Ex ospedale Melli: presentato progetto da 15 milioni di euro, 116 posti letto

Una delle novità è che Il Pta di San Pietro diventerà anche punto di riferimento per la riabilitazione. Previsti 80 posti letto per la riabilitazione e cura, 16 per l’ospedale comunità e 20 per la Rems

SAN PIETRO VERNOTICO – Quindici milioni di euro, 116 posti letto, 600 ore di specialistica ambulatoriale di cui 450 già attivate e 150 da mettere a bando nei prossimi giorni. Sono questi i numeri dell’ex ospedale Melli di San Pietro Vernotico, trasformato in Presidio territoriale di assistenza dal piano di riordino ospedaliero della Regione Puglia.

Nel pomeriggio di oggi, giovedì 28 marzo, il direttore generale dell’Asl di Brindisi Giuseppe Pasqualone insieme al direttore dell’Arem Elio Sannicandro, all’ingegnere Mario Carrante, al presidente delle Regione Puglia Michele Emiliano e al presidente della commissione Sanità Giuseppe Romano, ha presentato il progetto definitivo che interesserà il Melli. All’incontro erano presenti centinaia di cittadini provenienti anche dai comuni limitrofi, Cellino San Marco, Torchiarolo e Brindisi.

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Una delle novità è che Il Pta di San Pietro diventerà anche punto di riferimento per la riabilitazione “E’ stata scelta la strada migliore rispetto a quelle che erano le esigenze della provincia di Brindisi - ha sottolineato Pasqualone - che è quella di caratterizzare il presidio territoriale di assistenza di San Pietro Vernotico con un’attività riabilitativa”.

Previsti 116 posti letto: 80 di riabilitazione e cura, 16 per l’ospedale comunità e 20 per la Rems. Sarà attivata una sala operatoria per il Day Service chirurgico che dovrebbe essere attivato nel giro di pochi mesi. Gli investimenti tecnologici riguarderanno: l’implementazione di una risonanza magnetica che sarà di supporto all’attività riabilitativa, il “nuovo telecomandato” per la radiologia che ne sostituisce uno abbastanza datato. Inoltre rimane confermata “l’importante attività senologica. Tutte attività che verranno svolte assieme all’ospedale di comunità che sarà proprio di supporto all’attività operatoria. L’attività in Day service ha necessità di una degenza di breve durata anche di qualche ora”.

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“Per quanto riguarda tutta l’attività riabilitativa stiamo preparando i capitolati di gara, ovviamente questi potranno essere operativi nel momento in cui l’agenzia regionale Asset (Agenzia regionale strategica per la sviluppo ecosostenibile del Territorio, ndr) ci avrà consegnato il progetto esecutivo. I tempi sono quelli della pubblica amministrazione e al momento li abbiamo rispettati e addirittura anticipati anche perché con l’affidamento diretto all’Asset abbiamo risparmiato i tempi di gara sulla progettazione. Anche qui abbiamo definito gli accordi di programma, le risorse le abbiamo notevolmente incrementate per cui prevediamo tra la realizzazione della Rems e la ristrutturazione dell’ex ospedale di impiegare circa 15milioni di euro di risorse. Circa nove milioni per il Presidio territoriale di assistenza e circa 6 milioni per la Rems. A questo si aggiungono quegli investimenti tecnologici che faremo a breve”.

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“Questo è il pacchetto che abbiamo concordato, lo abbiamo condiviso sul territorio con l’ordine dei medici, con le organizzazioni sindacali. Il confronto è stato serrato, tutti siamo convinti che questa sia la scelta migliore per garantire tutte le attività utili a soddisfare i bisogni del territorio. Ormai i giochi sono fatti, alcune risorse sono già state spese, non ci possiamo più permettere di fare un passo indietro. L’unico nostro impegno adesso è quello di garantire continuità nell’esecuzione di tutte le attività programmate”.

Tutti i lavori dovrebbero essere appaltati entro l’anno. L’ingegnere Mario Carrante ha illustrato il progetto in 21 slide. “Le strategie che hanno indirizzato la progettazione sono quelle nel rispetto di tutte le normative in ordine alle esigenze sanitarie che una struttura del genere deve avere, inoltre si è tenuto conto di adeguare la struttura esistente da un punto di vista antisismico, della protezione acustica, antincendio, acustica, di igiene sui luoghi di lavori ed eliminazione delle barriere architettoniche”.

Il presidente della Regione Puglia Michele Emiliano ha spiegato come la trasformazione che sta investendo gli ospedali pugliesi dipende da regole definite dall’organizzazione sanitaria scritte molti anni fa e che l’assistenza sanitaria sta cambiando in base ai nuovi modelli di vita.

“Il Dm 70 è quella regola che dice: cerchiamo di mettere tutte le energie che abbiamo sia finanziare che umane in un numero limitato di ospedali che siano di tale eccellenza da gestire l’acuzie. Questa non è una regola che ho fatto io, né l’ha fatta Fitto, né l’ha fatta Vendola”

Il Decreto Ministeriale 2 aprile 2015 n. 70 è il Regolamento che definisce gli standard qualitativi, strutturali, tecnologici e quantitativi relativi all'assistenza ospedaliera, da cui poi è stato progettato il piano di riordino ospedaliero della Regione Puglia.

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In riferimento all’assenza del Pd di San Pietro all’incontro Emiliano ha commentato: “Mi dicono che c’è qualche manifesto che non era previsto della mia parte politica. Ci si chiede ancora che è successo all’ospedale, ma quando queste persone sono state in parlamento perché non hanno cambiato il Dm70? Perché non lo hanno cambiato se avevano delle idee diverse? Che cosa pensate che noi possiamo fare quello che vogliamo? Anche noi dobbiamo obbedire a delle leggi e al sistema, non possiamo cambiare un sistema ogni volta che abbiamo un problema elettorale". 

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"Che facciamo? Siccome abbiamo paura di non essere eletti prendiamo uno e lo crocifiggiamo? Non funziona così anche perché non è questo il rapporto che abbiamo con le persone. Piuttosto che fare la figura che fanno spesso questo tipo di politici preferisco dire “non mi rieleggete”. Ma mai fare la figura di uno che a seconda delle necessità cambia pensiero o cambia il suo modo di fare. Io vorrei essere uno di quelli che ha dato tutto per la comunità. Mi dovete dare il tempo di cambiare le cose. Cambiare decine di ospedali, cambiare centinaia di Pta, ambulatori, guardie mediche, non è una cosa che si può fare schioccando le dita”.

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