La difesa del diritto alla Salute unisce sindacati, politica e istituzioni

Si è svolta la prima di una serie di iniziative a tutela della Salute pubblica indetta da Cgil

SAN PIETRO VERNOTICO – L’ex ospedale Ninetto Melli continua a perdere pezzi, la tanto sbandierata trasformazione in Pta (Presidio territoriale di assistenza) non è ancora stata attuata. Sono stati chiusi reparti ma non sono stati aperti gli ambulatori e attivati i servizi assistenziali annunciati. Nei giorni scorsi l’unico reparto ancora attivo, la Lungodegenza, succursale del Perrino, è passata da 40 a 22 posti letto.  Si tratterebbe di una disposizione temporanea, legata alla necessità di operare in sicurezza, finalizzata alla tutela del paziente. Ma 20 posti letto in meno, dopo tutti i tagli e le restrizioni subite pesano.

La Cgil davanti a questa decisione ma anche davanti a tutti gli impegni non mantenuti nei confronti dell’Assistenza sanitaria nel Brindisino (annunciati nel piano di riordino ospedaliero) ha indetto per oggi, martedì 27 agosto, una manifestazione pubblica davanti all’ex ospedale Melli, in via Lecce a San Pietro Vernotico. La prima di una serie di altre iniziative simili a tutela della Salute pubblica in programma davanti agli altri centri ospedalieri del Brindisino dove il Piano di riordino non è stato rispettato.

Nel video l'intervento di Antonio Macchia

Una manifestazione che ha trovato il consenso di decine di cittadini che oggi dalle 10.30 si sono riuniti davanti all’ingresso del Melli per difendere il diritto alla Salute. C’era l’amministrazione comunale al completo: la maggioranza e quasi tutta l’opposizione. C’erano le associazioni e i partiti locali. C’erano delegazioni delle amministrazioni di Cellino San Marco, San Donaci e Torchiarolo. Il tema della Sanità e il rischio di continuare a perdere servizi assistenziali continua a unire i cittadini e le istituzioni. Oggi non c’erano colori politici a manifestare, la Salute va difesa e tutelata in ogni sede.

Secondo quanto riportato nei giorni scorsi dalla Cgil in uno dei tanti comunicati stampa diramati per segnalare “l’inadeguatezza” del sistema sanitario provinciale, nel Piano di riordino ospedaliero la Asl Br si attesta agli ultimi posti nel calcolo del rapporto in termini percentuali dei posti letto, 1099 totali pubblici e privati accreditati pari al 2,76 x 1000 abitanti (contro la media regionale del 3,4 e nazionale del 3,7), di cui 0,39 per post-acuzie e 2,37 per  acuti.

Al Perrino (dove non sono stati attivati reparti specialistici che l’ospedale di Eccellenza dovrebbe avere) in Chirurgia Generale su 32  posti letto previsti ne sono stati attivati 24 attivati; in Ematologia su 20 previsti, 18 attivati; in Gastroenterologia su 10 previsti / 0 attivati; in Medicina Generale su 60 previsti / 33 attivati; in Ostetricia e ginecologia su 50 previsti /42 attivati; in Unità coronarica  su12 posti letto previsti /8 attivati.

A Francavilla Fontana invece (Ospedale di Primo livello, attivi i reparti di Cardiologia, Chirurgia generale, Medicina generale, Neonatologia, Ortopedia e traumatologia, Ostetricia e ginecologia, Pediatria, Unità coronarica, oltre Pronto Soccorso) si segnala la non attivazione di 16 post letto di Psichiatria; 12 posti letto di Oncologia;  8 posti letto di Terapia Intensiva.

Ad Ostuni (Ospedale di Base, attivi i reparti di Chirurgia Generale, Medicina Generale, Ortopedia e Traumatologia, Pneumologia, oltre Pronto Soccorso) non attivati i 20 posti letto di Lungodegenza ed i reparti di ortopedia e chirurgia generale non garantiscono l’attività h 24, ovvero le urgenze chirurgiche non vengono trattate. Dati preoccupanti.

“Ho sempre detto No alla logica dei due tempi, sono passati due anni, è stato chiuso tutto e ancora non si vede luce, non si vede l’attivazione di nuovi servizi. E’ arrivato il momento in cui tutti insieme dobbiamo dire basta e difendere questo territorio che è stato solo dilaniato”.  Ha detto Antonio Macchia, segretario generale della Cgil, unico a prendere la parola, che annunciato altre iniziative dello stesso genere per i prossimi giorni. 

All’incontro pubblico ha partecipato anche Elena Gentile, parlamentare europea del Pd che sostiene che qualcosa ancora si può fare per potenziare la sanità pubblica a partire proprio dalla ideazione di nuovi interventi. Secondo la Gentile va rivisto il Dm70/2015, il Regolamento, approvato con Decreto del 2 aprile 2015, del Ministero della Salute che definisce gli standard qualitativi, strutturali, tecnologici e quantitativi relativi all’assistenza ospedaliera. 

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