Eolico offshore, no della giunta regionale al progetto per Brindisi

BARI - La giunta regionale, su proposta dell'assessore alla Qualità dell’Ambiente, Lorenzo Nicastro, ha espresso parere sfavorevole di compatibilità ambientale nel procedimento ministeriale di VIA per l’impianto industriale off-shore finalizzato alla produzione di energia da fonte eolica da realizzarsi nel mare antistante la costa dei Comuni di Brindisi, Torchiarolo, San Pietro Vernotico e Lecce.

Il campo eolico offshore di Trevi Energy

BARI - La giunta regionale, su proposta dell'assessore alla Qualità dell’Ambiente, Lorenzo Nicastro, ha espresso parere sfavorevole di compatibilità ambientale nel procedimento ministeriale di VIA per l’impianto industriale off-shore finalizzato alla produzione di energia da fonte eolica da realizzarsi nel mare antistante la costa dei Comuni di Brindisi, Torchiarolo, San Pietro Vernotico e Lecce.

L’impianto, proposto dalla Trevi Energy S.p.A., si pone in un’area prospiciente uno dei siti naturalistici più importanti a livello regionale e nazionale, area che risulta interessata dalla presenza di “Siti di Interesse Comunitario” (SIC) marini e, pertanto - dice l'assessore regionale all'Ambiente - non idonea alla realizzazione di impianti eolici di una tale portata. La costa adriatica del Tavoliere salentino, formata in sequenza da spiaggia, cordone dunare (ricoperto da macchia o pineta) e aree umide retrodunali, costituisce un sistema con un grande valore ecologico in grado di sviluppare importanti elementi di biodiversità e di contrastare efficacemente l’erosione costiera naturale.

La sottrazione diretta di habitat, la presenza di impatto significativo a carico dell’ambiente marino-costiero nonché la prossimità dell’impianto alla costa, a circa 3 km di distanza, rendono la realizzazione dello stesso contraria al principio secondo il quale “i beni sociali quali l’ambiente, l’energia e la salute non sono ricchezza mobile e il possesso degli stessi deve essere garantito a tutti i cittadini”.

Trevi Energy il 16 marzo scorso aveva ritirato il progetto di un parco eolico offshore a Golfo degli Angeli, vicino Cagliari, anche a causa dell'opposizione della Regione Sardegna. Ma il 26 maggio scorso il chairman di Trevi Energy, Davide Trevisani, vicepresidente di Confindustria, ha ribadito che il gruppo di Cesena "ha in fase di ricerca e sviluppo un progetto molto innovativo di impianti di aerogenerazione in mare", e che "abbiamo fatto le pratiche per avere le concessioni per dei campi eolici in mare. Quando avremo le concessioni costruiremo i campi, faremo le fondazioni e le installazioni. Ora siamo nella fase di ricerca e sperimentazione, ci vorranno alcuni anni”.

Tuttavia, nella stessa occasione (la consegna del premio Mediobanca), Trevisani ha detto che la sua società "punta in particolare al mare pugliese: noi saremo i general contractor”, ma ribadendo il cobncetto che le concessioni "sono state richieste in Puglia, ma sulle installazioni in mare la competenza è a livello di autorità nazionale e non regionale". Le 50 torri con gli aerogeneratori di Trevi Energy previste dal progetto occupano una fascia di mare che va da Casalabate a Torre Mattarelle, con una profondità di due chilometri,  una distanza minima dalla costa di tre chilometri -circa un miglio marino e mezzo- e un intervallo laterale tra una torre eolica e l’altra di 900 metri.

Le torri sono alte 90 metri dal livello del mare all’asse del rotore, ma sino a 150 metri considerando la punta della pala in verticale. I principali impatti previsti dallo studio di incidenza della Trevi Energy nella fase di realizzazione: “movimentazione e parziale distruzione del fondale” perché le torri avranno pali interrati per trenta metri e del diametro di 5 metri, perché vi sarà la posa dei cavi e la realizzazione di una sottostazione elettrica sottomarina; limitazione dell’area alla navigazione e alla pesca; “alterazione della qualità dell’acqua per attività di cantiere”; rumore e vibrazioni.

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