“Festa dell’inclusione di fine anno" al centro Polivalente

L'evento, organizzato dal Centro di salute mentale e dell'associazione Gulliver, si terrà martedì 18 dicembre, dalle ore 9.30 alle 12.30

Il Centro di salute mentale di Brindisi-San Vito dei Normanni, l’associazione per la tutela della salute mentale “Gulliver 180”, le persone utenti, i familiari e gli operatori delle strutture riabilitative psichiatriche organizzano la “Festa dell’inclusione di fine anno”, che si terrà martedì 18 dicembre, dalle ore 9.30 alle 12.30, presso il Centro polivalente del rione Bozzano a Brindisi.

Durante la festa, aperta a tutta la cittadinanza, vi saranno i saluti dell’assessore alle politiche sociali di Brindisi Isabella Lettori e del direttore sanitario della Asl Br, Andrea Gigliobianco, le considerazioni del direttore del Csm, letture teatrali a cura di Raffaele Zanframundo, poesie, musica e interventi liberi, accompagnati da un sobrio buffet offerto dalla Gulliver 180.

Riportiamo di seguito delle considerazioni del dottor Francesco Colizzi, direttore Csm Brindisi-San Vito dei Normanni, sul Natale.

Il Natale cristiano ci dice che Gesù, nascendo, si è messo nei nostri panni di povere creature, che hanno bisogno di amore, e lo ha fatto nascendo in una grotta, privo di tutto, bisognoso di tutto e di tutti.  E’, per questo, una festa senza confini. Un incredibile atto di amore. Ma il Natale propone a ciascuno di noi, credenti e non credenti, di entrare in questo clima di fede e amore, rinascendo a vita nuova, la vita nella solidarietà, contribuendo con la nostra stessa esistenza a portare nel mondo la gioia e la pace fra tutti gli uomini.  Ogni giorno dovrebbe conoscere questa possibilità e su questa certezza tutta la nostra vita si dovrebbe innestare. 

Questa gioia la possiamo sperimentare nell’amare i fratelli, facendoci dono a tutti, ad iniziare dai più vicini e da chi soffre. Dobbiamo costruire la possibilità di far partecipare tutti, soprattutto gli ultimi, alla vita, capendo il valore di essere presenti vicino a chi davvero non ha nulla e forse ha anche perso il senso della bellezza della vita, perché a volte più che vivere si sopravvive. Farsi vicino non per interesse, non per sentirsi dire “bravo”, non per dare senso alla nostra vita, ma semplicemente per ridare ciò che si è già ricevuto: l’amore e il gusto della vita.

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