Aeroporti: Brindisi continua a perdere passeggeri, - 5 per cento a ottobre

Continua il trend negativo. A ottobre l'aeroporto del Salento ha fatto registrare un -4,9 per cento di passeggeri rispetto al 2016

BRINDISI – Mentre l’assessore regionale Michele Mazzarano continua a sponsorizzare l'arrivo di voli di linea a Grottaglie, bollando come “invidie provincialistiche” le obiezioni avanzate dagli operatori economici e dagli esponenti politici della provincia di Brindisi, le cose si mettono male per l’Aeroporto del Salento. Stando infatti alle statistiche divulgate da Assaeroporti (Associazione italiana gestori aeroporti), lo scalo brindisino ha chiuso il mese di ottobre con un pesante -4,9 per cento di passeggeri in transito rispetto a ottobre 2016. In particolare dall’aeroporto del Salento, dall’1 al 31 ottobre, sono transitati 194.310 passeggeri e si sono registrati 1632 movimenti (+ 0,3 per cento rispetto a ottobre 2016).

Numeri allarmanti

Entrando nel dettaglio, il calo riguarda i passeggeri nazionali (144.840, -7,1 per cento rispetto al 2016). Aumentano solo del 2,5 per cento,Assessore Mazzarano-2 invece, i passeggeri internazionali (49.165). Allargando l’orizzonte alle statistiche progressive registrate da Assaeroporti a partire da gennaio 2017, l’Aeroporto del Salento è in calo, rispetto al periodo gennaio-ottobre 2017, dello 0,8 per cento per quel che riguarda il transito dei passeggeri e dello 0,9 per cento nell’ambito dei movimenti.

Ma qualcuno in Regione si sta preoccupando dei numeri allarmanti che giungono da Brindisi, la cui aerostazione negli anni scorsi aveva fatto costantemente registrare il segno più, oppure le difficoltà dell’aeroporto del Salento passano in secondo piano rispetto ai dati positivi che giungono invece dall’aeroporto Karol Wojtyla di Bari, dove nell’ottobre del 2017 sono aumentati sia i passeggeri (8,6 per cento) che i movimenti (1,9 per cento) rispetto a ottobre 2016, mentre nei progressivi di gennaio si registrano il + 3,2 per cento di movimenti e il + 8,7 per cento di passeggeri?

L'indifferenza della Regione

L’impressione, in realtà, è che da parte delle istituzioni baresi vi sia una certa indifferenza nei confronti dell’aeroporto di Brindisi e grande interesse, invece, verso il Karol Wojtyla. Ma forse c’era da aspettarsi uno scenario di questo tipo, se si considera che nel consiglio di amministrazione di Aeroporti di Puglia, nominato lo scorso gennaio dopo la fine del mandato dell'amministratore unico Giuseppe Acierno, non è stato nominato neanche un brindisino.

Appare incomprensibile l’atteggiamento della giunta guidata da Michele Emiliano e da< Aeroporti di Puglia, alla luce anche delle importanti somme che sono state investite negli ultimi anni per diverse opere di potenziamento dello scalo brindisino, fra cui la realizzazione di nuove aree di sosta per aeromobili, la realizzazione di nuovi gate al piano superiore e la ristrutturazione della caserma dei vigili del fuoco.

Aeromobili nelle piazzole dell'Aeroporto del Salento-4

E adesso, anziché interrogarsi su come invertire il trend negativo imboccato dall’Aeroporto del Salento nel 2017, la Regione decide di puntare su Grottaglie, attraverso una delibera, adottata poche settimane fa, che impegna Aeroporti di Puglia ad approfondire la possibilità che anche nella provincia ionica possano atterrare voli di linea e voli charter.

Non si capisce davvero quali vantaggi il sistema dei trasporti pugliese possa trarre dal tentativo di rilanciare i voli di linea su un aeroporto situato a poche decine di chilometri da uno scalo presistente, ben avviato. Eppure Mazzarano continua ad andare per la propria strada, assicurando, come dichiarato lo scorso 22 novembre a BrindisiReport, che l’aeroporto di Brindisi non verrà danneggiato. Intanto, però, i passeggeri - e i voli nazionali - diminuiscono. 

Il commento del direttore Marcello Orlandini - Due fattori negativi giocano a svantaggio di Brindisi: l'assenza negli ultimi anni di un sindaco all'altezza del suo ruolo al Comune capoluogo, e l'evanescenza dell'amministrazione provinciale sino a questo momento. A questi si aggiungano la mancanza di reazioni da Lecce (che pure potrebbe investire del caso l'assessore all'Industria turistica e culturale, Loredana Capone), l'inattività, nei fatti, dei consiglieri regionali eletti dalla provincia di Brindisi e quella dei parlamentari nazionali, al cospetto invece dell'attivismo territoriale degli eletti degli altri territori.

imbarco passeggeri su aerero, aeroporto salento brindisi-2In gioco c'è un sistema di infrastrutture che non appartiene solo alla provincia di Brindisi, ma all'intera regione, il cui funzionamento è sviluppo non può che portare vantaggi al sistema Puglia. Evidentemente non si muove su questa scala l'interesse della politica che risiede e si muove nei palazzi istituzionali di Bari, nessuno escluso, come dimostra anche la vicenda del porto di Brindisi, sottratto dal 1994 al ad ogni possibilità di concorso programmatorio e di indirizzo da parte della città. Si immagini una situazione simile a Genova, Trieste o Livorno: pura fantascienza, pur nell'autonomia delle autorità portuali.

Brindisi non ha ancora avuto il piacere di conoscere il nuovo presidente del consiglio di amministrazione di Aeroporti di Puglia, nè gli altri due membri dello stesso CdA, e non si ha notizia di iniziative di AdP per invertire i segnali negativi che giungono ormai da un  anno dal traffico dell'Aeroporto del Salento, impoverito dalla ristrutturazione di Ryanair che invece non ha toccato Bari.

Non è una questione di competizione tra due scali (Grottaglie continua ad essere ancora un'illazione), ma di un equilibrio produttivo - se così può definirsi - di tutti gli asset dell'azienda pubblica del trasporto aereo. Del resto, lo avevamo già detto in altra occasione, gli stessi voli internazionali dell'aeroporto di Bari sono legati all'attrattività turistica del Nord e del Sud Salento, della valle d'Itria, delle coste e dell'entroterra di queste aree.

Per carità, ora la politica, da destra e da sinistra, non cerchi di gettare acqua sul fuoco con comunicati di circostanza. Qui si parla di economia dei trasporti, e ci vogliono fatti, impegni, concretezza e non chiacchiere. E l'anno prossimo i brindisini e i leccesi al momento del voto tengano presente ciò.

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