Storie della nuova emigrazione: “In Germania ho realizzato un sogno"

Emanuela Palazzo, 44 anni, di Brindisi: è counselor professionista transpersonale, vive a Ludwigshafen, dove il comune le ha affidato lo sportello a supporto delle donne

Emanuela Palazzo

BRINDISI – “In Germania è tutta un’altra storia: hai la certezza di studiare e lavorare secondo il tuo percorso di formazione, senza restare impigliata nella burocrazia o rimanere schiacciata sotto il peso di imposte e tasse”. Lì, lontano dalla sua Brindisi, Emanuela Palazzo, 44 anni ad agosto, è riuscita a realizzare il sogno professionale, dopo essersi trasferita per amore: ha aperto il suo studio di counselor transpersonale accanto all’appartamento in cui vive con marito, figlio e un cane. Sullo stesso pianerottolo.

Il sogno diventato realtà

counseling-2Vive a Ludwigshafen, città di 170mila abitanti, dal 2015 e qui ha aperto il centro ‘Der Mond Transpersonal Zentrum’: è il suo studio, il sogno diventato realtà. Una realtà ben radicata nel territorio che, proprio per questo, in collaborazione con il Comune tedesco, gestisce lo sportello “Internationaler Frauentreff” e cura il progetto dal titolo “La ricchezza del femminile nel mondo”, un percorso in dieci tappe che con il motto “Racconta una storia e ascolta una storia” vuole riscoprire il valore della donna, aiutandola a integrarsi.

“Ludwigshafen è diventata sempre più multiculturale,  “l’italianità” si percepisce molto: io e la mia famiglia siamo l’esempio concreto di italiani che qui hanno avuto la possibilità di avere la propria affermazione professionale e al tempo stesso godere di una migliore qualità della vita”, racconta Emanuela Palazzo al telefono. Parla della sua esperienza personale dal giardino della sua abitazione, lo stesso che vede dallo studio che è riuscita ad aprire in così poco tempo.

Gli studi, l’amore e il trasferimento

“Sono arrivata fin qui per seguire mio marito”, dice. “E’ un imprenditore che produce il liquido per le sigarette elettroniche, progetto che purtroppo in Italia non è stato possibile coltivare. In Germania, invece, sì: è un Paese che ti garantisce la possibilità di lavorare”.

L’amore della vita lo ha incontrato a Milano, città in cui è approdata dopo aver concluso gli studi al liceo artistico Edgardo Simone di Brindisi e aver iniziato quelli in conservazione dei beni culturali a Lecce. “Ma l’arte, evidentemente, è stato un passaggio, non il finale del mio percorso di vita, sebbene sognassi di diventare critico d’arte”, continua a raccontare. “A Milano ho iniziato a lavorare subito nel mondo dell’arte e ci ho vissuto per venti anni, occupandomi della direzione e della gestione di sei gallerie e di una fondazione internazionale. Quel lavoro mi ha permesso di girare il mondo e conoscere nuove dimensioni, confrontarmi con altre realtà”.

Probabilmente i viaggi continui hanno acceso il desiderio di studiare antropologia e teatro: “Volevo comprendere meglio l’essere umano e sono rimasta affascinata dalla psicologia transpersonale e poi dal counseling”. La vita di Emanuela Palazzo a questo punto ha una prima svolta: conosce l’uomo che sarebbe diventato suo marito frequentando istituto di counseling accreditati e riconosciuti dallo Stato, lascia il mondo dell’arte, diventa assistente manager per un’azienda di prodotti fisioterapici”.

La psicologia transpersonale e il counseling

emanuela palazzo-2Diventa counselor professionista transpersonale accreditata dalla Società Italiana di Biotransenergetica, si diploma all’Iti, l’Integral Transpersonal Institute di Milano e consegue i titoli anche come docente di Biotransenergetica. Arrivano le nozze e inizia a lavorare assieme al marito. “Era impossibile per me restare a Milano, con lui in Germania: a Ludwigshafen la nostra famiglia è stata accolta subito. Qui ho iniziato a presentare i diplomi degli studi fatti e me li hanno riconosciuti, dandomi di fatto la possibilità di avviare la mia attività come libero professionista sino ad arrivare ad aprire uno studio tutto mio”, dice. La nuova vita.

“E’ un appartamento che si trova sullo stesso pianerottolo di quello in cui viviamo, per cui se uno vuole può spostarsi anche in ciabatte”, sorride. “Cosa faccio? Ora aiuto le persone a cambiare punto di osservazione in modo tale da riuscire a entrare in contatto con se stesse per approfondire tutti gli aspetti della quotidianità”, spiega. “Nel corso degli appuntamenti, i counselor aiutano le persone ad avere gli strumenti necessari e adeguati ad affrontare la vita, partendo dall’amore e dal rispetto per sé e dal principio secondo il quale bisogna amare il tuo prossimo, come te stesso”.

Il progetto per il comune tedesco

Nei mesi scorsi, la brindisina è stata contattata dal Comune di Ludwigshafen per organizzare un progetto a sostegno delle donne, delle madre di famiglie alle prese con le difficoltà legate alla necessità di incastrare figli,  marito e lavoro. “E’ uno sportello dedicato alle donne italiane ed è stato concepito come un cerchio di condivisione femminile per risvegliare i talenti individuali e riscoprire il valore di essere donna nel mondo, creando un luogo d’incontro al femminile dove ognuna possa sentirsi veramente ascoltata, accolta e accompagnata tramite un percorso di comprensione profonda delle proprie difficoltà e di riscoperta della propria creatività e vitalità, riconoscendo le qualità archetipe connesse al principio femminile. Tutto ciò attraverso gli strumenti del counseling”.

Il legame con Brindisi

Il legame con Brindisi resta integro grazie agli strumenti di comunicazione social, in aggiunto al tradizionale telefono. “Mi manca la mia famiglia di origine, mi manca il mare come l’aria e mi manca la cucina. Torno appena posso”. Tornare a Brindisi? “E’ vero che il mio lavoro potrei farlo ovunque nel mondo, ma a Brindisi e in Italia, più in generale, è difficile perché come professionista sarei costretta a fare i conti con un sistema statale che non ti incoraggia e non di sostiene. Per non parlare della civiltà e della qualità della vita”. Resta lì Emanuela Palazzo, nella Germania che l’ha accolta.

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Commenti (2)

  • Avatar anonimo di Giovanni
    Giovanni

    grande commento di Lucio concordo al 1000x1000

  • Rimani in Germania, cara amica. Rimani nella nazione che ha dato, a te e tuo marito, modo di farsi avanti per quello che valete. Qui non avresti avuto alcuna chance: restavi disoccupata o al massimo sottoccupata, sfruttata e pagata (forse) a nero. Solo se avessi avuto un politico alle spalle forse ti piazzavano da qualche parte. E se prendevi parte magari a "festicciole" diciamo "danzanti" in qualche megavilla lombarda, insieme ad una discreta pattuglia di "seniorine", ti ritrovavi pure su uno scranno parlamentare...... Rimanete lì dove siete...questa buffonata di nazione , questa città miserabile non vi meritano.....

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