Diossina e Pm10, allarme e sgomberi

BRINDISI - Diossina e polveri sottili PM10 a livelli molto alti, a causa dell'incendio scoppiato stamani - e non ancora del tutto estinto - nell'ex deposito di rifiuti speciali di Alfa Edile, una società oggi in procedura fallimentare, sito recentemente tornato a Vincenza Perchinenna, la proprietaria del terreno che l'aveva affittato alla stessa Alfa Edile anni addietro. E il sindaco Mimmo Consales è costretto ora ad emettere un'ordinanza con cui dispone con effetto immediato, incaricandone della divulgazione ed esecuzione i vigili urbani, lo sgombero di abitazioni private ed aziende di contrada Piccoli e la raccomandazione a restare chiusi in casa ad anziani, bambini e portatori di patologie respiratorie del rione La Rosa.

Marcello Orlandini 10 luglio 2012

BRINDISI - Diossina e polveri sottili PM10 a livelli molto alti, a causa dell'incendio scoppiato stamani - e non ancora del tutto estinto - nell'ex deposito di rifiuti speciali di Alfa Edile, una società oggi in procedura fallimentare, sito recentemente tornato a Vincenza Perchinenna, la proprietaria del terreno che l'aveva affittato alla stessa Alfa Edile anni addietro. E il sindaco Mimmo Consales è costretto ora ad emettere un'ordinanza con cui dispone con effetto immediato, incaricandone della divulgazione ed esecuzione i vigili urbani, lo sgombero di abitazioni private ed aziende di contrada Piccoli e la raccomandazione a restare chiusi in casa ad anziani, bambini e portatori di patologie respiratorie del rione La Rosa.

A Brindisi non si toccava un livello di allarme simile da parecchio tempo. Anzi non c'è memoria recente di tali emergenze. Eppure quello stesso deposito e sempre gli stessi rifiuti, rottami e plastiche, sono stati teatro di incendi anche più violenti, ma l'Arpa non aveva mai misurato superamenti delle concentrazioni di polveri sottili e diossina come quelli segnalati oggi, e tali da indurre lo stesso dipartimento di Brindisi dell'agenzia a chiedere al sindaco l'emissione urgente di un'ordinanza a tutela della salute pubblica. Perché.

E perché scoppia un incendio proprio poco dopo il dissequestro del sito e la riconsegna alla proprietaria originaria? Ci sono strane coincidenze, che ruotano tutte attorno ad un problema: quella discarica andava bonificata subito dopo il primo incendio, oggi siamo al terzo e il Comune non ha mai messo mano a tale operazione, che solo questa sera si è rivelata prioritaria, alla luce dei livelli di inquinanti nocivi per la salute umana che forse sono stati raggiunti anche le volte precedenti. Ma adesso la patata bollente non è più nelle mani della società responsabile della presenza di quei rifiuti, ma della signora Vincenza Perchinenna che francamente con questa storia poco c'entra.

La motivazione sempre addotta dall'amministrazione comunale per la mancata rimozione di quelle strane ecoballe imbottite non solo di plastiche ma di rottami di ogni genere è stata la mancanza di finanziamenti (l'intervento richiederebbe 600-700mila euro). Soldi che sarebbero dovuti giungere dai fondi di tutela ambientale attraverso la Provincia. Bisogna vedere come e quando questo iter è stato avviato, e perché non è mai giunto a soluzione, se iter vi è stato. Nelle more, il sito fu sequestrato dal Noe dei carabinieri. Il dissequestro, come già detto, pochi giorni fa, pur nella permanenza dei rifiuti sul posto. Le conseguenze oggi sono quelle indicate nell'ordinanza sindacale (che alleghiamo integralmente in calce a questo articolo).

Ordinanza che parla di rifiuti speciali non pericolosi, ma tali sarebbero se qualcuno non vi avesse appiccato il fuoco: poi le plastiche e i rifiuti solidi urbani sviluppano diossina, e i due precedenti incendi del sito ex Alfa Edile avrebbero dovuto evidenziare la permanenza di un rischio simile. Così non è stato. E questa sera i vigili del fuoco sono ancora alle prese con lo smussamento delle masse di rifiuti incandescenti, per raffreddarli ed evitare che riprendano fuoco. Nove ore di lavoro già effettuate al momento in cui scriviamo. Ecco cosa dice una sintesi dell'ordinanza.

" Il sindaco Mimmo Consales, a seguito dell'incendio che si è sviluppato stamattina nell'area di pertinenza di un impianto di stoccaggio di rifiuti speciali non pericolosi (ex deposito "Alfa Edile") e che ha determinato una situazione di urgente necessità di tutela cautelativa della salute pubblica nella zona industriale della città, località Contrada Piccoli e quartiere La Rosa, ha firmato un'ordinanza chiedendo ai cittadini 'a qualsiasi titolo risiedano, dimorino, siano presenti, nella località Contrada Piccoli e zone limitrofe, nelle aree poste sotto vento e, in quanto tali non altrimenti identificabili, di allontanarsi temporaneamente dalla zona'. Inoltre, 'agli abitanti ed ai presenti a qualsiasi titolo nel Quartiere La Rosa, in particolare ai bambini, alle persone anziane ed ai malati polmonari cronici, ha ordinato di evitare cautelativamente di uscire di casa se non per motivi urgenti, curando di tenere chiusi infissi e finestre delle proprie abitazioni', fatto salvo il successivo monitoraggio tecnico degli organi preposti".

Ordinanza ALFA EDILE

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