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Fusco e l'Edipower: "Io la chiuderei"

BRINDISI - La questione della chiusura della centrale di Brindisi Nord, di proprietà di Edipower, soggetta peraltro - come anche da accordo recente tra azienda e sindacati - ad un futuro produttivo sempre più incerto, che sfrutta lo stato dell'occupazione nel Sud e nel Brindisino per imporre transizioni dal finale rigorosamente riservato, è stata rilanciata in questi giorni su BrindisiReport.it da Vittorio Bruno Stamerra, che ha sottolineato la debolezza della politica locale di fronte a questo tema, e soprattutto i suoi silenzi. Risponde il candidato sindaco Roberto Fusco, che ribadisce: in caso di sua vittoria alle amministrative, la chiusura di Brindisi Nord sarà uno dei punti fondamentali della sua attività di governo del capoluogo.

no 1 aprile 2012

BRINDISI - La questione della chiusura della centrale di Brindisi Nord, di proprietà di Edipower, soggetta peraltro - come anche da accordo recente tra azienda e sindacati - ad un futuro produttivo sempre più incerto, che sfrutta lo stato dell'occupazione nel Sud e nel Brindisino per imporre transizioni dal finale rigorosamente riservato, è stata rilanciata in questi giorni su BrindisiReport.it da Vittorio Bruno Stamerra, che ha sottolineato la debolezza della politica locale di fronte a questo tema, e soprattutto i suoi silenzi. Risponde il candidato sindaco Roberto Fusco, che ribadisce: in caso di sua vittoria alle amministrative, la chiusura di Brindisi Nord sarà uno dei punti fondamentali della sua attività di governo del capoluogo.

"Caro Vittorio, non può che farmi piacere la riproposizione da parte tua della questione della chiusura della Centrale di Brindisi Nord, obsoleta, antieconomica, che aggrava la situazione di crisi ambientale del territorio di Brindisi e che sottrae al porto di Brindisi aree che sarebbero importanti per il rilancio del porto medesimo. Essendo stato a fianco del dott. Di Giulio e del sindaco Maggi in occasione della firma della Convenzione del 1996, che prevedeva la chiusura di Brindisi Nord perché due centrali elettriche venivano dal governo e dagli enti Locali dell'epoca ritenute dannose per la salute dei brindisini (dopo non lo sono più state ?), la mia posizione sul punto è nota e risalente, anche esser stato tra i promotori di un referendum che chiedeva la chiusura della centrale di Brindisi nord e la metanizzazione della centrale di Cerano, che raccolse oltre 10 mila firme di cittadini, da me consegnate al ministro dell'Industria Bordon.

La mia posizione, quindi, è nota, anzi, notissima, tanto che tu giustamente l'hai definita "scontata". Ed è per tale ragione che, dopo aver inserito la previsione della chiusura di tale centrale nel mio programma elettorale, e dopo aver ribadito tale mio orientamento in ogni occasione utile (v. interviste a Puglia Tv e Trcb), ho atteso che gli altri si esprimessero sul punto: ma, come tu hai ben notato, in questa campagna elettorale molti preferiscono parlare di altro, perché parlare di tali temi sarebbe per loro imbarazzante. Ai cittadini, quindi, sta il trarre le conclusioni, anche dai silenzi altrui, ed agli eletti operare per attuare quanto scritto nel programma elettorale.

Anche a me ha colpito particolarmente l'intervento di Carmine Dipietrangelo, che ha preso atto che un'epoca della storia economica di Brindisi - c.d. dei grandi impianti industriali a forte impatto ambientale - si è definitivamente conclusa nel più totale fallimento, avendo prodotto solo miseria, disoccupazione e danni alla salute, sicché occorre guardare oltre, il più distante possibile dal passato remoto o prossimo che sia. Per aprire il dibattito sul punto ho persino letto tale lettera -persino rispondendo fuori tema ad una diversa domanda - durante un confronto televisivo con il candidato sindaco del centro sinistra Mimmo Consales proprio perché inducesse a una seria e più ampia riflessione, che, purtroppo, ancora una volta è del tutto mancata, per la semplice ragione che non la si vuol fare.

Proprio per la discontinuità con il detto passato di svendita del territorio è nata la Lista Civica Fusco Sindaco, che guido e che solo per caso ha preso il mio nome (essendo stato il nome attribuitogli per diverse settimane dalla stampa in mancanza di diverse denominazioni, e che sarà mutato subito dopo le elezioni, essendo contrario ad ogni forma di leaderismo o di personalismo politico). Tale Lista Civica ha posto la discontinuità con il passato industrialista nell'incipit e nel cuore del proprio programma, prevedendo la chiusura della Centrale di Brindisi Nord, come da Te puntualmente rilevato. La mia partecipazione al dibattito in questione è quindi risalente e nota, e persino scontata, come da Te giustamente osservato.

Mi auguro che a seguito del tuo intervento il dibattito si possa finalmente aprire, per dare occasione ai cittadini, una volta tanto, di capire da che parte stanno su temi così cruciali coloro che si sono candidati alla guida della Città ed i partiti che li sostengono. Per parte mia posso assicurarti che ove dovessi essere eletto sindaco mi batterò per pervenire alla chiusura della Centrale di Brindisi Nord (tutelando ovviamente i dipendenti), con la costanza e la tenacia che mi ha sempre contraddistinto, e che in più occasioni qualche risultato lo ha già prodotto, come nel caso della lotta contro il rigassificatore. Cordialità".

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