Da Brindisi a Venezia: nuovi orizzonti per l'artista Antonio Mingolla

Il giovane pittore ha una galleria permanente e di recente ha collaborato a una imponente scenografia del teatro La Fenice. "Sono stato costretto a emigrare per coltivare la mia passione"

BRINDISI - I suoi ritratti dei dogi sono esposti in uno degli hotel più noti di Venezia. Nei giorni scorsi il suo talento è approdato al teatro La Fenice, dove ha collaborato alle scenografie dell’opera più importante programmata nell’ambito della rassegna “Carnevale Fenice 2019”. Antonio Mingolla ha dovuto lasciare la sua città, Brindisi, ed emigrare in Laguna, per dedicarsi a tempo pieno all’arte.

Diplomatosi al liceo artistico Edgardo Simone di Brindisi, ha frequentato l’accademia di Belle arti di Lecce. A Brindisi ha lavorato per Antonio Mingolla-4alcuni anni con il gruppo Archeologico brindisino, di cui è stato fondatore, prima di tentare l’avventura nel Nord Italia. La scelta (sofferta) di lasciare la sua terra si è rivelata vincente, perché Antonio Mingolla si sta ritagliando un ruolo di tutto rispetto nel panorama artistico italiano.

L'esposizione permanente

Mingolla è principalmente un ritrattista. “Dallo scorso anno ho una galleria permanente presso lo storico hotel Antico Doge, nei pressi del Ponte di Rialto – dichiara a BrindisiReport – in cui sono raffigurati i ritratti di dieci dogi veneziani. Ho avuto grosse commissioni da parte di vescovi e personaggi importanti. Uno degli ultimi ritratti l’ho fatto per una Curia salentina”.

Oltre all’attività artistica, Mingolla insegna Discipline pittoriche al liceo Artistico storico di Treviso, dove risiede. Qualche settimana fa ha ricevuto una inaspettata proposta di lavoro che potrebbe dare un ulteriore sbocco alla sua carriera.

“Mi hanno chiesto - spiega Mingolla – se volevo collaborare alla scenografia dell’opera lirica di Rossini ‘L’Italiana in Algeri’, andata in scena al teatro La Fenice. Naturalmente non potevo lasciarmi sfuggire un’occasione del genere”. Il compito affidatogli dalla ditta che ha curato l’imponente scenografia è stato impegnativo.

Scenigrafia di Antonio Mingolla al teatro La Fenice(1)-2

Il lavoro per La Fenice

“In appena due giorni – dichiara l’artista – ho dovuto dipingere una nave lunga circa 15 metri. Non è stato facile. Con lo scenografo abbiamo tenuto conto di una serie di fattori, fra cui anche l’effetto delle luci sul manufatto. Si è trattato di un lavoro di squadra, fatto in sinergia con tutte le persone che lavorano all’allestimento di una scenografia. E’ stata un’esperienza bella e stimolante, che non escludo possa ripetersi in futuro. Del resto al liceo Artistico mi era stato anche proposto di insegnare scenografia”.

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Mingolla ha diversi progetti in ballo, non solo a Venezia. “Le proposte di lavoro – ammette il giovane pittore – non mancano. E’ un peccato però che sia dovuto emigrare per coltivare la passione per l’arte. A Brindisi purtroppo mi sentivo limitato. Lo dico con grande rammarico, perché sono profondamente legato alla mia città. Non avrei voluto lasciarla, ma non ho avuto altra scelta. In futuro spero di poter fare qualcosa anche per questa splendida città”.

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