Nuova interrogazione su Sbitri: in arrivo 450 mila euro

BRINDISI - "Considerata l’imminenza della stagione estiva e l’affollamento della litoranea e delle spiagge, rientra nelle sue intenzioni, accelerare le procedure di intervento per la bonifica e di pulizia della zona, utilizzando anche la disponibilità finanziarie della provincia di Brindisi?". A chiederlo al primo cittadino di Brindisi sono i consiglieri Vincenzo Albano e Antonio Monetti del Pd e Pasquale Luperti e Francesco Cannarile di Alleanza per l'Italia.

L'area sotto sequestro di Sbitri

BRINDISI - "Considerata l’imminenza della stagione estiva e l’affollamento della litoranea e  delle spiagge, rientra nelle sue intenzioni, accelerare le procedure di intervento per la bonifica e di pulizia della zona, utilizzando anche la disponibilità finanziarie della provincia di Brindisi?". A chiederlo al primo cittadino di Brindisi sono i consiglieri Vincenzo Albano e Antonio Monetti del Pd e Pasquale Luperti e Francesco Cannarile di Alleanza per l'Italia. Al sindaco chiedono risposte concrete alle esigenze di tutela della salute pubblica, di salvaguardia dell’ambiente e di  decoro della zona, e soprattutto di mettere fine allo spettacolo desolante di Sbitri.

L'assessore all'ambiente Cesare Mevoli, dopo il sopralluogo di venerdì e il nuovo resoconto dei carabinieri del Noe di Lecce, incontrerà martedì l'assessore regionale Fabiano Amati. Sarà un colloquio informale ma che dovrebbe servire a sbloccare 450 mila euro che l'ente territoriale ha destinato alla bonifica dell'amianto che giace da tre anni sulla litoranea a nord di Brindisi.

Il piano di bonifica studiato dall'amministrazione comunale prevede due fasi ma per l'intara operazione è necessario un milione di euro. La prima fase, che si potrà realizzare con questo primo investimento della Regione, permetterà di impacchettare e conferire in discariche apposite tutto l'amianto ancora abbandonato e quello incapsulato. La seconda fase invece, quando saranno a disposizione nuovi fondi, permetterà di ripulire la costa dalle macerie delle abitazioni demolite e inerti: si tratta di rifiuti che possono essere trattati come normali rifiuti secchi.

L'assessore Mevoli conta di poter smaltire questa parte delle abitazioni utilizzando l'impianto di frantumazione che entrerà in funzione (gestito dalla ditta Nubile) tra due settimane. Il Comune potrebbe smaltire tutto riducendo i costi: sarebbe necessario infatti, solo trasportare all'impianto tutto il materiale, risparmiando i costi di smaltimento.

Ma i quattro consiglieri chiedono anche all'ente locale di spiegare quali sono le ragioni che non hanno fatto agire in danno il Comune: secondo le norme infatti, il Comune pur non avendo la proprietà dei terreni - che invece è del demanio - potrebbe bonificarli e poi chiedere il pagamento ai prorpietari.

La procedura è stata presa in considerazione dal Comune ma, pensando anche alle possibili ripercussioni (perchè poi lo stesso potrebbe essere richiesto anche per tutti i terreni privati su cui viene scaricato abusivamente eternit), al momente l'ente ritiene di dover agire in maniera diversa.

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