro il terzetto (ex quartetto) di consiglieri comunali brindisini che qualche giorno fa hanno chiesto le dimissioni del presidente provinciale del partito, Marcello Rollo, e del segretario cittadino Giampiero Epifani, stufi dell’affidamento di presidenze e incarichi vari al manager di fiducia di Massimo Ferrarese, cioè Francesco Zingarello Pasanini.

Ma questo è solo uno dei tre problemi che riguardano oggi l’Udc brindisina: uno è indiscutibilmente legato al futuro di Rollo; il secondo è il caso Zingarello sollevato da Massimo Pagliara, Toni Muccio, Antonio Ferrari, mentre Italo Licchello ha poi chiarito di essere stato convinto e di non avere più intenzione di chiedere le dimissioni di chicchessia; il terzo è che la stessa Udc, visto che il Pd glielo consente, ha in mano tutte le partecipate più altri incarichi.

Problema Rollo. Il presidente dell’Udc da domani venerdì 3 maggio sarà in una posizione imbarazzante come presidente del Consorzio Asi: è giunto infatti il momento, non previsto (chi l’avrebbe mai detto che il Pdl del Brindisino si sarebbe guadagnato su posti al Senato), di subentrare in consiglio regionale a Pietro Iurlaro. Proprio lui, fustigatore dei presunti ribaltonisti, si troverà un seggio nell’assemblea regionale grazie al suo ex partito. Ci rinuncerà? Macché: Rollo ha già detto che il problema dell’incompatibilità formale (quella politica manco l’ha presa in considerazione) con la carica di presidente dell’Asi non si pone.

E qui sbaglia. Infatti la Regione Puglia ha poteri di indirizzo e di controllo sui Consorzi Asi: che rispondono per la definizione dei rispettivi organismi di governo ad una legge varata dal consiglio regionale, e che sono nel caso commissariati sempre con decreto regionale, tanto per fare due piccoli esempi. Quindi, Rollo non può pensare di essere controllore e controllato, bisognerebbe spiegarglielo, e qualcuno lo farà.

Ma l’attaccamento a tutto, anche in tempi in cui la politica paga un alto prezzo per questa invasività nei confronti di società partecipate, enti e consigli di amministrazione vari, rimane un tratto distintivo dell’Udc brindisina che approfitta di un Pd locale che lascia fare senza alcun problema, pagando anche per questo un prezzo elettorale enorme. Fare l’elenco è semplice: sono attualmente nelle mani di un partito quasi estinto a livello nazionale le società Santa Teresa (Provincia), Energeko (Comune capoluogo), il già citato consorzio Asi, mentre la Stp è stata abbandonata da novembre 2012 ed ora nel mirino c’è anche la Multiservizi di Brindisi.

Qui si innesta il problema Zingarello, già membro dello staff di presidenza di Massimo Ferrarese quando era presidente della Provincia. La regola dello spoil-system con lui ha funzionato in entrata ma non in uscita: infatti Francesco Zingarello Pasanisi è rimasto presidente della società di cartolarizzazione del patrimonio della Provincia, la Terra di Brindisi, e malgrado non sia più presidente della Società di Trasporto Pubblico (Stp) di Brindisi, siede ancora nel consiglio di amministrazione del Cotrup, facendo da “tappo” all’attuale presidente Rosario Almiento. Le indennità? Non sono astronomiche, 10mila euro all’anno per la società della Provincia, e pare 20mila per il Cotrup.

Adesso lo vogliono piazzare alla testa di Multiservizi, e qui hanno detto no alcuni consiglieri comunali dell’Udc, che forse hanno pensato che fosse giunto il momento di chiedersi perché alle presidenze che contano ci mandano sempre e solo Zingarello. Che ci sia solo lui, con qualità di manager nel partito dello scudocrociato? Oppure perché Ferrarese si fida solo di lui come se fosse un suo avatar? Ma una domanda che invece interessa probabilmente di più i cittadini, che probabilmente se ne stropicciano delle faccende interne dell’Udc, è la seguente: in quali sedi e tra chi si prendono queste decisioni su chi spedire ai vertici degli enti e delle società partecipate? E visto che ci siamo, perché Marcello Rollo ha cercato di tirare la volata a Manlio Guadagnuolo alla segreteria dell’Autorità portuale? C’è una comunanza politica di fondo (l’Udc, tanto per cambiare), ma solo questo?

 

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