"Cerano, la politica faccia il suo dovere"

BRINDISI - La procura sta facendo il suo dovere, la politica ora faccia il proprio. E' la sintesi del documento diramato dalle associazioni ambientaliste brindisine dopo la notizia, pubblicata da BrindisiReport.it, della conclusione delle indagini sulla dispersione della polveri dal carbonile di Cerano. Attività investigativa condotta dalla Digos della questura, sostenuta da una corposa perizia del consulente tecnico del pm, e basata sulla denuncia di otto agricoltori della zona, affidatisi agli avvocati Giovanni Brigante e Vincenzo Farina (e non collegata invece ad esposti vari di movimenti ed organizzazioni)

La centrale Enel di Cerano

BRINDISI - La procura sta facendo il suo dovere, la politica ora faccia il proprio. E' la sintesi del documento diramato dalle associazioni ambientaliste brindisine dopo la notizia, pubblicata da BrindisiReport.it, della conclusione delle indagini sulla dispersione della polveri dal carbonile di Cerano. Attività investigativa condotta dalla Digos della questura, sostenuta da una corposa perizia del consulente tecnico del pm, e basata sulla denuncia di otto agricoltori della zona, affidatisi agli avvocati Giovanni Brigante e Vincenzo Farina (e non collegata invece ad esposti vari di movimenti ed organizzazioni)

"Il consulente tecnico della Procura di Brindisi, Claudio Minoia, ha riferito nella sua perizia che le significative dispersioni di polveri di carbone intorno al nastro trasportatore e al deposito carbonile sono dovute al funzionamento di tali strutture. Le inchieste della Magistratura stanno quindi andando positivamente avanti ma è la politica che deve fare il suo dovere rendendosi conto di quanto sia grave a Brindisi l’inquinamento causato dal carbone. Abbiamo perciò in questi giorni lanciato una vera e propria “Vertenza Brindisi” sostenendo, con sempre maggiore determinazione, che occorre indurre l’Enel a operare una riduzione di almeno il 25% della quantità di carbone bruciato nella centrale di Cerano senza ricorrere a dilazionate e tattiche compensazioni.

Procedendo nel contempo alla più volte sollecitata chiusura di Brindisi nord, patrocinata anche da ampi settori delle forze politiche locali, previa l’adozione di misure idonee ad assicurare ai dipendenti corrispondenti posti di lavoro. Così come sosteniamo che è necessario potenziare e intensificare i controlli pubblici. Sul piano sanitario poi è necessario promuovere indagini rivolte a verificare se nelle aree di ricaduta del carbone si siano verificate patologie o decessi tra la popolazione residente con frequenza maggiore rispetto ad aree più lontane. E occorre anche effettuare nelle popolazioni interessate monitoraggi biologici, cioè ricerche di inquinant