Settimana corta alla scuola media: "Docenti ignorati". E' scontro

"Il Consiglio di istituto non informato della posizione degli insegnanti". Il presidente scrive all'Ufficio scolastico regionale

MESAGNE – Sarà molto probabilmente l’Ufficio scolastico regionale, nei prossimi giorni, a dirimere la vicenda che alla scuola secondaria di primo grado  “Materdona-Moro” di Mesagne vede contrapposti da un lato il corpo docente e una parte della rappresentanza dei genitori, incluso il presidente del Consiglio di istituto, e sulla sponda opposta la dirigente scolastica e un’altra parte dei rappresentanti delle famiglie. Il caso riguarda l’introduzione dal prossimo anno scolastico della settimana corta, vale a dire dell’orario 8-14 dal lunedì al sabato, che è cosa diversa dal tempo pieno applicato nelle scuole dell’infanzia e primarie, dove esiste l’intervallo per la refezione.

Ignorato il parere del corpo insegnante

Tutto è nato dal deliberato dello stesso Consiglio di istituto della media Materdona - Moro del 18 dicembre scorso, in limine vacanze di fine anno, che risultò favorevole alla proposta di introduzione della settimana corta grazie al doppio valore del voto della dirigente Mina Fabrizio, propugnatrice di questa modifica dell’orario delle lezioni. Una divisione a metà evidentissima in seno all’organismo di governo della scuola, e ciò non costituisce mai un buon viatico per alcuna innovazione. Ma la decisione era stata assunta anche senza che i componenti il consiglio di istituto, incluso il presidente Giuseppe Lecce, fossero stati messi a conoscenza di un altro precedente,  e non meno importante, deliberato, quello del Collegio dei docenti, fondamentale per la definizione degli indirizzi didattici.

Fatto sta, che il corpo docente della Materdona-Calò si era espresso in maniera contraria all’introduzione della settimana corta, con una dettagliata argomentazione in cui si evidenziava l’introduzione dell’orario prolungato dal lunedì al sabato da parte di molte scuole in Italia, ma anche l’altrettanto alto numero di scuole medie che poi vi avevano rinunciato dopo la sperimentazione, e – per farla breve – il forte calo di attenzione prevedibile, ma anche riscontrato, da parte degli allievi nel corso della sesta ora, quando a prevalere sono la stanchezza e la necessità del pranzo (problema non risolto, veniva rilevato, dalla compensazione con un doppio intervallo).

La necessità di consultare le famiglie

In ogni caso, considerando anche l’impatto sulle esigenze delle famiglie, soprattutto di quelle dove entrambi i coniugi lavorano, il progetto avrebbe dovuto essere preliminarmente sottoposto all’attenzione di tutti i genitori già nella fase di scelta per l’iscrizione dei figli alla scuola secondaria di primo grado. Tutto ciò era stato rilevato e argomentato in una lettera al presidente del Consiglio di istituto da parte di una componente dell’organismo, che sottolineava la necessità di una riconvocazione urgente dello stesso consiglio – di fatto in autotutela – perché si ravvisava una irregolarità nella deliberazione del 18 dicembre data la mancata informativa ai consiglieri circa il parere (passaggio ritenuto vincolante ai sensi della legge del 1975 sugli organi collegiali) del Collegio dei docenti.

Tale parere, peraltro, doveva ancora assumere forma di atto efficace perché era necessaria da parte del Collegio dei docenti  l’approvazione del verbale della seduta, con voto in successiva convocazione. Questi adempimenti invece sarebbero stati tutti disattesi dalla discussione e dal voto in consiglio di istituto del 18 dicembre. Da qui la richiesta di una nuova convocazione dell’organo di governo della Materdona-Moro accolta dal suo presidente Giuseppe Lecce, subito inoltrata alla segreteria della scuola media, ma rimasta senza risposta almeno sino ad oggi. Da discutere: la lettera col parere del Collegio dei docenti, l’introduzione nel modulo di preiscrizione dell’informativa sulla settimana corta, una circolare per tutte le famiglie sull’orario prolungato dal lunedì al venerdì.

La lettera all’Ufficio scolastico regionale

Vista la mancanza di riscontri formali, il 26 dicembre il presidente del Consiglio di istituto ha inviato una mail attraverso posta elettronica certificata alla direttrice generale dell’Ufficio scolastico regionale, Anna Cammalleri (tutti gli atti sono stati inviati per conoscenza anche all’Ufficio scolastico provinciale e alla dirigente scolastica della Materdona-Calò), con richiesta di parere e di intervento. Cosa che, a quanto pare, avverrà.

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