Crociere e statistiche: Brindisi, la "bella addormentata nel porto"

Perdiamo qualcosa nel 2019, nel 2018 abbiamo avuto il migliore indice di crescita in Italia, nel 2020 torneremo a crescere. Ma servono politiche adeguate

Le immagini appartengono ad anni diversi del traffico crocieristico nel porto di Brindisi

BRINDISI – Chi lo avrebbe mai detto: è in graduatoria dal 2017, naviga nelle parti basse della classifica dei venti porti crocieristici italiani più importanti (Bari è tra i primi 20 nel Mediterraneo, ma lì hanno cominciato molto prima ed hanno costruito opere idonee a supporto di questo obiettivo), eppure gli viene assegnato il migliore indice di crescita del 2018. Questo da solo non basta per decollare, al porto di Brindisi; ma è una potenzialità: servono scelte decise, una svolta nella infrastrutturazione, che se non è ferma è molto rallentata. Ne abbiamo già parlato, ed è importante che si sappia cosa può guadagnare o cosa può perdere la città.

Nave da crociera a Costa Morena Est - Brindisi-2

Lo scenario internazionale delle crociere

I dati sono quelli dell’edizione 2019 del report Italian Cruise Watch, presentato in anteprima oggi 18 ottobre all’Italian Cruise Day a Cagliari, cui partecipa anche l’Autorità di sistema portuale del Mare Adriatico Meridionale. Tira aria molto buona, a livello mondiale, per il business delle crociere: il target di 30 milioni di passeggeri è già stato raggiunto con un anno di anticipo sulle stime, il Mediterraneo è in pieno recupero dopo una lieve flessione nel 2017, ed è il secondo teatro di operazioni dopo gli inarrivabili Caraibi.

Le grandi compagnie ordinano nuove navi (due a testa per il 2019 le prime quattro), si punta molto sulla conquista degli under 30, cui Italian Cruise Watch 2019 dedica una parte importante dello studio analitico. La domanda di crociere è sempre altissima nel Nord America, con il 50,3 di provenienza dei crocieristi nel 2018, il 24,7 della domanda è europea, il 25,2 di altri Paesi del mondo. In Europa la domanda è guidata dai tedeschi, seguiti dai cittadini del Regno Unito e poi dagli italiani.

La fetta più grossa del mercato internazionale ce l’ha il consorzio Carnival Corporation di cui fa parte anche Costa Crociere, seguito da Royal Caribbean Cruise, dal Norwegian Cruise Line Holding, quarta Msc Cruises. Nei primi dieci porti crocieristici del mondo, classifica guidata sempre da Miami, gli unici scali del Mediterraneo sono Barcellona, sesto posto, Civitavecchia, settimo, e Palma de Mallorca ottavo.

La nave da crociera Zenith nel porto di Brindisi-2

Il posto di Bari e Brindisi nel traffico passeggeri

In Mediterraneo l’Italia ha il 39,2 per cento dei 28.305.632 passeggeri movimentati nel 2018 con una crescita del 9,19 per cento sul 2017. Bari occupa nel 2018 il 17mo posto nella graduatoria dei primi 20 porti crocieristici mediterranei, con il 44,1 per cento di crescita sul 2017. Nel 2018 i porti crocieristici italiani hanno complessivamente superato la forte flessione del 2017, tornando sopra gli 11 milioni di passeggeri.

Nella classifica del traffico passeggeri 2018 nei 57 porti italiani, Brindisi è al 14.mo posto con 104.428 crocieristi movimentati, Bari all’ottavo con 572.906 crocieristi e 213 toccate nave (46 quelle di Brindisi). La quota di passeggeri movimentata da Brindisi lo scorso anno sul totale Italia è dello 0,9 per cento, del 5,2 quella di Bari, la Puglia supera la Sardegna. Se si considerano invece i dati di imbarchi e sbarchi, l’home port di Brindisi è nono in Italia (Bari quinto).

La nave da crociera Wind Surf-2

I dati in rosso: stagione invernale, calo nel 2019

Considerando i primi 15 porti nazionali per traffico, nei mesi invernali Brindisi, Salerno e Olbia mostrano le concentrazioni minori di passeggeri. Sul totale del traffico passeggeri, Brindisi nel 2018 ha registrato una quota del 56,7 nel periodo estivo, del 41,7 nella cosiddetta stagione di spalla, e dell’1,6 nella stagione invernale, la più bassa tra i i primi 15 porti crocieristici (Bari 7,5, Palermo addirittura 29,2 e percentuali molto elevate nella stagione fredda anche per il sistema dei porti liguri).

Non va meglio nel 2019: nel primo semestre dell’anno in corso Brindisi è al 16.mo posto del traffico crocieristi con una perdita di 21.314 unità, pari al -44 per cento rispetto allo stesso periodo del 2018 (Bari è al +17). Miracoli non se ne possono fare se si è svantaggiati nelle infrastrutture. La stima sull’intero 2019 per il porto di Brindisi è un meno 4,2 nel traffico, e il 15mo posto nella classifica.

L'ormeggio di una nave da crociera a S.Apollinare

Le possibilità di ripresa nel 2020

Ma c’è speranza. A Bari per il 2020 è previsto un nuovo record di passeggeri, per Brindisi il report di Italian Cruise Watch 2019 osserva che “pur in carenza di accosti adeguati per le navi di grandi dimensioni (con queste ultime ad attraccare oggi lontano dal centro cittadino, nel porto industriale) si registra una interessante variazione nel portafoglio navi con una minor presenza di una nave di medie dimensioni a fronte di un deciso incremento di navi più piccole”.

Ciò fa prevedere, se non ci saranno variazioni nel calendario delle toccate delle navi che è ancora provvisorio e suscettibile di ulteriori prenotazioni, dice il report, che il 2020 possa essere anche per il porto di Brindisi un anno record. Sin qui arriva il lavoro di promozione fatto dall’Autorità di sistema portuale e dagli agenti marittimi. Vanno però risolti i problemi aperti, e va realizzata una sinergia virtuosa tra l’authority e gli enti territoriali, Comune di Brindisi in primis, per avviare le opere necessarie per qualificare l’offerta alle compagnie.

Msc Magnifica 6-2

Punti di forza e trend da sfruttare

Punti di forza ce ne sono. L’indice di crescita del traffico crocieristico in Italia nel 2018 è stato dell’1,25. Il valore più alto del 2018 è quello di Brindisi, come già detto in principio, porto che tuttavia mostra valori molto altalenanti compresi tra 2,7 nel 2013 e 87,1 nel 2015, 59,8 nel 2019. Se si mettono in relazione le quote di mercato 2018 e il tasso di crescita medio del decennio 2009-2018, spicca il valore di Brindisi che sfiora quota 60 per cento, il più alto. Anche per toccate nave Brindisi segna nel 2018 il valore più alto (6,6) tra i singoli porti (La Spezia 3,9 e Cagliari 2,5).

Il 2019 invece sarà alla fine sostanzialmente un anno di tenuta prima di una nuova ripresa il prossimo anno. Bisogna risolvere il problema della stazione marittima, bisogna sbloccare il circuito doganale e le opere di security, bisogna realizzare i nuovi accosti, bisogna puntare sui progetti di ambientalizzazione del porto. Bisogna fare delle scelte nette. È ciò che manca ancora.

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