Bombe, Torino: evacuati in 10mila. Il 15 dicembre toccherà ai brindisini

Iniziate a Torino le operazioni di disinnesco di un ordigno contenente 65 kg di tritolo. Evacuazione entro 300 metri. A Brindisi bomba con 40 kg di esplosivo, ma evacuazione nel raggio di 1.617 metri. In 53mila dovranno lasciare le case

Le operazioni di disinnesco della bomba di Torino

BRINDISI – Oggi (domenica 1 dicembre) è toccato ai torinesi. Fra due settimane (domenica 15 dicembre) sarà il turno dei brindisini. Circa 10mila persone residenti entro il raggio di 300 metri dalla bomba trovata nel quartiere San Salvario, nel capoluogo piemontese, hanno lasciato le proprie case alle prime luci del giorno.  A Brindisi il mastodontico piano di evacuazione, il più grande mai visto in Italia dalla fine della seconda guerra mondiale, riguarderà 53.669 cittadini residenti nel raggio di 1.617 metri dal punto in cui è stato trovato l’ordigno, nei pressi del Multisala Andromeda, al rione Bozzano. 

Disinnesco della bomba a Torino: il video

Caratteristiche delle bombe

I brindisini seguono con grande curiosità quello che in queste ore sta accadendo nella città sabauda e si interrogano sul perché a Brindisi, sulla base del piano di evacuazione predisposto dalla Prefettura, in 53mila dovranno lasciare le case, rispetto ai 10mila di Torino, nonostante la bomba trovata a Torino abbia un quantitativo di esplosivo maggiore rispetto a quella che giace vicino al maxi cinema, presidiato h24 dalle forze dell'ordine. 

Entrambe furono infatti sganciate dalla Raf nel corso della seconda guerra mondiale. Quella ritrovata nella periferia di Torino ha un peso di 500 libbre (226 chili) e un contento di esplosivo al tritolo pari a 65 chili. Il residuato è munito di due spolette, di cui una danneggiata: quella anteriore verrà congelata, mentre quella posteriore sarà tagliata con un “sword fish”, una punta con getto di sabba e acqua ad alta pressione. I militari del 32esimo reggimento Genio Guastatori della Taurinense impiegheranno diverse ore per mettere in sicurezza le spolette, incidendo i tre centimetri di spessore della bomba. 

Bomba Torino-2

A Brindisi, invece, spetterà agli artificieri dell'undicesimo reggimento Genio guastatori di Foggia il compito di disinnescare la bomba d’aereo modello MK V SAP da 500 libre (esattamente come quella di Torino) affiorata la mattina del 2 novembre, in un cantiere destinato all’ampliamento del maxi cinema Andromeda. All’interno dell’ordigno c’è un esplosivo di caricamento di 40,87 chili di tritolo (26 in meno rispetto a quelli della bomba di Torino). Dopo la rimozione della spoletta, danneggiata dalla pala meccanica di un escavatore, il residuato verrà fatto brillare in una cava. 

Evacuazione a Brindisi: attivato il numero utile

I piani di evacuazione

Le misure di sicurezza previste per l’evacuazione dei cittadini di Brindisi sono ben più stringenti rispetto a quelle adottate a Torino. Nella città della Mole è stata disposta l’evacuazione “solo” delle famiglie che risiedono nella zona rossa, entro 300 metri dalla bomba. I residenti nella zona gialla, dai 300 fino ai 700 metri, dovranno stare in casa fino al termine delle operazioni, senza poter uscire per strada o affacciarsi alle finestre. Alle ore 9, ultimato il piano di evacuazione, è iniziato il lavoro degli artificieri. Complessivamente, fra zona rossa e zona gialla, risiedono 50mila persone. 

A Brindisi, invece, si è deciso di imporre l’evacuazione anche ai cittadini che risiedono nella zona gialla. Le uniche aree esterne al perimetro sono i quartieri Paradiso, Sant’Elia zona ovest, Casale, La Rosa, Materdomini, una porzione del rione Cappuccini e la frazione di Tuturano, oltre all’ospedale Perrino. Anche il carcere dovrà essere sgomberato.  L’amministrazione comunale ha chiesto ai cittadini di lasciare le case fra le ore 5 e le 5.30, in modo che si completi l’evacuazione fra le 8 e le 8.30. Quarantuno varchi d’accesso al centro abitato verranno presidiati da esercito e forze dell’ordine, con rinforzi provenienti da tutta la regione. La questura predisporrà inoltre un piano anti sciacallaggio. Nel primo pomeriggio, se tutto andrà secondo le previsioni, tutti potranno rientrare a casa.

Piano evacuazione bomba Brindisi-2-2-3

Le aree di accoglienza

Ma dove trascorrere la giornata, in attesa della rimozione dell’ordigno? A Torino è stato allestito un centro di accoglienza in un paio di padiglioni del Lingotto, dove sono garantiti pasti caldi, assistenza sanitaria e veterinaria. Chi non ha avuto la possibilità di muoversi in autonomia, ha utilizzato i mezzi di trasporto pubblico messi a disposizione dal Comune. Situazione molto più complessa a Brindisi, invece, dove verranno allestite aree di accoglienza nelle scuole di ogni ordine e grado, con assistenza fornita da volontari della Protezione Civile provenienti da tutta la Puglia. A tal proposito è possibile conoscere il centro di accoglienza più vicino alla propria abitazione consultando l’app realizzata dal brindisino Valerio Leo. 

Treni, aerei e superstrada

Inevitabili anche le ripercussioni sui trasporti pubblici. La metropolitana di Torino sarà chiusa fino al termine delle operazioni tra il Lingotto e Porta Nuova. Lo spazio aereo è stato chiuso. La circolazione dei treni sospesa. Scenario analogo si ripeterà il 15 dicembre a Brindisi, con interdizione dello spazio aereo e sospensione dei treni in partenza e in arrivo. Allo stesso modo saranno chiusi gli accessi in città dalla superstrada Brindisi-Lecce. Enav e aeroporti di Puglia, Rfi e Anas comunicheranno esattamente le fasce orarie, nei prossimi giorni.

A Torino tutto sta procedendo secondo programma, senza imprevisti di sorta. La speranza è che anche a Brindisi, fra 15 giorni, si riuscirà a far evacuare 53mila persone (fra cui anche allettati e soggetti non autosufficienti, per i quali l’Asl predisporrà un servizio di trasferimento negli ospedali), limitando al minimo i disagi. 

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