Scandiuzzi:"Orgogliosi di essere rimasti a Brindisi, qui grandi opportunità"

E' stata presentata la piattaforma per mega yacht realizzata a Brindisi. "Nel sito brindisino anche parti del nuovo ponte di Genova"

Il cavalier Renzo Scandiuzzi insieme al figlio Fulvio

BRINDISI – In un periodo estremamente difficile per l’economia brindisina, segnato dalle proteste di lavoratori da mesi senza stipendio e da aziende strette nella morsa nella crisi, rincuora la presenza di una società che raccoglie nuove e ambiziose sfide, cercando di ampliare sia in Italia che all’estero il volume dei suoi affari.

Con la realizzazione della piattaforma per il sollevamento di mega yacht, in gergo tecnico lo ship lift, un altro prestigioso traguardo è stato tagliato dalla Scandiuzzi Steel Constructions SpA, impresa metalmeccanica con sede in provincia di Treviso che 20 anni fa ha aperto uno stabilimento nella zona industriale di Brindisi e per i prossimi decenni continuerà a investire nel territorio, cogliendo le opportunità che questo offre.

Piattaforma per il trasporto di mega yacht della Scandiuzzi 2-2

Le caratteristiche dell'opera

L’opera è stata presentata stamani (martedì 23 luglio), in un’area data in concessione dall’Autorità di Sistema portuale de Mar Adriatico Meridionale, a ridosso della banchina di Costa Morena Est, nel porto industriale del capoluogo. Presenti all’evento la famiglia Scandiuzzi al gran completo (il fondatore, cavalier Renzo Scandiuzzi, l’amministratore delegato, Fulvio Scandiuzzi, la moglie di Renzo Scandiuzzi, Adrianna Zanatta, e Massimco Scandiuzzi, componente del consiglio di amministrazione e project manager), il direttore della fabbrica, l’ingegnere Nicola Parisi,  i rappresentati delle istituzioni locali e una rappresentanza della Dinamo Basket Brindisi, società di cui la Scandiuzzi è gold sponsor. 

Video: la descrizione della piattaforma 

La piattaforma, destinata a un operatore leader nel refitting di mega yacth con sede a Genova, ha una lunghezza di 110 metri ed è in grado di sollevare fino a 3mila tonnellate. Il direttore di stabilimento l’ha descritta come “un ascensore che permette di fare il rimessaggio degli yacht”. La struttura è comandata da 16 argani laterali, ognuno con potenzialità da 400 tonnellate. Un moderno e sofisticato sistema di sincronizzazione legge sia la movimentazione che vari parametri, fra cui i dati sul peso.

“Si tratta di un vero e proprio impianto di sollevamento – spiega ancora Parisi - che verrà certificato e collaudato”. Il prossimo 14 agosto la piattaforma verrà caricata su una chiatta. Il lungo viaggio in mare verso il porto di Genova verrà curato da un’azienda italiana leader nel settore. L’arrivo a destinazione, condizioni meteorologiche permettendo, è previsto per il 20 agosto. A settembre si svolgerà il collaudo finale. A ottobre verrà varata la prima nave.

A Brindisi parti del nuovo ponte di Genova

La realizzazione dello ship lift è una delle numerose commesse affidate al sito brindisino della Scandiuzzi. Basti pensare che nello stabilimento in via Enrico Fermi, in questi giorni, si stanno realizzando parti della struttura portante del nuovo ponte di Genova che verrà realizzato al posto del ponte Morandi. Non solo. Il cavalier Scandiuzzi ha manifestato l’intenzione di lanciare a Brindisi anche una società operativa nel campo della manutenzione e dei montaggi, “non solo in Italia, ma anche nel mondo”, che attualmente ha sede nel Nord-Est.

Presentazione piattaforma per mega yacht Scandiuzzi-2

"Orgogliosi di essere rimasti a Brindisi"

L’azienda dunque continua a investire e a diversificare le proprie attività, nonostante una classe politica sulla quale Renzo Scandiuzzi preferisce stendere “un manto pietoso”, poiché incapace di comprendere le reali esigenze dell’industria negli ambiti della ricerca, delle tecnologie e dell’innovazione. E proprio in questi settori il territorio brindisino può esprimere notevoli potenzialità. “Da qui – piega Renzo Scandiuzzi – si possono fare forniture molto importanti in tutto il mondo, grazie alla facilità con cui le opere possono essere imbarcate e trasportate via mare”.

“I primi anni – prosegue – sono stati difficili, perché inizialmente ci sentivamo estranei in casa d’atri”. Finito nel mirino del ladri, lo stabilimento è stato violato più volte, subendo 27 furti nel giro di 4-5 anni. Ma questo periodo è ormai alle spalle. “Ora siamo felici e orgogliosi - conclude Scandiuzzi - di essere rimasti in questo territorio, che dà grandi opportunità e possibilità di lavoro, grazie alle risorse umane, alle conoscenze tecnologiche e all’area portuale e ferroviaria di cui dispone. Questo territorio si merita molto di più di quello che finora ha espresso”.

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