Fanghi Belleli, trovata un'altra discarica

MESAGNE – Nuovo sequestro nelle campagne alle porte di Mesagne nell'ambito delle indagini riguardanti la destinazione dei fanghi di dragaggio provenienti dal porto di Taranto relativi all'ex area Belleli. Nella giornata di oggi gli uomini del Noe Lecce hanno messo i sigilli a un terreno agricolo di un ettaro e mezzo.

Il Noe sul posto

MESAGNE – Nuovo sequestro nelle campagne del Brindisino nell'ambito delle indagini riguardanti la destinazione dei fanghi di dragaggio provenienti dal porto di Taranto relativi all'ex area Belleli. Nella giornata di oggi gli uomini del Nucleo Ecologico Ambientale Lecce, hanno posto sotto sequestro preventivo d’urgenza un terreno agricolo esteso per complessivi quindicimila metri quadrati sul quale erano stati illecitamente tombati e stoccati rifiuti speciali, costituiti da rifiuti plastici, edili, ferrosi e dai fanghi di dragaggio. L'area si trova alle porte di Mesagne sulla strada per Brindisi.

I rifiuti oggetto delle indagini non sono utilizzabili per ripristini ambientali in terreni agricoli, ma impiegabili solo per ricolmamenti in aree ad uso industriale con falda acquifera naturalmente salinizzata. Invece sono stati mescolati col terreno esistente nei siti. Denunciato il proprietario del fondo per gestione illecita di rifiuti speciali ed esercizio di discarica abusiva.

Contestualmente, sempre i carabinieri del Noe, diretti dal maggiore Nicola Candido, hanno eseguito il sequestro preventivo dell’autocarro di proprietà di una società di trasporti della provincia brindisina, già utilizzato per il trasporto di fanghi nei terreni in località “Mascava”. Le indagini proseguono per individuare eventuali ulteriori siti contaminati e per accertare tutte le responsabilità.

L'ultimo intervento simile risale a mercoledì scorso quando fu scoperta un'area di circa ventimila metri quadrati destinata allo stesso genere di rifiuti situata nelle strade interne che costeggiano la superstrada Brindisi-Taranto, nei pressi della Cittadella della Ricerca.

Un mese fa, invece, fu scoperta un'altra area in cui erano interrate circa quindicimila tonnellate di rifiuti speciali, costituiti da fanghi di dragaggio, inerti da demolizioni edili, conglomerato bituminoso, plastiche e rifiuti ferrosi, contenenti cromo e piombo. In questo caso le zone interessate dalla discarica sono una cava dismessa e un terreno agricolo lungo la strada statale ss 16 Brindisi-San Vito Dei Normanni, in località “Contrada chiusura grande” e località “Mascava”. Furono denunciati quattro sanvitesi.

Le indagini su quest'ultima area furono avviate il 4 febbraio scorso, l'area è stata monitorata per un mese. I fanghi derivano dall’intervento di messa in sicurezza e bonifica della falda superficiale nell’area ex Belleli, a ridosso dell’Ilva, in cui la “Belleli offshore”, a partire dal 1981, ha svolto attività di sabbiatura, verniciatura e assemblaggio di elementi di piattaforme petrolifere.

Dopo quel sequestro gli uomini del Noe, ritenendo che ci fossero altre aree coinvolte in questa attività di smaltimento illecito degli scarti industriali hanno setacciato tutto il territorio che in qualche modo poteva essere stato contaminato  scoprendo altre due discariche. Le indagini, però, non si fermano. Al momento non sono ancora stati resi noti i risultati delle analisi eseguite sui terreni interessati da queste discariche, si ritiene, però, che la percentuale di contaminazione sia alta.

 

 

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