Bonifiche, Consales contro Clini e Regione

BRINDISI - Il sindaco di Brindisi vuole la liberazione per gli usi produttivi dei venti lotti non inquinati in zona industriale e la riperimetrazione del Sin, ma non vuole passare da altre conferenze dei servizi che considera "pastoie burocratiche" e minaccia una spedizione a Roma.

L'incontro sulle bonifiche convocato da Consales

BRINDISI – L’invito a valutare meglio gli esiti dell’incontro dei giorni scorsi a Roma espresso dall’assessore regionale all’Ambiente, Lorenzo Nicastro, che spiegava come certe decisioni come quella di liberare per gli usi produttivi venti lotti della zona industriale vadano prese necessariamente in una conferenza dei servizi, su cui il ministero ha dato disponibilità, viene rispedito al mittente dal sindaco di Brindisi, Mimmo Consales, il quale oggi ha presieduto un incontro a Palazzo Nervegna “finalizzato a fare il punto sulla gravissima situazione venutasi a determinare nell’area industriale di Brindisi a causa dei ritardi del Ministero dell’Ambiente nella definizione delle problematiche relative al Sito di Interesse Nazionale”.

Riunione cui hanno preso parte i rappresentanti della Provincia di Brindisi, del Consorzio Asi, della Camera di Commercio, di Confindustria, della Cna, della Confartigianato, della Claai, di Cgil, Cisl e Uil, dell’Ugl e dei Cobas, oltre al consigliere regionale Giovanni Epifani, del Pd. Incontro resosi necessario, dice Consales,  a causa degli “ingiustificabili rinvii nella definizione di un problema da cui dipende il futuro ambientale, economico ed occupazionale del territorio brindisino”.

“La città di Brindisi non può più permettersi queste assurde perdite di tempo. Ci si perde da anni dietro assurde pastoie burocratiche che nulla hanno a che fare con la concreta esigenza di tutelare l’ambiente. Noi chiediamo che si intervenga dove si registrano forme di inquinamento dannose per la salute dei lavoratori e dei cittadini, oltre che per la tutela del territorio, ma che si dia il via libera all’utilizzo di centinaia di ettari che fanno parte dell’area Sin pur non risultando inquinati”.

Negli anni sono state prodotte “ tonnellate di documenti per poi ritrovarci lunedì scorso al punto di partenza. C’è il timore, più che fondato, che il Ministero dell’Ambiente non sappia come uscire da una situazione imbarazzante provocata – dice Consales - da chi ha retto il dicastero in passato, promuovendo un accordo di programma dannoso ed inconcludente che è servito solo a far versare alle aziende presenti nel polo industriale brindisini già 25 milioni di euro per interventi di bonifica mai eseguiti ed ancora non ben identificati”.

Conclusione, il sindaco ha chiesto oggi agli altri enti ed associazioni “di condividere una proposta che consiste nel chiedere immediatamente un incontro al presidente della Regione Puglia Vendola per allineare lo stesso ente regionale sulle posizioni degli enti locali nelle rivendicazioni  da sottoporre al Ministero. Allo stesso tempo, farò partire una richiesta di incontro urgentissimo al ministro Clini durante il quale rivolgeremo delle richieste ben precise che saranno elaborate nei prossimi giorni dai tecnici del Comune, del Consorzio Asi, della Provincia e della Regione”.

Consales vuole sapere che fine hanno fatto le risorse destinate alla bonifica del sito di Brindisi e soprattutto se esiste la volontà di realizzare interventi straordinari per Brindisi, a partire da una riperimetrazione dell’area Sin e quindi da una facilitazione dei percorsi autorizzativi ambientali per realizzare nuovi investimenti industriali e artigianali. Ritengo, infine, che ci sia una volontà comune dell’intero ‘fronte Brindisi’ di dar vita ad iniziative forti e concrete, a partire da una grande manifestazione da realizzare a Roma, in mancanza di risposte convincenti da parte del Governo”. Consales si ripromette di convocare presto anche i parlamentari regionali e nazionali della provincia.

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