Esposto contro un campo eolico

SAN VITO DEI NORMANNI – Un dettagliato esposto firmato da vari cittadini è stato presentato recentemente alla procura di Brindisi sul progetto di parco eolico composto da sei aerogeneratori dell’altezza complessiva di circa 130 metri .

Un campo eolico

SAN VITO DEI NORMANNI – Un dettagliato esposto firmato da vari cittadini è stato presentato recentemente alla procura di Brindisi sul progetto di parco eolico composto da sei aerogeneratori dell’altezza complessiva di circa 130 metri (torre di 100 metri, 45 metri di raggio delle pale), che abbraccia varie contrade tra le provinciali San Vito – Mesagne e San Vito - Francavilla Fontana: Varvolla, Monaci, Iacucci vecchia, Vora. Sarebbero già in fase di avvio le operazioni preliminari alla realizzazione dell’impianto, che appartiene ad Enel Green Power e che ha ricevuto Autorizzazione unica con determinazione numero 23 del dirigente regionale Servizio Energia Reti e Infrastrutture Materiali per lo Sviluppo, il 27 marzo 2012.

L’esposto segnala come l’amministrazione di San Vito dei Normanni procedette a concedere il via libera al progetto a tempo di record con delibera di consiglio comunale numero 8 del 2 aprile 2007, solo poche settimane dopo aver ricevuto da Enel la richiesta: presentazione del progetto il 9 marzo 2007, discussione in commissione consiliare permanente il 21 marzo, quindi la già citata approvazione in consiglio del 2 aprile, e adozione della convenzione tra le parti l’1 agosto dello stesso anno. Un record che smentisce le lamentele delle aziende sui tempi biblici della burocrazia degli enti locali italiani.

Quali siano state le convenienze per il Comune di San Vito dei Normanni, con l’approvazione del progetto, è uno dei quesiti che gli autori dell’esposto pongono al magistrato inquirente, a partire dalla contropartite economiche inserite nella convenzione tra Enel e Comune di San Vito dei Normanni.

E sono numerosi i dubbi sollevati sullo Studio di impatto ambientale a base della richiesta di autorizzazioni: dall’impatto visivo che sarebbe mitigato secondo il progetto dalla presenza degli ulivi (alti però in media 10 metri al cospetto dei 120 delle torri eoliche), alla distanza minima dalle abitazioni della zona, che in Gran Bretagna viene fissata a 2,5 chilometri poiché già a 1,6 chilometri sono accertati disturbi alla salute umana ed alla qualità della vita; alla situazione idrogeologica che viene liquidata come non rilevante, malgrado una delle contrade, Vora, sia denominata in tal modo per la presenza di tre inghiottitoti carsici censiti e di numerosi pozzi artesiani che attingono ad una falda evidentemente rilevante.

In realtà gli esposti sarebbero due, anche se coincidenti nelle richieste (nell’altro vengono posti i problemi dell’impatto sull’equilibrio ambientale e faunistico, e sulle colture della zona, oltre che sulla persone. Ad esempio, coincide la segnalazione all’ufficio del pubblico ministero della mancanza di un piano di zonizzazione acustica da parte del Comune di San Vito dei Normanni (quattro amministrazioni di centrodestra consecutivamente a palazzo di città). Ora si attendono le decisioni degli inquirenti.

 

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