Riciclaggio e ricettazione di orologi Rolex e Omega contraffatti: sei arresti

Smascherato un gruppo strutturato di soggetti. Gli orologi venivano commercializzati in tutta Italia ed anche in diversi Stati europei

Articolo aggiornato l'ultima volta alle 16,51

BRINDISI - Eseguite all'alba di oggi, martedì 17 aprile, da parte dei finazieri del comando provinciale di Brindisi, sei misure cautelari disposte dal gip del locale tribunale, nelle province di Brindisi, Taranto e Napoli, nell'ambito dell'Operazione Frankenstein. L’ordinanza si fonda sulle risultanze di una complessa indagine svolta dalle fiamme gialle, con il coordinamento della Procura della Repubblica di Brindisi, che ha smascherato un gruppo di soggetti dediti al riciclaggio e ricettazione di orologi di prestigiosi brand internazionali contraffatti (Rolex ed Omega), che venivano successivamente commercializzati in tutta Italia ed anche in diversi Stati europei (Germania, Olanda, Belgio). Nove le persone coinvolte, sono state denunciate per aver agevolato la commissione dell'illecita condotta. 

Le indagini

Le indagini, nate da un'attività di intelligence, e avviate a marzo del 2017, hanno riguardato le province di Brindisi, Taranto, Bari, Napoli, Roma e Bologna. Sono state svolte dai finanzieri del Nucleo di polizia economica finanziaria del comando provinciale di Brindisi, sotto la direzione del sostituto procuratore Raffaele Casto. Gli accertamenti hanno permesso di smascherare un'attività illecita finalizzata all'alterazione, mediante assemblaggio e sostituzione, di pezzi non autentici con movimenti e parti originali i costosissimi orologi. Sequestrati orologi Rolex (38) ed Omega nonchè casse, meccanismi, lancette, corone, card garanzie, custodie e scatole, il tutto della casa orologiera elvetica. Gli orologi, così assemblati, venivano corredati dai certificati di proprietà ed altri accessori tutti "contraffatti", di ottima fattura, diffcilmente riconoscibili dai normali acquirenti truffati. 

Riciclaggio di Rolex e Omega taroccati-2

Gli arrestati

I pezzi venivano rivenduti da una oreficeria di Ostuni, Lo Scrigno, ad ignari clienti o ad altre imprese che a loro volta li immettevano sul mercato. Le attività sono finalizzate a quantificare il complessivo volume d'affari dei soggetti colpiti dalle misure cautelari nell'illecita commercializzazione dei preziosi, identificare i numerosi acquirenti, nonchè individuare ulteriori complici. 

Gli arrestati sono: Giuseppe Pannofino 57anni di Ostuni, è stato posto ai domiciliari, Egidio Stevens Saracino 37 anni di Taranto, è finito in carcere, Maurizio Uzzi 55 anni di Taranto (domiciliari), Raffaele Caforio 57anni di Taranto (domiciliari), Maria Pastore 62 anni di Taranto (domiciliari) e Giuseppe Di Nocera, 26 anni di Napoli (domiciliari).  

I ruoli 

Secondo quanto ricostruito dalle fiamme gialle brindisine il gioielliere finito in manette, che non è concessionario Rolex, si occupava della vendita al dettaglio di orologi Rolex e Omega, cosiddetti "di secondo polso" (usati) muniti di certificato. Gli orologi venivano "prodotti" a Taranto da Saracino, che nel periodo di indagine era anche ai domiciliari. Il 37enne assemblava perfettamente pezzi, meccanismi, lancette, ingranaggi, casse di orologio, lente di ingrandimento e persino le custodie, il tutto fornito dal 26enne napoletano. Le etichette che "garantivano" l'autenticità del prodotto venivano stampate in una tipografia di Bologna. Nella gioielleria di Ostuni giungevano, attraverso l'ausilio di amici e parenti di Saracino (alcuni finiti oggi in manette), orologi Rolex e Omega identici agli originali che venivano rivenduti a ignari acquirenti o ad altri imprenditori del Barese che a loro volta li rivendevano. 

orologi di lusso-2

La perizia sugli orologi

Da quanto emerso dalla perizia fatta eseguire dai finanzieri sugli orologi sequestrati, a opera di esperti della casa elvetica, il certificato formato card riportante matricole e referenze, oltre a grafica e dati relativi all'orologio, non era conforme a quella emessa da Rolex. Così come le matricole non corrispondevano ad alcun Rolex. La contraffazione evidenziata si riferisce anche ai meccanismi, ai colori, ai modelli, ai quadranti, a "lunette" non conformi nel colore e tanto altro. Nonostante questo, emerso solo da un'attenta analisi di ogni componente, gli orologi venduti all'acquirente riproducevano fedelmente i modelli originali. 

Il video della conferenza stampa

In un caso, nell'ordinanza di arresto si legge "il marchio Rolex presente sull'orologio sopra descritto, appare ben riprodotto tale da trarre in inganno il comune consumatore, non in grado di percepire le lievi difformità rispetto agli originali imitati. Si specifica che l'orologio esaminato riproduce fedelmente il modello originale". L'acquirente, insomma, non poteva intuire che si trattava di un falso. 

Il gioielliere ostunese

Durante le indagini sono emersi diversi aspetti che hanno convinto il gip della consapevolezza del venditore di gioielli ostunese della truffa di cui si stava rendendo responsabile nei confronti dei suoi clienti. Intanto il prezzo di acquisto degli orologi era inferiore rispetto a quello di mercato. Il suo "fornitore" essendo ai domiciliari non poteva parlare al telefono, si metteva in contatto con lui attraverso messaggi di testo o Whatsapp e gli orologi gli venivano consegnati dai parenti o amici che fungevano da "corrieri" i quali simulavano di essere i legittimi proprietari dell'orologio veduto. Un modo di acquistare non proprio lecito. 

conferenza stampa finanza rolex-2

In tre casi i clienti hanno portato indietro gli orologi di lusso acquistati perchè difettosi. Il gioielliere senza battere ciglio ha provveduto al ritiro degli stessi che poi ha rivenduto ad altri ignari clienti. Anche questo un comportanto alquanto anomalo che ha dimostrato la consapevolezza dell'imprenditore ostunese rispetto al fatto che stava vendendo orologi contraffatti. In un caso era stato acquistato il modello Deepsea, noto per essere impermeabile fino a 1220 metri: è entrata acqua nel quadrante mentre il proprietario si faceva la doccia. In un altro caso un cliente aveva acquistato il Rolex per un parente come forma di investimento per il futuro, anche questo si è rivelato difettato. 

Il giro di affari messo in piedi con questa attività illlecita è tutto da ricostruire. Come spiegato nella conferenza stampa, tenutasi nella mattinata di oggi, fare conti economici è azzardato, ma si parla di centinaia di migliaia di euro. Non si conoscono i nomi degli ignari acquirenti e la conferenza stampa, tenuta dal colonnello Pierpaolo Manno, dal tenente colonnello Gabriele Gargano e dal capitano Agostino Taurino, è stata anche l'occasione per lanciare un appello a chi potrebbe aver acquistato un Rolex o un Omega dalla gioielleria finita nella rete dell'inchiesta Frankenstein. I finanzieri invitano coloro che nutrono dei dubbi a rivolgersi a qualche rivenditore autorizzato o al comando della Guardia di Finanza. 

Nota dell'avvocato di Giuseppe Pannofino

In nome e per conto del Dott. Giuseppe Pannofino e della soc. Lo Scrigno srl, pur nel rispetto del lavoro della Magistratura brindisina, respingiamo con forza ogni addebito atteso che dagli atti processuali e dallo stesso contenuto delle intercettazioni telefoniche, appare evidente come il Dott. Pannofino sia stato vittima inconsapevole di una truffa perpetrata a suo danno e della stessa impresa Lo Scrigno.

Non a caso, tutti i riscontri oggettivi dell’A.G. cercati hanno confermato il correttissimo operato dello stesso, né questa controversa vicenda può in alcun modo offuscare la serietà di un’Azienda e di chi la gestisce che si sono sempre segnalati anche a livello nazionale e internazionale per la serietà e la professionalità del suo operato.

Avv. Francesca Conte

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