La Regione dice no alle ricerche petrolifere alle Tremiti: "Studio sommario, troppi rischi"

BARI - Dopo la sua rielezione, Nichi Vendola si è concesso un periodo di riposo sino al 15 aprile, ma la giunta regionale intanto continua a lavorare dopo la breve pausa del voto di domenica e lunedì scorsi, e come primo atto oggi -coordinata dall'assessore all'Ambiente, Onofrio Introna- ha espresso parere sfavorevole di compatibilità ambientale alle prospezioni petrolifere al largo delle coste pugliesi, nella zona di mare denominata "d489 B.R.-EL" , che si trova presso le Isole Tremiti, uno dei capisaldi del turismo regionale. In questo caso, la società interessata alla ricerca di idrocarburi è la Petroceltic Italia Srl.

M.O. 31 marzo 2010

BARI - Dopo la sua rielezione, Nichi Vendola si è concesso un periodo di riposo sino al 15 aprile, ma la giunta regionale intanto continua a lavorare dopo la breve pausa del voto di domenica e lunedì scorsi, e come primo atto oggi -coordinata dall'assessore all'Ambiente, Onofrio Introna- ha espresso parere sfavorevole di compatibilità ambientale alle prospezioni petrolifere al largo delle coste pugliesi, nella zona di mare denominata "d489 B.R.-EL" , che si trova presso le Isole Tremiti, uno dei capisaldi del turismo regionale. In questo caso, la società interessata alla ricerca di idrocarburi è la Petroceltic Italia Srl.

La Regione Puglia aveva anche proposto ricorso amministrativo, come anche il Comune di Ostuni ed altre municipalità, avverso le autorizzazioni ministeriali alla anglo-olandese Northern Petroleum per le prospezioni in una zona circa 20 miglia al largo della costa tra Monopoli e Brindisi (poi sospese dal Tar di Lecce in via cautelare). Ma ecco nel merito le ragioni del diniego nei confronti della richiesta della Petroceltic.

Purtroppo, pur avvertite ed invitate ad esprimere parere da parte dell'Ufficio Ecologia della Regione, né la Provincia di Foggia, né l'amministrazione comunale delle Isole Tremiti hanno espresso parere sul progetto della Petroceltic. La Regione Puglia ha detto invece no considerando da un lato insufficiente e superficiale lo Studio di impatto ambientale presentato dalla società, e dall'altro incompatibile sia con le confinanti aree protette che con lo sviluppo turistico della Puglia gli obiettivi, peraltro non ben dichiarati, di sfruttamento pluridecennale degli eventuali giacimenti.

La zona delle prospezioni, (e quella in cui verrebbero localizzati gli eventuali pozzi di estrazione) è vicina in modo preoccupante alle Tremiti, circa 4 chilometri, e alla stessa terraferma (7,8 chilometri). Nella prima fase "verrà eseguito uno studio geologico e l'acquisto di linee sismiche già registrate negli anni passati". Nella seconda fase si passa all'uso delle prospezioni sismiche con la tecnica dell'air-gun, il violento rilascio di aria compressa che intende utilizzare anche Northern Petroleum: "Dopo il reprocessing e l'interpretazione dei dati acquistati, sarà registrata una nuova campagna sismica 2D per un totale di circa 300 km, e successivamente una campagna 3D per un totale di circa 200 km2. La sorgente di energia da utilizzare sarà del tipo ad Air-Gun".

Terza fase, quella del pozzo: "Qualora l'interpretazione sismica confermasse la presenza e l'economicità delle situazioni di interesse minerario individuate, verrà programmata la perforazione di un pozzo esplorativo, che spinto fino alla profondità di 4000 metri intende esplorare la potenzialità delle formazioni della maiolica e del calcare massiccio. Anche per il pozzo esplorativo, ad oggi, non è possibile definire se effettivamente verrà perforato, dove verrà perforato e quanto sarà profondo".

Forti le critiche della Regione Puglia ad altri passaggi del Sia di Petroceltic: "Vengono fornite informazioni di carattere generale, di tipo bibliografico, sulle caratteristiche batimetriche e geomorfologiche del fondo marino, sulle condizioni meteo-oceanografiche, sugli ecosistemi e biocenosi, sulla pesca", e ancora "la descrizione dell'ambiente marino è estremamente sintetica, senza alcun approfondimento specifico e non appare rapportata al caso in esame".

Le informazioni fornite dal Sia circa l'impatto delle ricerche sulle specie animali sono "estremamente generiche e solo parzialmente rapportate al tipo di indagini proposte seppur non specificatamente all'ambiente marino in esame", mentre "non vengono fornite informazioni sulle popolazioni di mammiferi marini e tartarughe marine nell'area, la cui presenza è ben nota, ad eccezione della tav. 4 riportante segnalazioni di siti ove si verificano spiaggiamenti di tartarughe e cetacei". Anche per quanto attiene alla perforazione dei pozzi, "il proponente dichiara che gli effetti sull'ambiente possono considerarsi nulli o, tutt'al più, trascurabili. Tali ottimistiche conclusioni sono solo dichiarate nel Sia. in quanto in questo elaborato risulta assente qualsivoglia analisi in riferimento a tale fase di progetto".

A suggello del proprio parere negativo, la Regione Puglia ricorda il recente caso dei capodogli piaggiati proprio nella zona. "In data 10 dicembre 2009 si è verificato in Puglia lo spiaggiamento di nove capidogli, sette dei quali non sono riusciti a riprendere il largo e sono stati ritrovati morti o in fase agonica. L'esame necroscopico è stato eseguito dal prof. Sandro Mazzariol, dell'Università degli Studi di Padova, esperto e coordinatore scientifico dell'Unità per la Necroscopia di grandi cetacei spiaggiati. Nella relazione provvisoria del 15 gennaio 2010 il prof. Mazzariol evidenzia che l'evento dello spiaggiamento di 7 capodogli lungo le coste italiane è un evento eccezionale. I rilievi necroscopici suggeriscono un quadro patologico acuto/subacuto, ovvero la causa dello spiaggiamento deve essere cercata in un evento recente".

Infine, "la sindrome embolica riscontrata (con presenze di bolle di gas nel sangue ed in altri tessuti ), se confermata dalle analisi in corso, indurrebbe a ricercare eventuali connessioni con eventi causali quali sonar o terremoti subacquei". Potendosi ipotizzare pertanto "un ruolo causale o concausale di attività che perturbano l'ambiente marino (quali l'utilizzo dell'air-gun per le prospezioni geofisiche), si ritiene indispensabile l'esecuzione di approfondimenti sulla scorta delle risultanze analitiche e dei pareri e contribuiti acquisiti dal MATTM (il Ministero dell'Ambiente, ndr) a seguito dell'evento in esame. Pertanto si ritiene che il MATTM non possa esprimersi definitivamente sulla istanza di Via in mancanza degli approfondimenti di cui sopra".

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