“Tangenti e assunzioni”: condannati per corruzione Consales e Screti

Quattro anni e quattro mesi per l’ex sindaco di Brindisi, tre anni e sei mesi per l’imprenditore. Il gup riconosce anche danni alle parti civili

L'e sindaco Mimmo Consales con il suo difensore, Massimo Manfreda

BRINDISI – Ci sarebbe stata corruzione dietro l’aggiudicazione dell’appalto per la gestione dell’impianto di Cdr in favore della Nubile Srl. Tangenti per 30mila euro in favore dell’ex sindaco più sei assunzioni, secondo il Tribunale di Brindisi che ha condannato a quattro anni e quattro mesi l’ex primo cittadino Mimmo Consales, a fronte dei cinque anni chiesti dal pm, e a tre anni e sei mesi l’imprenditore Luca Screti, rispetto ai tre anni e sette invocati dall’accusa.

La sentenza

L'imprenditore Luca Screti, amministratore di Nubile SrlLa verità processuale di primo grado porta la firma del giudice per l’udienza preliminare Tea Verderosa, di fronte al quale si è svolto il rito abbreviato condizionato chiesto dai difensori degli imputati, Massimo Manfreda per Consales e Vincenzo Farina per Screti. I penalisti avevano chiesto l’assoluzione con formula piena o, in subordine la corruzione impropria, vale a dire non per atto contrario ai doveri ufficio come ha sempre sostenuto il pubblico ministero Giuseppe De Nozza. Le motivazioni saranno depositate fra 90 giorni. Gli avvocati hanno anticipato la volontà di ricorrere in Appello. (A destra, Luca Screti)

Le parti civili

Il gup, inoltre, ha riconosciuto il diritto al risarcimento dei danni in favore delle parti civili costituite, rinviando in sede civile per la quantificazione delle somme. In elenco ci sono: il Comune di Brindisi con l’avvocato Simona Guida e richiesta di risarcimento di danni, anche di immagine, per un milione di euro. Stesso ammontare è stato domandato dal Comune di Cellino San Marco con l’avvocato Francesco Magistro; centomila euro per il Comune di San Pietro Vernotico con l’avvocato Guido Massari.

E ancora 300mila euro da Legambiente con l’avvocato Stefano Latini. Ammessa anche la costituzione dell’Oga, per due milioni di euro, nonostante le opposizioni sollevate dagli avvocati Manfreda e Farina in relazione a una duplicazione di richiesta danni, viste le istanze dei singolo Enti. Nessuna quantificazione, invece, per la Regione Puglia rappresentata dall’avvocato Gaetano Sassanelli. Quanto alla società Nubile, in veste di parte civile, il Tribunale ha disposto la condanna a 270mila euro a titolo di sanzione. Il pm aveva chiesto anche l’interdizione in perpetuo dalla contrattazione con le pubbliche amministrazioni.

L’inchiesta e gli arresti

Il processo scaturisce dall’inchiesta che il 6 febbraio 2016 portò agli arresti domiciliari Consales, determinando la caduta dell’amministrazione di centrosinistra ormai disconosciuta ufficialmente dal Pd, con il commissariamento sino alle elezioni di giugno successivo. In carcere finì Screti.

Per l’imprenditore, il pm ha tenuto conto di un parziale atteggiamento di collaborazione, poiché Screti – interrogato due volte dallo stesso magistrato quando era ristretto nella casa circondariale di Brindisi– confermò di aver versato una somma di denaro in favore dell’ex primo cittadino di Brindisi, pari a 16mila euro rispetto alla contestazione della presunta tangente di 30mila euro sostenuta dal pm.

Luca Screti mostrò anche uno schema dei prelievi dal proprio conto corrente bancario, aperto presso un istituto di credito di Ostuni, dove confluiva l’indennità che percepiva nel periodo in cui era amministratore unico della Nubile Srl, la società che ottenne la gestione dell’impianto di proprietà comunale, in via per Pandi. Ancora sotto sequestro.

Le difese

vincenzo farina-2Quelle dichiarazioni sono state corrette o comunque precisate di recente, in occasione dell’ultima udienza del processo, quando Screti ha sostenuto l’esame da imputato perché l’imprenditore ha specificato di aver inteso quel versamento di denaro a titolo di prestito. Era convinto – ha detto al gup – che prima o poi Consales avrebbe reso l’importo.  Screti, inoltre, ha confermato la richiesta di assunzione di sei persone alle dipendenza della Nubile srl, nomi che avrebbe fatto Consales e che si riferirebbero a persone a lui vicine. (A sinistra, l'avvocato Vincenzo Farina)

L’ex sindaco di Brindisi ha sempre respinto l’accusa e sostiene che Screti abbia offerto un contributo elettorale. Una somma di denaro che peraltro lui mai avrebbe chiesto e della quale non conosceva né l’importo, né la data del versamento. Ha ammesso di aver una posizione debitoria, per 315mila euro, riconducibile alla sua vecchia società di comunicazione, la News sas, oggetto del processo ordinario che pende in Appello. L’ex sindaco è stato condannato dal Tribunale per abuso d’ufficio a un anno e sei mesi, a fronte della richiesta di sei anni e dieci mesi avanzata da De Nozza, per il quale Consales era colpevole anche di concussione. Per questo ha impugnato la sentenza.

Da quella prima inchiesta emersero pagamenti in contanti, per saldare un debito di 315mila euro che Consales aveva nei confronti di Equitalia. Versamenti rateali avvenuti subito dopo la sua elezione a primo cittadino per il centrosinistra, con il Pd in testa, sui quali il pm dispose ulteriori accertamenti per capire la provenienza del denaro. Da qui l’inchiesta bis per corruzione, con successivo arresto. 

impianto Cdr Nubile-2

L’accusa di corruzione

Per il pm e oggi anche per il Tribunale, l’ex sindaco di Brindisi  avrebbe speso “il ruolo politico e amministrativo in sostegno degli interessi della Nubile, società gravata da un’imponente esposizione debitoria, oggetto di transazione con l’Agenzia delle Entrate” reso possibile “anche e soprattutto spendendo la stipula del contratto da 176.514.000 di euro con il Comune di Brindisi per la gestione, per 15 anni, dell’impianto per rifiuti di via per Pandi, di proprietà dell’Amministrazione cittadina”. Le “ulteriori utilità sono consistite nell’assunzione e comunque nel far lavorare alle dipendenze della Nubile sei persone, in occasione della messa in esercizio a regime, il 7 gennaio 2014 dell’impianto di Cdr” con provvedimento ritenuto “illegittimo del 6 novembre 2013”. (Nella foto al lato Luca Screti)

Gli altri due imputati

L'accusa di corruzione è stata confermata nei confronti di altre due persone: il commercialista di Lecce Massimo Vergara e l'ingegnere Marcello Caramuscio, quest'ultimo in qualità di direttore tecnico dell'impianto di Cdr. Entrambi hanno rinunciato all'abbreviato e per difendersi dalle accuse affronteranno il processo ordinario dinanzi al Tribunale in composizione collegiale.

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