Udc, tra laboratorio e Terzo Polo

BRINDISI - Laboratorio o terzo Polo? Udc al bivio. Sarà il congresso a dettare la retta via. Ed a giudicare dall’altalena di prese di posizioni che da giorni sta caratterizzando il confronto tra le diverse anime del partito, sarà una sorta di conta finale. Un braccio di ferro tutto in famiglia, certo. Ma il gioco del pendolo, al Pd non piace. E mentre il senatore Tomaselli, invita Ferrarese a dire la sua, il consigliere provinciale Udc Ciro Argese tranquillizza Democratici & Co: “Qualche giorno di pazienza. Sarà il congresso a fare chiarezza”.

Ferrarese, Tomaselli e Tanzarella

BRINDISI - Laboratorio o terzo Polo? Udc al bivio. Sarà il congresso a dettare la retta via. Ed a giudicare dall’altalena di prese di posizioni che da giorni sta caratterizzando il confronto tra le diverse anime del partito, sarà una sorta di conta finale. Un braccio di ferro tutto in famiglia, certo. Ma il gioco del pendolo, al Pd non piace. E mentre il senatore Tomaselli, invita Ferrarese a dire la sua, il consigliere provinciale Udc Ciro Argese tranquillizza Democratici & Co: “Qualche giorno di pazienza. Sarà il congresso a fare chiarezza”.

Fatto sta che alla vigilia dell’appuntamento congressuale, la confusione al centro è piuttosto evidente, come lamenta il senatore Tomaselli: “L'ennesimo intervento sulla stampa di dirigenti locali dell'Udc, per ultimo il coordinatore cittadino di Brindisi Iaia, ribadisce con nettezza per tale forza politica la priorità della costruzione del cosiddetto terzo polo in vista delle prossime elezioni amministrative: scadenza a cui concorrere con una autonoma candidatura, magari, come esplicitamente sostenuto, in nome di un trasversale travaso di personale politico da destra e da sinistra verso il centro, come in una grande rotatoria stradale”.

“Tale indicazione, ovviamente del tutto legittima, risulta, però, in netto contrasto – sottolinea Tomaselli - con quanto unanimemente auspicato all'atto di insediamento del tavolo provinciale delle forze politiche di un’ampia coalizione di centrosinistra, svoltosi appena poche settimane fa, alla presenza dei rappresentanti di Pd, Udc, Noi Centro, Ps, Sel, Idv e Sviluppo e Lavoro”.

E se l’Udc alla fine dovesse virare verso il Terzo Polo? “Tale impostazione, senza che nessuno evochi furbescamente ricatti inesistenti, pone oggettivamente - spiega Tomaselli - un problema di coerenza a forze politiche che con grande lealtà sostengono l'esperienza dell'Amministrazione provinciale e che in nome del buon senso auspicano e lavorano perché quella stessa coalizione, ancora più larga e forte di un programma condiviso, possa candidarsi a conquistare la guida della città capoluogo nelle prossime elezioni”.

Quindi l’appello al presidente della Provincia: “Mi auguro che lo stesso Massimo Ferrarese, che delle forze del centro moderato è certamente la personalità più autorevole, avverta al più presto l'esigenza di far sentire la sua opinione su questo delicato passaggio della vita politica locale. Il Pd continuerà con caparbietà a perseguire lo sforzo per costruire la più ampia convergenza tra forze riformiste e centro moderato per offrire alla città di Brindisi una nuova classe dirigente, capace di scelte utili a rilanciarne lo sviluppo e la crescita, in discontinuità con anni di cattiva amministrazione”.

“Non proponiamo né accetteremo – conclude Tomaselli - alcuna alleanza forzosa o contro natura, ma solo un duro e faticoso lavoro di definizione di programmi e scelte concrete per il bene della città.

Sarebbe utile, pertanto, io credo, che già nei prossimi giorni si riconvochi un incontro tra le forze politiche che hanno partecipato alla riunione dello scorso 5 settembre per più puntualmente definire le condizioni di un comune impegno”.

Quasi una risposta in tempo reale, quella del consigliere e dirigente provinciale Udc, Ciro Argese: “Sulla linea da seguire al momento qualcuno è affetto da distrazione. A quei pochi che nel partito non hanno ben recepito quanto più volte affermato da Casini e Sanza, ricordo che si parte dal Laboratorio Ferrarese. E il mio auspicio è che questa linea emerga nel prossimo Congresso provinciale ad ottobre”.

Punta, dunque, sul laboratorio Brindisi, Argese, identificandolo sempre di più sulla figura del presidente: “In relazione alla linea politica che l'Udc deve avere in Provincia di Brindisi, relativamente alla prossime elezioni amministrative, vedo che ci sono alcuni, fortunatamente pochi, che si avventurano in discorsi molto complessi che sicuramente non saranno però condivisi dal partito.

“Certo, ci potrebbero essere - conclude Argese - delle situazioni dove, per ragioni strettamente locali, le classi dirigenti comunali, autorizzate dal partito, potrebbero fare scelte diverse, ma sarebbe quest'ultima l'eccezione e non il contrario. Spero,quindi,che coloro i quali iniziano ad intuire che ormai è archiviata una vecchia fase finiscano di fare dichiarazioni in merito e tutti insieme si aspetti solo e solamente il Congresso Provinciale dell'Udc. Questa pazienza, per pochi giorni ancora, la chiediamo anche ai nostri alleati”.

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