La Cgil: "No a Br Lng pure dal Cslp"

BRINDISI - Il segretario generale della Cgil brindisina, Michela Almiento, ieri ha diffuso un lungo rescoconto sulla conferenza dei servizi tenutasi nei giorni scorsi a Roma, e relativa alle bonifiche nel Sito di interesse nazionale (Sin) di Brindisi. In questo ambito, la Cgil ha ribadito il proprio parere negativo assieme ad Arpa, Comune e Provincia di Brindisi - la Regione Puglia era assente - ed ha chiesto al Ministero dell'Ambiente se fosse già stato acquisito il parere dell'Assemblea generale del Consiglio Superiore dei Lavori Pubblici sul nuovo progetto per il rigassificatore di Capo Bianco, alla luce del fatto che la stessa assemblea "esprime parere contrario rispetto alla realizzazione dell’opera in oggetto, in considerazione dell’elemento ostativo di natura giuridica, cioè la confisca dell’intera area". Parere richiesto dall'Autorità portuale ed emesso il 20 luglio scorso.

La colmata Brindisi Lng di Capo Bianco

BRINDISI - Il segretario generale della Cgil brindisina, Michela Almiento, ieri ha diffuso un lungo rescoconto sulla conferenza dei servizi tenutasi nei giorni scorsi a Roma, e relativa alle bonifiche nel Sito di interesse nazionale (Sin) di Brindisi. In questo ambito, la Cgil ha ribadito il proprio parere negativo assieme ad Arpa, Comune e Provincia di Brindisi - la Regione Puglia era assente - ed ha chiesto al Ministero dell'Ambiente se fosse già stato acquisito il parere dell'Assemblea generale del Consiglio Superiore dei Lavori Pubblici sul nuovo progetto per il rigassificatore di Capo Bianco, alla luce del fatto che la stessa assemblea "esprime parere contrario rispetto alla realizzazione dell’opera in oggetto, in considerazione  dell’elemento ostativo di natura giuridica, cioè la confisca dell’intera area". Parere richiesto dall'Autorità portuale ed emesso il 20 luglio scorso.

"Nella conferenza dei servizi istruttoria sulla bonifica del sito Sin di Brindisi, cui abbiamo partecipato come Cgil, oltre  alle specificità relative ai piani di caratterizzazione delle aree di proprietà di varie aziende, riteniamo siano stati  riaffrontati punti nodali del processo di bonifica complessivo dell’ intera area: le criticità di rilevazione relative alla concentrazione di metalli sia nei terreni che nella falda acquifera; la possibilità di liberare,  per nuovi insediamenti industriali molti ettari di terreno dell’area di competenza del Consorzio Asi", spiega Michela Almiento. "L’interlocuzione traenti locali, Consorzio Asi e la parte tecnica del Ministero auspichiamo sia stata utile ed esaustiva a chiarire, nel merito, quale procedura mettere in campo per sbloccare l’iter autorizzativo per la manutenzione ordinaria e straordinaria degli insediamenti produttivi che, in alcuni casi, attengono anche   agli  adeguamenti previsti dalle norme sulla sicurezza".

Per la Almiento "può sembrare, infatti, paradossale ma i vincoli posti dalle norme relative al Sito Sin diventano ostativi per qualsiasi tipo d’intervento e, a tutt’oggi, nemmeno l’applicazione del 'decreto semplificazioni' del 2011 è stato utile a chiarire chi deve fare che cosa sul piano delle competenze. E’ stata poi considerata la possibilità data alla Regione di riperimetrare l’area Sin, così come definito dall’ultimo Decreto Sviluppo, che, fatti salvi i risultati delle caratterizzazioni, consentirebbe di restituire a destinazione d’uso una parte di terreni, considerati non contaminati e, di conseguenza, ridefinire le aree da sottoporre a bonifica".

Ci sono precise richieste fatte dal territorio al Ministero dell'Ambiente riguardo l'avvio degli interventi: "A tal proposito abbiamo rivendicato al Mattm di definire il piano attuativo per la bonifica del sito di Brindisi, ormai da troppo tempo rinviato, mettendo a disposizione gli investimenti pubblici e le somme rivenienti dalla transazione tra le  aziende interessate e il  Ministero, sulla base dell’Accordo di Programma del dicembre 2007. Ci è stato risposto - racconta Michela Almiento - che il progetto di fattibilità presentato da Sogesit ( l’azienda indicata per l’attuazione del piano di bonifiche) nella conferenza istruttoria tenuta a marzo 2011 e’ attualmente oggetto di integrazione alla luce della messa in discussione, anche da parte delle aziende, di alcune soluzioni tecniche indicate. Abbiamo insistito sulla necessità di accelerare la conclusione di ogni iter procedurale perché Brindisi ha urgente bisogno di ripartire proprio dagli investimenti e dalle opere di bonifica per rilanciare crescita e sviluppo, di cui, a nostro avviso, è parte imprescindibile lo smantellamento di tutti gli impianti in disuso".

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