"Rifiuti da Napoli? Ora basta"

BRINDISI – Che a Brindisi ci siano vari interessi nell’aria attorno alla distruzione dei rifiuti urbani non è un mistero. Lo ha ipotizzato il presidente di A2A (che assume il controllo anche della centrale Edipower) che pensa di farlo usando i due gruppi termoelettrici in funzione a Costa Morena, trasformando la termoelettrica in termovalorizzatore. Pensa di farlo anche Termomeccanica, costruendo un termovalorizzatore nella zona industriale del capoluogo. Il presidente di Confindustria Brindisi ritiene che questa possa essere un’opportunità di lavoro per la città, e propone di accogliere e bruciare a Brindisi i rifiuti della Campania. La prima reazione c’è già.

Pinuccio Marinò

BRINDISI – Che a Brindisi ci siano vari interessi nell’aria attorno alla distruzione dei rifiuti urbani non è un mistero. Lo ha ipotizzato il presidente di A2A (che assume il controllo anche della centrale Edipower) che pensa di farlo usando i due gruppi termoelettrici in funzione a Costa Morena, trasformando la termoelettrica in termovalorizzatore. Pensa di farlo anche Termomeccanica, costruendo un termovalorizzatore nella zona industriale del capoluogo. Il presidente di Confindustria Brindisi ritiene che questa possa essere un’opportunità di lavoro per la città, e propone di accogliere e bruciare a Brindisi i rifiuti della Campania. La prima reazione c’è già.

“Abbiamo ascoltato esterrefatti e con grande preoccupazione  una dichiarazione del presidente di Confindustria Brindisi, Marinò, il quale chiede che i rifiuti di Napoli, oggi trasportati con delle navi a Rotterdam per essere bruciati, possano presto arrivare a Brindisi. Brindisi come pattumiera d’Italia ecco il sogno del presidente Marinò. Una dichiarazione a nostro avviso irresponsabile e che denota una evidente non comprensione delle problematiche legate all’ambiente e alla salute che gravano sul nostro territorio certificate da studi medici e da dati scientifici Non degli estremisti integralisti dell’ambiente ma leggi dello stato riconoscono il nostro territorio come gravemente inquinato e sito da bonificare”, dice Riccardo Rossi per Brindisi Bene Comune.

“Ma evidentemente c’è chi è incapace di pensare per Brindisi uno sviluppo diverso da quello che ci è stato imposto in questi anni per i profitti delle grandi multinazionali, che ha anche provocato uno stato di degrado economico e sociale con decine di migliaia di disoccupati. Forse il presidente Marinò pensa che i 20 o 30 posti di lavoro che si attiverebbero per bruciare i rifiuti di Napoli possano compensare un’ulteriore scempio ambientale? Noi – annuncia Rossi - contrasteremo simili proposte con tutte le nostre forze, evocare il malessere sociale legato alla crisi e alla disoccupazione per imporre scelte scellerate  non è più tollerabile. Ma chiediamo anche al presidente della Provincia Massimo Ferrarese e al  candidato sindaco del laboratorio, che è ovviamente vicino a Confindustria,  Mimmo Consales di esprimersi su tale proposta e di farci sapere in maniera chiara se  condividono  la proposta di Marinò di far diventare Brindisi la pattumiera d’Italia”.

Dal canto suo Mimmo Consales risponde che nel suo programma non c'è affatto l'ipotesi avanzata da Marinò.  "Sia nel mio orizzonte programmatico che in quello delle forze politiche che rappresento (e delle altre forze a cui guardiamo con attenzione), in alcun modo vi potrà essere spazio per la realizzazione di strutture volte ad accogliere rifiuti provenienti da Napoli o da altri territori. Non perchè ci manchi lo spirito di solidarietà (che Brindisi ha sempre manifestato nella sua storia recente) quanto, in realtà, perché la città di Brindisi ha accumulato negli ultimi anni un carico di tensioni ed emergenze ambientali da non poterne sopportare altre", annuncia Consales.

"Anzi, aggiungo, una delle nostre priorità programmatiche, nella concreta azione amministrativa, sarà diminuire in modo considerevole tale impatto. In tal senso, confermo di essere, altresì, decisamente contrario anche all'utilizzo di Cdr all'interno della centrale di Cerano. Lo scriverò sul mio programma che, come già detto, non sarà un libro dei sogni, come spesso accaduto in passato. Ed è su questo che mi piacerebbe confrontarmi con i promotori di Brindisi Bene Comune, in un clima di schietta collaborazione che è presupposto essenziale se vogliamo traguardare risultati importanti per Brindisi, nella civiltà di un confronto di merito che spesso la politica ed i suoi rappresentanti hanno ignorato".

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