"Quelle firme sono solo una manovra", accusano gli ambientalisti

BRINDISI - L'Udc brindisina aprirà una consultazione con il partito a livello nazionale e regionale, per assumere una posizione "fuori da ipocrisie e ambiguità", gli ambientalisti ritornano alla carica, definiscono la ormai famosa lettera dei 18 (ma erano 15, e poi 14) consiglieri provinciali funzionale ad un gioco orchestrato da qualcuno che vuole ulteriormente spianare la strada al progetto del rigassificatore. E avvertono: se alla Provincia si sovvertiranno gli accordi provinciali, dovrà essere crisi.

La sede di Brindisi Lng

BRINDISI - L'Udc brindisina aprirà una consultazione con il partito a livello nazionale e regionale, per assumere una posizione "fuori da ipocrisie e ambiguità", gli ambientalisti ritornano alla carica, definiscono la ormai famosa lettera dei 18 (ma erano 15, e poi 14) consiglieri provinciali funzionale ad un gioco orchestrato da qualcuno che vuole ulteriormente spianare la strada al progetto del rigassificatore. E avvertono: se alla Provincia si sovvertiranno gli accordi provinciali, dovrà essere crisi.

Si arroventa ulteriormente nel cuore di questa estate che Brindisi non riesce proprio a godersi lo scontro politico sul rigassificatore. Ne stanno fuori solo Comune e Regione Puglia che hanno già deciso (a proposito di coerenza) di impugnare il decreto dei ministri dell'Ambiente e dei Beni culturali. Poi si vedrà. Da non dimenticare il supplemento di esposto dei movimenti ambientalisti alla procura della Repubblica di Brindisi, sull'attività recente della Commissione Via nazionale che ha espresso parere favorevole al rigassificatore. E pare siano stati già acquisiti a Roma presso il ministero dell'Ambiente gli atti relativi. C'è, infine, il ricorso alla Commissione Europea di Legambiente nazionale per presunte violazioni delle direttive Ue in materia di rischi industriali.

"La risposta di chi presumibilmente sta guidando la confusa iniziativa di alcuni consiglieri provinciali non tiene in alcun conto quanto è stato da noi rilevato. Ribadiamo allora che è davvero sorprendente -dice una nota dei moviemnti ambientalisti brindisini -  la richiesta di un incontro tecnico per essere informati sulla questione del rigassificatore. Ma come, questi consiglieri non conoscevano quanto i vertici e i componenti degli organi collegiali della Regione e del Comune di Brindisi sapevano e sanno anche dopo il responso VIA, un atto questo che non indebolisce ma rafforza, con le sue tante prescrizioni, le ragioni dell’opposizione al progetto in questione?".

Il comunicato sulla storia delle firme prosegue adombrando l'esistenza di una manovra pilotata. "Si può immaginare che siano sprovveduti o irresponsabili tutti questi esponenti istituzionali e tutti i componenti delle dirigenze dei rispettivi partiti? Il fatto è che, a nostro avviso, non si è trattato di una iniziativa spontanea determinata dal desiderio di capire di più, perché, in questo caso, gli interessati avrebbero potuto soddisfare siffatta esigenza approfondendo personalmente i tanti documenti tecnici e politici redatti al riguardo, compresi quelli della stessa amministrazione provinciale che è stata e lo è ancora, sino ad atti formali di segno diverso, fortemente contraria all’impianto".

"Ciò premesso - precisano le associazioni del fronte del no - non siamo mossi da nessun intento polemico nei confronti dei consiglieri provinciali in argomento molti dei quali hanno, a nostro avviso, il solo torto di non aver colto le reali intenzioni di chi ha messo in campo l’iniziativa. Si tratta, secondo noi, di una manovra guidata da una regia sensibile ai voleri di certi poteri forti ed estranea agli interessi dei cittadini".

"Teniamo a sottolineare - dicono ancora gli ambientalisti -che consideriamo nostri interlocutori non gli ispiratori dell’iniziativa  ma le forze politiche e le istituzioni e cioè quelle espressioni democratiche che sono effettivamente rappresentative della volontà popolare. Come crediamo lo siano anche le migliaia di cittadini che in vario modo e in più occasioni hanno detto il loro no al nefando progetto. Esercitando il diritto alla partecipazione democratica costituzionalmente riconosciuto in favore di tutti i cittadini, insistiamo allora nell’affermare che l’amministrazione provinciale deve pronunciarsi con chiarezza sul problema e far conoscere con urgenza se  presenterà o no ricorso giudiziario contro il decreto ministeriale".

E dopo questa esplicita richiesta alla giunta Ferrarese, le conclusioni: "C’è invero una insuperabile questione politica da affrontare perché delle due l’una: o l’amministrazione Ferrarese è in grado di esprimersi con coerenza ed efficacia nel pieno rispetto degli impegni elettorali assunti pubblicamente, oppure non intende farlo ed allora risulterebbe inevitabile l’apertura di una crisi dal momento che la questione rigassificatore è di cruciale importanza per il futuro del nostro territorio".

Intanto l'Udc, che sostiene l'amministrazione Ferrarese, preferisce aprire un confronto interno. "L’Udc brindisina rifiuta di aderire al club delle ipocrisie e delle ambiguità che caratterizzano molte posizioni, politiche e non, che sino ad oggi sono state assunte sul tema del rigassificatore.  Credo pure – ha dichiarato il commissario cittadino Euprepio Curto - che su un tema di tale rilievo il dibattito e la consequenziale scelta non possano esaurirsi all’interno della classe dirigente Udc della provincia di Brindisi, ma devono, al contrario, caratterizzarsi per un coinvolgimento decisionale del partito regionale e nazionale, essendo molti i temi di natura squisitamente politica che caratterizzeranno in qualsiasi caso le possibili decisioni"."

"Sono convinto – ha concluso Curto - che la classe dirigente dell’Udc brindisina saprà cogliere questa straordinaria e storica occasione per dimostrare che i partiti, quale momento di analisi e di promozione dei processi decisionali, hanno ancora un senso".

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