Inseguimento dopo la spaccata: ustionato uno degli arrestati, è grave

Piantonato in ospedale Christian Ferrari, già condannato per la rapina nella gioielleria Ipercoop. A piede libero R.L. di Mesagne, coinvolto nell’inchiesta sulla banda della Giulietta, su una serie di furti. Ai domiciliari Giuseppe De Pascalis e Luca De Santis. Bottino: 60 stecche di sigarette

BRINDISI – Ustionati alle mani e al viso due dei quattro indagati per il furto consumato nella tabaccheria di Gallipoli, con successivo incendio della Bmw station wagon usata per la fuga e trovata dalla polizia Stradale in agro di San Donaci: Christian Ferrari, 26 anni, di Brindisi, è ricoverato in prognosi riservata in ospedale dove lui stesso si è presentato assieme a R.L, 30 anni, di Mesagne, rimasto a piede libero, dopo essere riusciti a seminare gli agenti a differenza di Giuseppe De Pascalis, 34 anni, di Brindisi, e Luca De Santis, 27, residente a Surbo, fermati in via Punta Penne a bordo di una Fiat Punto.

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La convalida degli arresti

Il giudice per le indagini preliminari del Tribunale di Brindisi, Stefania De Angelis, ha convalidato i tre arresti in flagranza di reato, eseguiti dai poliziotti della stradale, all’alba del 4 aprile scorso, riconoscendo i domiciliari tenuto conto dell’ammissione di responsabilità, al netto del tentativo di ridimensionare il proprio coinvolgimento. Il pubblico ministero, Luca Miceli, aveva chiesto la custodia in carcere. Ferrari, resta ricoverato nel reparto Grandi ustionati del Perrino, in prognosi riservata. De Pascalis e De Santis hanno lasciato la casa circondariale di Brindisi per far ritorno nelle rispettive abitazioni, dove rimarranno ristretti in attesa della conclusione dell’inchiesta. L'unico ad aver mantenuto la libertà è il mesagnese.

Gli interrogatori e i precedenti degli indagati

Tutti e tre gli arrestati  hanno deciso di affrontare l’interrogatorio per fornire la propria versione dei fatti. Ferrari, difeso dall’avvocato Ladislao Massari del foro di Brindisi, è stato condannato per la rapina nella gioielleria Follie d’Oro della galleria commerciale Ipercoop, avvenuta la mattina del 3 dicembre 2014: tre anni, cinque mesi e dieci giorni. Il colpo fruttò un bottino del valore di 300mila euro, mai trovato. Il gruppo armato, stando alla sentenza, era composto da Angelo Sinisi, per il quale la condanna è diventata definitiva, Antonio Di Lena e Francesco Colaci. Tutti di Brindisi. Ferrari fu il primo a rendere confessione.

Per il furto nella tabaccheria L’angolo della fortuna di Gallipoli, Ferrari ha ammesso di avervi preso parte perché era in difficoltà economica. Ha aggiunto di sapere che la Bmw, poi data alle fiamme, fosse di provenienza illecita. L’auto è stata bruciata per paura di aver lasciato tracce. Gli agenti della Stradale l’hanno trovata in una zona di campagna nel comune di San Donaci e hanno chiesto l'intervento dei vigili del fuoco. Il telaio è risultato rubato a Taranto l’11 aprile 2018. Ferrari ha precisato di non sapere niente, invece, della Fiat Punto.

De Santis, difeso dall’avvocato Carlo Reho del foro di Lecce, avrebbe ammesso la conoscenza con De Pascalis da poco tempo. Due mesi o poco più. Ha spiegato di aver accettato di partecipare al furto per motivi economici. Stando a questa versione, il gruppo sarebbe stato composto da quattro persone. Una volta arrivati a destinazione, lui avrebbe fatto da palo. Poi la fuga con la Fiat Punto assieme a De Pascalis. Quest’ultimo, difeso dall’avvocato Albino Quarta del foro di Brindisi, ha ammesso gli addebiti facendo riferimento alle difficoltà economiche non avendo un lavoro. Ma nulla ha riferito sulla composizione del gruppo.

A piede libero è rimasto il mesagnese R.L, arrestato alla fine del mese di maggio 2015 perché coinvolto nell’inchiesta sulla cosiddetta Banda della Giulietta alla quale sono stati addebitati una serie di furti con la tecnica della spaccata ai danni di bar della zona.

Ferrari e De Pascalis, inoltre, risultano indagati nell’inchiesta aperta dalla Procura di Brindisi dopo l’informativa di reato trasmessa dal dirigente della Stradale, Pasqualina Ciaccia, su furti di auto, riciclaggio e ricettazione. Entrambi, infatti, sono stati trovati in possesso di pezzi di ricambio di auto, risultate rubate. Il controllo risale allo scorso 21 marzo, a Brindisi.

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L’intuito degli agenti della Stradale

La conoscenza dei due indagati è stata fondamentale nell’arresto per il furto nella tabaccheria perché un sovrintendente e un assistente capo, in servizio quella notte, mentre erano impegnati nel controllo delle marine, hanno notato Ferrari e De Pascalis in una Bmw station wagon. Era l’1,30. Presenze ritenute sospette e per questo gli agenti hanno deciso di pedinarli: l’auto ha imboccato la strada statale in direzione di Lecce, ha fatto rifornimento. Al volante c’era Ferrari.

La Bmw è stata poi vista a Squinzano attorno alle 3,30. Viaggiava a forte velocità, 230 chilometri l’ora. L’ha intercettata un’altra pattuglia della Stradale alla quale era stata girata la segnalazione di “auto sospetta”. All’altezza dello svincolo per il rione La Rosa la Bmw è stata vista ancora, questa volta con quattro persone a bordo. Poi via in direzione di San Vito dei Normanni, ma sulla strada è stata persa di vista.

Due inseguimenti

Gli agenti, a quel punto, hanno ipotizzato la Bmw avrebbe potuto far rientro nella zona in cui era stata avvisata inizialmente e per questo hanno raggiunto via di Punta Penne, zona in cui ci sono immobili di cui Ferrari ha la disponibilità. L’attesa dei poliziotti è stata premiata, quando – attorno alle 5 – da un cancello sono uscite due auto, la Bmw e una Fiat Punto di colore nero. Al volante della Fiat, c’era De Pascalis. Gli agenti, quindi, hanno intimato l’alt. Le auto non si sono fermate. Le due pattuglie della Stradale si sono divise e sono nati due inseguimenti.

Gli arresti e l’incendio dell’auto

I poliziotti sono riusciti a fermare la Fiat ponendosi davanti con l’auto di servizio e hanno fermato due ragazzi, De Pascalis e De Santis. La Bmw, invece, è stata trovata bruciata. Ferraris e il mesagnese si sono presentati in ospedale attorno alle 7.

All’interno della Fiat sono stati trovati un passamontagna di colore nero con fori per occhi e bocca e una torcia. Accanto al cancello una busta contenente 60 pacchetti di sigarette.

Le telecamere

Le telecamere della tabaccheria hanno inquadrato l’arrivo attorno alle 2,42 di una Bmw di colore scuro, con quattro persone a bordo. Una ha permesso di identificare De Pascalis e De Santis come i due che sono scesi dall’auto e che hanno rotto la saracinesca. Per gip sono gravi indizi di colpevolezza. E ricorrono le esigenze cautelari: “Allarmati circostanze e modalità del fatto”, si legge nel provvedimento, “da cui si desume la non occasionalità degli episodi delittuosi, la premeditata commissione dei delitti con modalità professionali e una spiccata tendenza a delinquere”. Il comportamento tenuto in sede in udienza di convalida, ha permesso di evitare il carcere.

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