Quell'oasi di calde acque a Cerano una pacchia per gli squali

Lo scarico della centrale Enel continua ad attirare grossi pelagici e i loro predatori. In passato anche alcune catture da parte di sub brindisini

BRINDISI - La temperatura delle acqua di scarico della centrale Enel di Cerano, che nei tempi in cui la termoelettrica funzionava a pieno regime raggiungevano e superavano a volte di molto il ragguardevole volume di un miliardo e 300 milioni di metri cubi l'anno, col trascorrere deglia anni ha determinato la formazione di un microclima nella baia tra Torre Mattarelle e Torre San Gennaro, che attira in acque molto basse non solo grossi pesci pelagici come ricciole, lecce, palamite, ma anche squali, che abbandonano gli alti fondali dove abitulmente trovano le loro prede per avvicinarsi a riva, attirati anch'essi dalla mangianza abbondante costituita appunto da sgombridi, i quali a loro volta cacciano cefali e banchi di acciughe e sardine.

Il video girato dal pescatore sportivo

Era ed è una catena alimentare anomala così vicino alla costa, anzi quasi a ridosso della spiaggia, da attirare - sino a quando la balneazione e la pesca subacquea non sono state vietate in quello specchio d'acqua, in seguito ad incidenti mortali causati da un eccessivo avvicinamento alle prese del sistema di prelievo della centrale - numerosi sub, che si appostavano con fucili a lunga gittata al confine con la vasta estensione di acqua dolce molto più calda, in inverno, di quella salata circostante. E qualcuno è anche riuscito ad effettuare la cattura di qualche squalo, esemplari di circa due metri di lunghezza.

Cerano, scarico a mare

Ora quel punto è appannaggio solo dei cannisti, che si appostano lungo i moletti che circondano le prese di carico e scarico del dissalatore della "Federico II", che alimentano il circuito della produzione del vapore nei gruppi termoelettrici. Qui, venerdì, uno dei pescatori sportivi ha immortalato con il suo smartphone un esemplare di squalo (probabilmente un mako o uno squalo grigio)  che si è avvicinato sino al molo, impegnato nella ricerca di cibo. E non è affatto escluso che non fosse solo. Uno spettacolo molto bello che attualmente si può osservare solo con i piedi all'asciutto. Probabilmente questo hotspot, vera e propria riserva di caccia per le specie predatorie più grandi, si estinguerà quando la centrale di Cerano cesserà di funzionare.

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