Cura dei beni comuni e cittadinanza attiva: incontro pubblico a scuola

Incontro aperto a tutti gli abitanti del quartiere con l’Ingegner Gianluca Cantisani, presidente del Movi, il Movimento di volontariato italiano

BRINDISI - Martedì 7 maggio alle 17 presso l’Aula magna della Scuola secondaria di primo grado, al quartiere Sant’Elia, si svolgerà un incontro aperto a tutti gli abitanti del quartiere con l’Ingegner Gianluca Cantisani, presidente del Movi, il Movimento di volontariato italiano.

Il Movi, nella sua attività, ha individuato cinque strade per costruire un mondo più giusto e solidale, in cui le responsabilità sociali e politiche di ogni cittadino siano veri e propri strumenti di cambiamento sociale: il volontariato di prossimità, la cura dei beni comuni, l’impegno per la democrazia, la scelta di nuovi stili di vita sostenibili, il sostegno alle forme di economia solidale e di comunità.

Cantisani, esperto nella “cura dei beni comuni” presenterà al pubblico alcune esperienze di cittadinanza e scuola partecipata, storie, pratiche concrete di condivisione, responsabilità e fiducia reciproca, di cura del legame sociale e di risignificazione dello spazio pubblico.

“Bene comune vuol dire coltivare una visione lungimirante, vuol dire investire sul futuro, vuol dire preoccuparsi di una comunità di cittadini, anteporre l’interesse a lungo termine di tutti all’immediato profitto di pochi, vuol dire prestare attenzione ai giovani, allo laro formazione e alla loro necessità, vuol dire anteporre l’eredità che dobbiamo consegnare alle generazioni future all’istinto primordiale di divorare tutto e subito”. (S. Settis).

E tra i beni comuni più diffusi sul territorio ci sono le scuole. Gianluca Cantisani ha scelto per i propri figli la scuola pubblica di quartiere nel rione Esquilino di Roma e ha trasformato la sua esperienza di genitore anche in un percorso di crescita sulla gestione dei beni comuni. A partire dall’esperienza della “scuola aperta” ha curato un quaderno (www.movinazionale.it) che raccoglie quaranta esperienze di beni comuni condivisi con i cittadini e si dedica a facilitare percorsi partecipativi e animare reti territoriali.

La gestione condivisa richiede alla comunità di incontrarsi e confrontarsi per definire insieme un sogno, e un sogno condiviso può contare su risorse inaspettate, creative, forse infinite. La cura dei beni comuni -scrive Cantisani- rappresenta uno strumento di cambiamento culturale e può, inoltre, contribuire a mantenere la legalità perché se gli spazi si gestiscono insieme non ci sono problemi di sicurezza, di violenza e di mafie.

La cura per i beni comuni è una forma di esercizio della cittadinanza attiva, è un modo per rilanciare i valori della Costituzione. E’ nell’interesse generale del Paese comprendere la grande portata innovatrice della cura dei beni comuni. I beni comuni sono anche una risorsa della comunità, un “capitale” che può contribuire ad accrescere la ricchezza di un territorio." (secondo quaderno MoVI Strade Nuove). L’incontro sarà occasione per di approfondimento e riscoperta dei beni comuni del territorio.

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