Unioni civili, una sfida per la sinistra

Se proviamo a collocare in un orizzonte più largo la diatriba sull’istituzione di un registro delle unioni civili presso il Comune di Brindisi, che va montando all’interno della maggioranza di centrosinistra del capoluogo, ci accorgeremo che si tratta di una questione che contiene, come in uno specchio d’ingrandimento, tutte le contraddizioni del nuovo centrosinistra che si va profilando con la Carta degli Intenti presentata da Bersani proprio l’altro ieri ed apprezzata da Vendola come proposta di governo per le prossime elezioni. La Carta, come è noto, prevede, oltre alla cittadinanza ai figli di immigrati nati in Italia, il riconoscimento giuridico delle coppie gay.

Vendola e Bersani

Se proviamo a collocare in un orizzonte più largo la diatriba sull’istituzione di un registro delle unioni civili presso il Comune di Brindisi, che va montando all’interno della maggioranza di centrosinistra del capoluogo, ci accorgeremo che si tratta di una questione che contiene, come in uno specchio d’ingrandimento, tutte le contraddizioni del nuovo centrosinistra che si va profilando con la Carta degli Intenti presentata da Bersani proprio l’altro ieri ed apprezzata da Vendola come proposta di governo per le prossime elezioni. La Carta, come è noto, prevede, oltre alla cittadinanza ai figli di immigrati nati in Italia, il riconoscimento giuridico delle coppie gay.

Si tratta di un punto qualificante, che rappresenta una conquista di civiltà che è stato sancito dalla legislazione corrente in tutte le moderne democrazie, al di là della divisione storica tra destra e sinistra. Si pensi al primo ministro inglese, il conservatore Cameron, che il 25 luglio nella sua dimora di Downing Street ha dato un ricevimento ai membri della comunità GLBT (gay, lesbiche, bisessuali e transessuali) e si è impegnato a trasformare il “civil partnership”, la normativa già in vigore che garantisce gli stessi diritti e gli stessi doveri del matrimonio, nell’istituzione del matrimonio gay.

Cameron nel suo discorso ha ringraziato le persone lesbiche, gay, bisessuali e transessuali “per l’immenso contributo” che essi forniscono “in ogni parte del paese, nelle arti, nei media, nello sport, nella finanza”. Se un discorso del genere fosse stato pronunciato da un politico italiano, si sarebbe scatenato il finimondo. Comunque sia, questo argom