I bambini autistici hanno diritto al migliore protocollo: Asl condannata

Importante ordinanza del giudice del lavoro di Brindisi, Alessandra Ferraro, su ricorso di una famiglia

BRINDISI – I bambini autistici hanno diritto a ricevere dal Servizio sanitario regionale, attraverso le Aziende sanitarie locali, il trattamento integrale diretto o attraverso rimborso, con il migliore percorso terapeutico riconosciuto dal Servizio sanitario nazionale. Lo ha stabilito il giudice del lavoro di Brindisi, Alessandra Ferraro, con una ordinanza ex articolo 700 che condanna la Asl di Brindisi all’erogazione (in via diretta o mediante la copertura dei costi della terapia) del numero di ore previste dal programma terapeutico intensivo Aba cui è sottoposta una bambina, i genitori della quale avevano presentato ricorso.

Si tratta al momento di sei ore settimanali oltre alle ore di supervisione. Ciò per la durata di un anno, tempo atteso per la valutazione degli effetti del trattamento Aba, che la Asl di Brindisi non aveva intenzione di erogare. L’ordinanza invece rigetta la richiesta del rimborso delle spesse sopportate in precedenza dalla famiglia della bambina.

serena missere-2L’ordinanza è stata emessa con procedura di urgenza il 7 novembre scorso e condanna la Asl di Brindisi anche alle spese di giudizio. Nel caso in questione, la famiglia della bambina si era rivolta agli avvocati Serena e Raffaele Missere, i quali pare presto incontreranno la Asl per concordare l’applicazione dell’ordinanza. Non è noto se la stessa Asl proporrà ricorso avverso la decisione del giudice del lavoro (a sinistra, l'avvocato Serena Missere)

Ricordando che con decreto del Presidente del Consiglio dei Ministri del 12 gennaio 2017 sono stati definiti i nuovi Livelli essenziali di assistenza (Lea), il giudice Alessandra Ferraro sottolinea che  l’articolo 60 di un altro Dpcm, il 134 del 2015, stabilisce che “il Servizio sanitario nazionale garantisce alle persone con disturbi dello spettro autistico le prestazioni della diagnosi precoce, della cura e del trattamento individualizzato, mediante l’impiego di metodi e strumenti basati sulle più avanzate evidenze scientifiche”.

Nel caso del metodo Aba (Applied behaviour analysis) le linee guida sul trattamento dei disturbi dello spettro autistico aggiornate al 2015 sostengono “la sua efficacia nel migliorare le abilità intellettive, il linguaggio e i comportamenti adattativi dei bambini con tali disturbi”. Sia pur non definitive, le prove disponibili consentono di consigliare il metodo Aba. Pertanto sussiste il fumus del diritto della bambina al centro della vicenda a ricevere da parte del Servizio sanitario nazionale il trattamento intensivo con metodo Aba stante i benefici riconosciuti dello stesso.

E contrariamente a quanto sostenuto dai legali della Asl di Brindisi, esiste il periculum in mora, “in quanto le condizioni di salute della bambina potrebbero essere pregiudicate dal decorso del tempo occorrente ad instaurare un giudizio ordinario”, scrive il giudice del lavoro nella sua ordinanza, “in considerazione della patologia diagnosticata, della sua progressiva evoluzione e della necessità di un intervento tempestivo in rapporto all’età della minore”.

Fondamentale anche il riconoscimento da parte del magistrato del fatto evidente che “la continuità della prestazione sanitaria necessaria e i relativi costi sono tali da non consentire ai ricorrenti di affrontare la spesa necessaria per la terapia riabilitativa senza compromettere la possibilità di soddisfare le altre minime esigenze di vita dell’intero nucleo familiare”.

In punta di diritto, il giudice Alessandra Ferraro aveva preliminarmente trattato giurisprudenza e legislazione in materia di sanità pubblica che stabiliscono il diritto del cittadino ad accedere ad ogni trattamento riconosciuto scientificamente valido per curare le proprie patologie, e come tali protocolli debbano essere inclusi nei Livelli essenziali di assistenza che le Regioni sono chiamate a garantire. In sostanza, un’ordinanza che fissa un importante punto di riferimento per tutte le vicende analoghe. 

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Commenti (1)

  • Il giudice ha perfettamente ragione: ha fatto benissimo.

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