“Arpa, un avviso che intossica l’ambiente”

CEGLIE MESSAPICA – Avviso ai naviganti: chiunque fosse a conoscenza di presunti giacimenti radioattivi o di materiale tossico depositato alcune decine di anni fa nel territorio comunale è pregato di farne comunicazione e segnalazione entro il 20 gennaio prossimo, anche in forma anonima e su apposito modulo, presso l’Ufficio Ambiente del Comune di Ceglie Messapica. L’Arpa lancia l’appello, il Comune è costretto a raccoglierlo ma sull’intera vicenda monta la polemica: “Siamo alla farsa”, commenta Nicola Ciracì (Pdl), che ammonisce l’Agenzia regionale per la prevenzione e protezione dell'ambiente.

Il municipio di Ceglie Messapica

CEGLIE MESSAPICA – Avviso ai naviganti: chiunque fosse a conoscenza di presunti giacimenti radioattivi o di materiale tossico depositato alcune decine di anni fa nel territorio comunale è pregato di farne comunicazione e segnalazione entro il 20 gennaio prossimo, anche in forma anonima e su apposito modulo, presso l’Ufficio Ambiente del Comune di Ceglie Messapica. L’Arpa lancia l’appello, il Comune è costretto a raccoglierlo ma sull’intera vicenda monta la polemica: “Siamo alla farsa”, commenta Nicola Ciracì (Pdl), che  ammonisce l’Agenzia regionale per la prevenzione e protezione dell'ambiente. “Altro che salvaguardia, così - tuona Ciracì - si danneggia soltanto l’immagine del territorio. Se l’Arpa ha dubbi e riserve in merito alla presenza di materiale tossico in zona facesse ciò che le compete: attivi controlli a tappeto sul territorio con i mezzi e la tecnologia di cui dispone. Da un organo regionale preposto alla tutela dell’Ambiente ci si aspetta questo, non appelli alla comunità che suonano paradossali”.

L’impressione, dunque, è che l’Arpa, partendo da un dato scientifico e oggettivo (sul territorio di Ceglie Messapica si starebbe registrando da tempo un numero assai elevato di decessi per malattie tumorali) abbia servito al Comune la più vaga e superficiale delle soluzioni, offrendo megafono a voci e leggende popolari mai suffragate dal benché minimo, reale elemento di prova.

Volendo a questo punto perseguire la strada dei racconti popolari, bene farebbe l’Agenzia regionale ad eseguire sul posto accertamenti e analisi, iniziando magari a scandagliare proprio quei terreni che più di altri, da anni, sono al centro di dicerie e sospetti: una vecchia discarica lungo la provinciale Ceglie-Cisternino e un suolo lungo la provinciale Ceglie Messapica-Villa Castelli, interessato anni addietro da una intensa attività di scavo. Tanto narra la leggenda. E tanto, a questo punto, sarebbe il caso di appurare, per sfatare i fantasmi.

Vale la pena di sottolineare, del resto, che i tecnici dell’Arpa a Ceglie si sono visti di recente soltanto in occasione del grosso incendio che interessò lo stabilimento Taf. E che l’ultima campagna di monitoraggio della qualità dell’aria fu eseguita dal 15 luglio 2008 al 27 novembre dello stesso anno, utilizzando un laboratorio mobile, piazzato  nel cortile della scuola elementare Giovanni XXIII. E in quella  circostanza non fu rilevata alcuna criticità.

“Ma se il rischio lo si ritiene talmente alto da lanciare appelli accorati alla popolazione (“chi sa parli”) l’unica misura preventiva che l’Arpa potrebbe e dovrebbe mettere in cantiere - taglia corto Ciracì - è l’organizzazione di una nuova attività di monitoraggio, per verificare una volta per tutte la presenza di scorie radioattive”.

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