La Xylella dilaga in Puglia: estesa di 20 chilometri l'area di quarantena

Il Comitato Ue approva la proposta della Commissione. Parere negativo dell'Italia. Sindaci e privati chiedono più contributi. Emiliano: "Il governo faccia un decreto d'urgenza"

BRINDISI –  La Xylella continua ad avanzare indisturbata fra gli uliveti pugliesi. L’emergenza si aggrava ormai di giorno in giorno. Emblematica è a tal proposito la decisione del comitato Ue per la salute delle piante di estendere l’attuale area di quarantena di circa 20 chilometri verso il nord della Regione.

La proposta della Commissione Ue è stata approvata nel pomeriggio di oggi. L’Italia, da quanto appurato dall’Ansa, ha votato contro e la Spagna si è astenuta.  Più in particolare, l'Italia aveva chiesto di rinviare la votazione, in attesa dell'audit della Commissione in Puglia, la settimana prossima. La Spagna ha ritenuto che la nuova area delimitata includesse alcune parti del territorio pugliese in cui Xylella non era ancora stata rilevata, mentre secondo la Commissione probabilmente sarebbe già presente.

Emiliano: "Serve un decreto di urgenza"

All'emergenza Xylella è stata dedicata l'odierna seduta monotematica del consiglio regionale. Nel corso della seduta, il governatore Micgele Emiliano ha rimarcato come la Regione Puglia abbia fatto "tutto quello che poteva per combattere contro la Xylella, che è una malattia senza una cura individuata dagli scienziati". 

"Abbiamo recuperato prestigio nei confronti dell’Unione europea - prosegue il presidente - effettuato una quantità di monitoraggi mai fatti La conferenza stampa di fine anno di Michele Emiliano-2prima, investito milioni di euro nella ricerca scientifica, dialogato con tutti per spiegare l’applicazione della normativa europea. Ma ci siamo dovuti arrendere di fronte all’impossibilità di abbattere gli alberi che troviamo infetti nei nostri monitoraggi, a causa della normativa ordinaria, che consente al proprietario dell’albero di contraddire in tribunale l’ordinanza di abbattimento".

"È ovvio - afferma ancora Emiliano - che una battaglia epidemiologica per fermare un’infezione che segue questi andamenti della giustizia non è fattibile. Abbiamo pertanto chiesto un decreto di urgenza al Governo per poter tagliare gli alberi infetti e poi discutere in termini di risarcimento l’eventuale insussistenza della malattia, ma il governo in carica - uscente -  non lo ha ancora fatto. La stessa richiesta la farò al prossimo presidente del Consiglio: il governo italiano può fare subito un decreto che stabilisca che dopo il monitoraggio, se si individua un albero infetto, la Regione Puglia deve procedere all’abbattimento senza ritardo".

"L’Arif  - dichiara ancora il governatore - è nelle condizioni di effettuare queste operazioni in pochissimi giorni. Abbiamo solo bisogno di collaborazione per ottenere questo decreto. Io mi batto per la Puglia e per i diritti delle persone, credendoci, e per questo mi sono fatto un sacco di nemici. Ma ci sono battaglie comuni, che dovrebbero unire anche oltre le appartenenze politiche, come quella per il contrasto alla Xylella, per ottenere la norma che consenta alla Regione di procedere subito con gli abbattimenti”.

Forte preoccupazione emerge dalle parole del vicepresidente della Cia Puglia, Giannicola D'Amico. "I ritardi della burocrazia, della giustizia e della politica - afferma D'Amico - i santoni che volevano combattere la Xylella con la stregoneria e i ricorsi al Tar hanno determinato questo risultato infausto per la Puglia".

Il disappunto della Cia Puglia

"È una decisione che francamente la Puglia non si meritava ed è il risultato - prosegue il vicepresidente D'Amico che ha assistito alla seduta del Consiglio regionale - delle lentezze che avevamo denunciato in tempi non sospetti e delle decine e decine di ricorsi al Tar che hanno bloccato per anni l'applicazione dei protocolli facendo avanzare il batterio. Noi continuiamo a credere nella scienza e a propugnare l'applicazione delle buone pratiche agricole e dei trattamenti fitosanitari. Siamo convinti che nella lotta al vettore sia necessario intervenire rispettando rigorosamente i protocolli, come raccomandiamo ai nostri agricoltori, e confidiamo nella sola ricerca scientifica".

consiglio regionale - IN FOTO D'AMICO (vicepresidente CIA PUGLIA), LOLATTE (direttore CIA Puglia) E VITO RUBINO DIRETTORE CIA DUE MARI-2

"Avevamo predetto  - afferma ancora D'Amico - che la Xylella non avrebbe aspettato i tempi della giustizia, della politica e della burocrazia, e purtroppo i fatti ci hanno dato ragione". Nella sua relazione, l'assessore Di Gioia ha spiegato come la proposta di estensione approvata sacrificherebbe tutta la provincia di Taranto in cui non ci sono grandi numeri di piante infette e non è stato individuato nessun focolaio nella zona cuscinetto. Inoltre, si sceglierebbe di definire infette ampie porzioni di territorio per le quali, sinora, non è stata individuata la presenza di Xylella, come Massafra, Crispiano, Statte, Fasano, Martina Franca, Locorotondo e Alberobello. "È l'ennesimo colpo al cuore della Puglia - ha concluso Giannicola D'Amico - sferrato da Bruxelles con la complicità di chi ha preferito dare credito ai santoni e alla fantascienza e ha sacrificato l'olivicoltura pugliese".

Nelle province di Taranto e Brindisi il provvedimento ha generato rabbia e sconforto: "L'Unione Europea dimentica, forse, di aver consentito che il batterio killer degli ulivi arrivasse in Puglia - aggiunge il presidente Cia Due Mari Pietro De Padova - gli inefficaci controlli alle frontiere hanno permesso che dai Paesi extraeuropei entrassero piante infette. Ci sono Stati che si sono affrettati a chiudere le porte all'Italia, ma l'Ue non ha sottoposto all'embargo i Paesi da cui il batterio proviene. E oggi si continua ad accanire con la Puglia. La nostra olivicoltura rischia la crisi più nera dopo questa decisione".

L'incontro fra i sindaci e l'assessore De Gioia

La Regione, gli amministratori locali e i privati, intanto, continuano a cercare un percorso condiviso per attivare tutte le pratiche e le iniziative utili ad affrontare in maniera efficace questa emergenza. La questione è stata al centro di un incontro fra sindaci e amministratori dei Comune interessati, l’assessore regionale alle Politiche agricole, Leonardo Di Gioia, e i dirigenti dell’osservatorio fitosanitario che si è svolto a Bari, presso la locale sede Anci. 

L’assessore Di Gioia ha auspicato l'annullamento in autotutela delle ordinanze sindacali che vietano l'utilizzo di alcuni prodotti,  anche alla luce della determina Regione Puglia n.281 del 22 maggio 2018

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I Comuni presenti  hanno sollecitato all'assessorato regionale alcune richieste, specificatamente sui seguenti punti:modifica legge regionale n. 4/2017 relativamente alle sanzioni; contributi di sostegno ai Comuni per interventi di buone pratiche su aree pubbliche e finanziamenti alle aziende agricole per le aree private; maggiore e fattivo confronto con Osservatorio fitosanitario, anche a livello territoriale, con specifica richiesta di supporto e assistenza; costituzione di una rete informativa regionale per rispondere a esigenze di imprese e comunità, eventualmente anche attraverso il coinvolgimento dei Gal; modifica PSR nella parte che riguarda il reimpianto, introducendo la concessione di finanziamento per le aree infette e ormai compromesse.

I Comuni infine, hanno manifestato piena disponibilità a collaborare con la Regione, attraverso l'Anci, per procedere alla modifica normativa in materia di calamità ed in particolare, alla richiesta di adozione di una norma speciale sull’emergenza Xylella.

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