Nuovo resoconto del Noe su Sbitri: incapsulamento deteriorato e rischio ambientale

BRINDISI – Aspettano di essere liberati dalle macerie di amianto i quindici ettari di litorale in contrada Sbitri. Negli ultimi giorni in Comune e procura di Brindisi è giunto un nuovo rapporto stilato dai carabinieri del Nucleo operativo ecologico di Lecce. Il sopralluogo si è svolto due settimane, su richiesta dell’Adoc di Brindisi, e ha messo in evidenza la situazione critica in cui si trova il materiale altamente cancerogeno all’interno di borse di contenimento che però si sono deteriorate.

Le macerie di Sbitri

BRINDISI – Aspettano di essere liberati dalle macerie di amianto i quindici ettari di litorale in contrada Sbitri. Negli ultimi giorni in Comune e procura di Brindisi è giunto un nuovo rapporto stilato dai carabinieri del Nucleo operativo ecologico di Lecce. Il sopralluogo si è svolto due settimane, su richiesta dell’Adoc di Brindisi, e ha messo in evidenza la situazione critica in cui si trova il materiale altamente cancerogeno all’interno di borse di contenimento che però si sono deteriorate.

L’incapsulamento disposto dalla procura nel 2009 e costato al Comune circa 50 mila euro è ormai inutile: le polveri di amianto hanno ricominciato a diffondersi nell’aria e ad inquinare il terreno. Ma il problema delle responsabilità e, soprattutto, delle competenze insieme a quello dell’elevato costo della bonifica rallenta le operazioni per liberare la costa a nord di Brindisi dalle macerie.

“Ribadiamo che non è nostro intendimento o compito colpevolizzare nessuno – hanno scritto in una nota i rappresentanti dell’Adoc di Brindisi – quello  che chiediamo è che sia tutelata la salute dei cittadini e un patrimonio ambientale già fortemente compromesso. Auspichiamo pertanto che i competenti uffici comunali, visto che il problema insiste nel capoluogo, si adoperino affinché tale vertenza abbia soluzione, ci sarà tempo poi per definire oneri e responsabilità”.

Intanto anche l’amministrazione comunale, che comunque non ha competenze sull’area che appartiene al demanio, prova a muoversi per accelerare le operazioni di bonifica: nessun investimento è possibile su terreni che non sono di proprietà dell’ente. Intanto però l’assessore all’ambiente Cesare Mevoli la prossima settimana incontrerà quello regionale alle opere pubbliche Fabiano Amati per cercare un accordo che spinga l’ente territoriale ad investire sulla bonifica.

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