"Da Punta Penne la rinascita della costa"

BRINDISI – “Realizzeremo stabilimenti balneari, piste ciclabili e nuovi accessi al mare, là dove oggi si vedono cumuli di rifiuti”. Pasquale Luperti, assessore comunale con delega alla Riqualificazione urbana e della costa, sogna un litorale a misura d’uomo.

La vecchia batteria costiera di Punta Penne

BRINDISI – “Realizzeremo stabilimenti balneari, piste ciclabili e nuovi accessi al mare, là dove oggi si vedono cumuli di rifiuti”. Pasquale Luperti, assessore comunale con delega alla Riqualificazione urbana e della costa, sogna un litorale a misura d’uomo. Il primo passo verso la rigenerazione della fascia costiera a nord del capoluogo è coinciso con l’avvio della bonifica di località Sbitri, Punta Penne e Punta del Serrone, con le sue vecchie postazioni militari circondate da lastre di eternit e materiali edili di risulta.

Ma è solo il punto di partenza di un percorso che, almeno nelle intenzioni dell’amministrazione comunale, dovrebbe rivoluzionare l’assetto del litorale. “Grazie agli accordi raggiunti con Marina Militare e Capitaneria di Porto – dichiara l’assessore – l’area carbonifera e la banchina antistante al Monumento al marinaio sono già nella disponibilità dell’amministrazione comunale. Non appena arriverà l’ok da parte del ministero, disporremo di tutti e 18 i chilometri di fascia costiera compresa fra “Forte a mare” e Torre Guaceto. Attualmente, non possiamo sfruttare neanche 3 chilometri su 18: l’80% della nostra costa non è fruibile ai cittadini”.

L’avvio dei lavori di riqualificazione di Punta del Serrone, partiti la scorsa settimana, rientra in questo piano. Il cantiere è stato consegnato all'Ati composta dalla società cooperativa Coget di Bari ed Igeco Costruzioni di Tommaso Ricchiuto (il socio di maggioranza del porticciolo turistico), che si è aggiudicata l’appalto per un milione e 200mila euro, denaro stanziato fra il 2010 e il 2011 dalla Regione Puglia. Entro 122 giorni, l’area dovrà essere completamente bonificata.

“Una volta rinaturalizzato il terreno – dichiara Luperti – indiremo un bando per la realizzazione di uno stabilimento balneare pubblico. Non agiremo in maniera improvvisata. Quando partiranno i lavori per la rimodulazione della falesia (circa 3 milioni di euro, ndr) daremo vita a un piano della costa.Sarà un progetto serio, in cui indicheremo quanti lidi, quante stradine, quante staccionate e quante piste ciclabili dovranno sorgere lungo il litorale. Se un cittadino avanzerà la proposta di realizzare un chiosco in un tratto di spiaggia libera, non vedo per quale ragione dovremmo dirgli di no, a patto che ci presenti un progetto interessante, in grado di creare nuovi posti di lavoro”.

Un piano ambizioso, insomma, che non potrà prescindere dall’apporto di fondi regionali. “Il giorno stesso in cui si concluderanno i lavori di rimodulazione della falesia – assicura Luperti – andrò in Regione per chiedere nuovi finanziamenti. Abbiamo tanto da fare. Fra le priorità, la demolizione delle abitazioni lato mare di località Sbitri e il collegamento di tutto il litorale all’impianto idrico e fognario”.

Uno dei fiori all’occhiello del litorale, nelle intenzioni di Luperti, dovrà essere il Castello Alfonsino. “Vorrei trasformarlo – spiega l’assessore – in un albergo, attraverso la pubblicazione di una manifestazione di interesse che abbracci tutta la zona della Sciaia”.

L’impressione, visti anche i tempi pachidermici della burocrazia, è che occorrerà del tempo (un bel po’ di tempo) per far sì che tutto questo diventi realtà. Ma Luperti pigia il piede sull’acceleratore. “Entro fine anno – afferma l’assessore – il piano della costa vedrà la luce. Farò di tutto per restituire la spiaggia alla gente, ricorrendo ai bandi pubblici. Ci credo. Sono convinto di poter raggiungere questo obiettivo. Faremo crescere l’economia della città, migliorando il benessere dei brindisini”.

 

 

 

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