Clini da Vespa: "British Gas ostacolata"

BRINDISI – Il terremoto in Emilia Romagna ha ricordato che l’Italia è un Paese dove le mappe sismiche vanno aggiornate in continuazione, e che ciò vale soprattutto quando sono in discussione impianti o progetti di particolare impatto ambientale. Nel caso specifico, ieri sera a Porta a Porta, malgrado le abbondanti secchiate di acqua fredda lanciate da alcuni su un tema che invece resta rovente, ha ricevuto un colpo durissimo la tesi che nelle cavità profonde lasciate da giacimenti di gas naturale già sfruttati si possano stoccare senza rischio alcuno lo stesso metano, progetto già bocciato dal ministero dell’Ambiente a Rivalta (quella dell’Emilia), e anche la Co2. In questo scenario, il ministro Corrado Clini ha parlato ancora del rigassificatore di Brindisi, recriminando per gli impedimenti burocratici che hanno costretto British Gas a lasciare la città.

La sede di Brindisi Lng

BRINDISI – Il terremoto in  Emilia Romagna ha ricordato che l’Italia è un Paese dove le mappe sismiche vanno aggiornate in continuazione, e che ciò vale soprattutto quando sono in discussione impianti o progetti di particolare impatto ambientale.  Nel caso specifico, ieri sera a Porta a Porta, malgrado le abbondanti secchiate di acqua fredda lanciate da alcuni su un tema che invece resta rovente, ha ricevuto un colpo durissimo la tesi che nelle cavità profonde lasciate da giacimenti di gas naturale già sfruttati si possano stoccare senza rischio alcuno lo stesso metano, progetto già bocciato dal ministero dell’Ambiente a Rivalta (quella dell’Emilia), e anche la Co2. In questo scenario, il ministro Corrado Clini ha parlato ancora del rigassificatore di Brindisi, recriminando per gli impedimenti burocratici che hanno costretto British Gas a lasciare la città.

La sortita del ministro dell’Ambiente sta sollevando nuovamente la protesta delle associazioni e dei movimenti che da molti anni ormai si battono contro il progetto del rigassificatore a Capo Bianco. Il ministro, dicono a Brindisi alcuni esponenti del fronte del no al rigassificatore (ma farebbero bene a rimarcarlo i partiti, i parlamentari del territorio ed anche il sindaco della città, visto che ancora il nuovo consiglio comunale non è insediato, dicono gli stessi), continua a dimenticare, se di dimenticanza si tratta visto che Clini segue da anni la vicenda anche come direttore generale di un dipartimento del dicastero, che l’iter è sottoposto non solo ai cosiddetti vincoli burocratici, ma a un procedimento penale che è sfociato recentemente in confisca dell’area.

Clini non può ignorare l’avvenuta confisca del cantiere di Capo Bianco da parte del tribunale di Brindisi, con la sentenza di primo grado e la condanna per occupazione abusiva di area demaniale marittima – le circostanze di corruzione sono andate prescritte – anche perché il 18 maggio scorso e per espressa disposizione del pm Giuseppe De Nozza, la Digos della questura di Brindisi ha notificato il provvedimento sia al gabinetto del ministro Clini, che si immagina ne sia stato poi informato, che al gabinetto del ministro dell’Economia, Corrado Passera, che alle rispettive direzioni generali competenti. Perché allora tirare ancora una volta fuori la storia degli intralci burocratici nel corso della trasmissione Porta a Porta, e non citare il fatto che c’è un vincolo di natura penale conseguenza di comportamenti di manager di Bg Italia e di amministratori dell’epoca?

La notifica della confisca brevi manu disposta dal magistrato serviva appunto, si immagina, ad evitare come altre volte è avvenuto addirittura in conferenze di servizio istruttorie che il funzionario di turno del ministero dichiarasse di non essere al corrente della vicenda giudiziaria. “Più di tanto non si può fare, tranne che attaccare la sentenza di confisca con un fermacarte magnetico allo sportello del frigo del ministro”, ironizzano gli ambientalisti brindisini. Del resto, anche a voler parlare solo ed esclusivamente di vincoli burocratici – dicono ancora a caldo – il no al rilascio del nuovo Nulla osta di fattibilità da parte del Comitato tecnico regionale Puglia dovrebbe essere considerato con maggiore rispetto da Clini. “A meno che di fronte a certe operazioni non si debba dire sì a priori”.

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