Udc: Molentino lascia, Camassa resta

OSTUNI - Antonio Molentino segue Curto e lascia l’Udc. Ernesto Camassa sposa la mozione Argese e resta nei quadri del partito di Casini. A margine del congresso provinciale dell’Unione di centro, ecco i primi riflessi anche sulla piazza di Ostuni. Così, dopo due anni si è di fatto sciolto il sodalizio politico messo su dai due consiglieri comunali: insieme, nel 2009, avevano lasciato il movimento civico Ostuni che Lavora e la maggioranza di centrosinistra al governo della Città bianca per approdare nell’Udc.

Euprepio Curto

OSTUNI - Antonio Molentino segue Curto e lascia l’Udc. Ernesto Camassa sposa la mozione Argese e resta nei quadri del partito di Casini. A margine del congresso provinciale dell’Unione di centro, ecco i primi riflessi anche sulla piazza di Ostuni.  Così, dopo due anni si è di fatto sciolto il sodalizio politico messo su dai due consiglieri comunali: insieme, nel 2009, avevano lasciato il movimento civico Ostuni che Lavora e la maggioranza di centrosinistra al governo della Città bianca per approdare nell’Udc.

Insieme avevano ingaggiato un lungo braccio di ferro con la corrente interna dei “Liberal”. Ma oggi che l’Unione di centro in terra di Brindisi ha raggiunto e superato il bivio, le loro strade si sono separate. Il consigliere comunale Antonio Molentino, infatti, ha formalizzato nella mattinata, con una nota ufficiale, il proprio divorzio dell'Udc e l’adesione a Futuro e Libertà.

''Agli inizi del 2010 – spiega - ho assunto una posizione politica netta ed adamantina,che mi ha portato fuori dall'attuale maggioranza di centro sinistra. Successivamente,pertanto,il mio impegno primario è stato quello di creare una seria e valida alternativa di governo della città bianca con tutte le forze di opposizione e con quelle componenti della società civile,che non si riconoscono e non condividono l' agire dell'amministrazione di centro sinistra. Le battaglie politiche e le pubbliche manifestazioni rappresentano la prova evidente del percorso intrapreso. All'indomani del congresso provinciale dell'Udc si è affermata, purtroppo, una linea politica che privilegia,senza se e senza ma,il cosiddetto laboratorio Ferrarese e la sua automatica applicazione in tutti i comuni della provincia di Brindisi. Un Laboratorio che vede tra i principali protagonisti il Pd ed il Partito socialista, che sono proprio i partiti che compongono l'attuale maggioranza consiliare ostunese”.

Da qui le sue conclusioni: “Giunti a questo punto, non reputo dignitoso rientrare dalla finestra dopo essere uscito dalla porta principale. In piena coerenza, dunque, con quanto deciso nel 2010, ritengo chiusa la mia breve esperienza nell'Udc. La mia adesione a Futuro e Libertà, infatti, si è fatta carico, senza nessun distinguo, del vero grande principio innovatore della politica italiana: l'equidistanza dai due grandi poli, che, con il loro fallimento, hanno portato l'Italia su un pericolosissimo baratro. Quell'equidistanza che consentirà al sottoscritto, insieme a tutto il partito, di continuare a costruire, con tutte le altre forze di opposizione, un serio e credibile progetto politico anche a Ostuni''.

Plaude alla scelta, intanto, il coordinatore cittadino di Futuro e Libertà, Giovanni Fedele: ''L'adesione del consigliere comunale Antonio Molentino, che segue quella del consigliere regionale senatore Curto, rappresenta un punto di svolta per il partito,sia per il livello qualitativo degli aderenti,che per la loro dote,riconosciuta dai più,di veri e propri trascinatori. Abbiamo intrapreso la strada giusta: quella della costruzione di una forza politica post-ideologica, aperta al contributo di tutti i liberi e forti, ariosa, dinamica, architrave del Terzo polo anche a Ostuni. Futuro e Libertà lavorerà, pertanto, alla costruzione di una reale e vincente alternativa di governo, aperta al contributo politico e programmatico di tutti coloro, senza paraocchi ideologici, che amano questa nostra città e contribuirà, a svecchiare e rottamare una classe politica, che di fatto, in larga parte, in entrambi gli schieramenti, ha fatto il suo tempo,non apparendo all'altezza dei compiti e delle sfide che attendono le classi dirigenti locali”.

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