di Nicola Quaranta » 7 settembre 2010 alle 12:56
OSTUNI – Ha 23 anni e da pochi giorni era tornato a circolare a piede libero, dopo essere stato arrestato nel luglio scorso, nell’ambito dell’operazione antidroga denominata “Giano”. Vittorio Suma, 23 anni, volto noto nell’ambito della malavita della zona, è finito in cella nella notte, dopo un lungo interrogatorio e al termine di una complessa attività di indagine che ha consentito agli agenti del Commissariato di polizia di Ostuni, guidati dal Dirigente Francesco Angiuli, di fare luce sulla gravissima aggressione subita domenica scorsa da una donna inglese di 58 anni, in vacanza ad Ostuni e domiciliata in contrada Sessana.
Il pregiudicato cegliese avrebbe abusato della sfortunata turista, vittima anche di un tentativo di estorsione. Il gravissimo episodio è stato consumato nelle campagne tra Ostuni e Ceglie Messapica. I contorni della vicenda sono stati definitivamente chiariti dalla polizia, che dopo aver raccolto sul posto la drammatica denuncia della donna britannica è riuscita a intercettare e bloccare poco dopo il suo presunto e violento molestatore, che nell’oscurità si aggirava attorno alla villetta dove qualche minuto prima aveva seminato terrore. Bloccato e interrogato, il giovane è stato riconosciuto dalla villeggiante inglese quale autore della violenza ai suoi danni.
I due si erano incontrati nella serata di domenica in un noto bar di Ceglie, poi dopo la mezzanotte avevano raggiunto insieme la villetta. Dapprima con modi gentili, poi spingendo la donna ad eccedere con l’alcool in sua compagnia, il giovane avrebbe trovato la maniera per farsi ospitare nella casetta di campagna della turista, costringendo la turista a quel punto ormai in stato di ebbrezza, a consumare un rapporto sessuale dopo averle strappato gli abiti e provoato ecchimosi alle barccia e alle gambe.
Ma la violenza non è finita lì. Le attenzioni già morbose del ventitreenne sarebbero sfociate nel giro di pochi minuti in calci e pugni. Il giovane prima di togliere il disturbo ha preteso soldi. Tanti soldi. E di fronte alla resistenza della turista, non avrebbe esitato nel continuare a picchiarla e a frugare nell’abitazione. La donna è riuscita a liberarsi di Suma quando questi si trovava sull’uscio di casa: lo ha spinto all’esterno e poi si è barricata. Quindi ha dato l’allarme col cellulare. Il pregiudicato intanto cercava di spaccare la porta a vetri, desistendo solo dopo essersi procurato tagli ad entrambe la mani. Vittorio Suma, nei minuti successivi, ha raggiunto a piedi l’abitazione di un’altra signora inglese, cercando di farsi aprire. La donna non ci è cascata, anzi ha dato a sua volta l’allarme. In zona, poco dopo c’erano polizia, carabinieri, guardia di finanza e guardie giurate.
Suma è stato bloccato nei paraggi, lungo una strada poco distante dalla villetta della sfortunata cittadina britannica, proprio mentre si allontanava dal trullo dell’altra cittadina inglese, ossia l’amica della vittima, la prima ad attiviare i soccorsi. Al culmine dell’attività investigativa, il giovane pregiudicato di Ceglie Messapica è finito in carcere: violenza, tentata rapina e estorsione, le accuse a suo carico, formalute dal pubblico ministero di turno, Miryam Iacoviello. Lo difende l’avvocato Aldo Gianfreda.
Il ventitreenne cegliese era finito in carcere già all’alba del 5 luglio scorso, nell’ambito di una operazione congiunta condotta dai miliari della Guardia di finanza di Ostuni e dagli agenti del Commissariato di pubblica sicurezza della Città bianca. Le manette scattarono ai polsi di figure di spicco della criminalità locale. Attorno a loro, secondo l’accusa, ruotava un’ intensa, frenetica e decennale attività di spaccio di droga tra Ostuni e Ceglie Messapica ma anche un inquietante giro di estorsioni. Interessi loschi venuti alla luce nel corso di un’articolata azione investigativa avviata nel 2006.
Quelli correlati da Tag: Ceglie Messapica, inglese, Stuni, Suma, violenza sessuale.
Lascia un trackback dal tuo sito.







































