Acque Chiare, la Cassazione nega nuovamente il dissequestro delle ville

BRINDISI – La notizia è arrivata poco prima delle 21. La Corte di Cassazione ha nuovamente negato il dissequestro delle ville del complesso di Acque Chiare, e la situazione dei proprietari diventa sempre più difficile. A meno che, nelle motivazioni della sentenza, che gli avvocati dei ricorrenti potranno conoscere non appena sarà depositata, non vi sia un allargamento delle maglie delle prescrizioni stabilite lo scorso anno dal tribunale del riesame, che prevedono l’accesso agli immobili solo degli intestatari, e con l’esclusiva ragione del provvedere alle manutenzioni. In subordine al dissequestro, si chiedeva infatti alla Corte di Cassazione la facoltà d’uso da parte delle famiglie, che sono oltre 218, escluse le pochissime che hanno già ottenuto il permesso di dimora sulla base di particolari necessità.

Il villaggio Acque Chiare

BRINDISI – La notizia è arrivata poco prima delle 21. La Corte di Cassazione ha nuovamente negato il dissequestro delle ville del complesso di Acque Chiare, e la situazione dei proprietari diventa sempre più difficile. A meno che, nelle motivazioni della sentenza, che gli avvocati dei ricorrenti potranno conoscere non appena sarà depositata, non vi sia un allargamento delle maglie delle prescrizioni stabilite lo scorso anno dal tribunale del riesame, che prevedono l’accesso agli immobili solo  degli intestatari, e con l’esclusiva ragione del provvedere alle manutenzioni. In subordine al dissequestro, si chiedeva infatti alla Corte di Cassazione la facoltà d’uso da parte delle famiglie, che sono oltre 218, escluse le pochissime che hanno già ottenuto il permesso di dimora sulla base di particolari necessità.

Lo scorso anno invece la Cassazione aveva rimesso la decisione al tribunale del riesame, e il pronunciamento era stato, come già detto, negativo. Il secondo ricorso aveva ovviamente motivazioni diverse. Allo scopo di dimostrare l’assoluta buona fede degli acquirenti delle ville, e l’inconsapevolezza da parte degli stessi circa il vincolo dell’impresa a non vendere in maniera frazionata per un determinato periodo, indicato in una convenzione con il Comune di Brindisi, gli avvocati avevano prodotto le costituzioni di parte civile nei due procedimenti penali sorti attorno alla vicenda: uno per truffa già concluso, l’altro per lottizzazione abusiva ancora in corso. Vi sono inoltre alcune cause risarcitorie in atto.

La Cassazione aveva dichiarato non ammissibile, sempre a proposito della discutibile o acclarata buona fede all’atto dei rogiti, una memoria dei pubblici ministeri Adele Ferraro e Antonio Negro, che informava la Corte dell’esistenza di una indagine per lottizzazione abusiva in concorso anche a carico di alcuni dei proprietari, quelli che in ragione di particolari rapporti con la ditta Romanazzi non avrebbero potuto non sapere dell’esistenza del vincolo che destinava a fini turistico-ricettivi le ville sino allo scadere del decimo anno dalla realizzazione delle stesse.

Prima di decidere gli eventuali, prossimi passi, gli avvocati dei proprietari delle ville attendono di esaminare e valutare le motivazioni della sentenza. Stasera la notizia ha raggiunto quasi tutti durante il rientro in auto a Brindisi, ma si trattava solo di una comunicazione molto stringata. Il sequestro preventivo del complesso turistico alberghiero di Acque Chiare, sulla costa brindisina, è avvenuto il 28 maggio 2008 per il mancato rispetto dell’accordo di programma tra Comune e Regione che nel 1999 autorizzò il progetto: le 227 ville del lotto C non potevano essere vendute in maniera frazionata come è avvenuto, sulla base di una modifica illegittima delle prescrizioni. I proprietari coinvolti sono 173, sequestrate anche altre 54 ville promesse in vendita.

In Evidenza

I più letti della settimana

Torna su
BrindisiReport è in caricamento