Rifiuti, tariffa raddoppiata per le navi

BRINDISI – Anche l’Autorità Portuale di Brindisi continua ad amministrare la raccolta ed il conferimento dei rifiuti delle navi al di fuori del diritto di privativa che in questo settore il Testo unico 182/2006 assegna ai Comuni, assieme al compito di concorrere “a disciplinare la gestione dei rifiuti urbani con appositi regolamenti”. Ma qual è il regolamento comunale per il porto e la zona industriale, aree insieme molto più vaste del centro urbano stesso? Nel frattempo al porto, visto che anche ai rifiuti delle navi è stato bloccato l’accesso alla discarica di Autigno, come per quelli degli stabilimenti industriali, si deve ricorrere a discarica privata e il costo lo pagheranno gli armatori con un raddoppio delle tariffe.

La prua della La banchina ex Carbonifera

BRINDISI – Anche l’Autorità Portuale di Brindisi continua ad amministrare la raccolta ed il conferimento dei rifiuti delle navi al di fuori del diritto di privativa che in questo settore il Testo unico 182/2006 assegna ai Comuni, assieme al compito di concorrere “a disciplinare la gestione dei rifiuti urbani con appositi regolamenti”. Ma qual è il regolamento comunale per il porto e la zona industriale, aree insieme molto più vaste del centro urbano stesso? Nel frattempo al porto, visto che anche ai rifiuti delle navi è stato bloccato l’accesso alla discarica di Autigno, come per quelli degli stabilimenti industriali, si deve ricorrere a discarica privata e il costo lo pagheranno gli armatori con un raddoppio delle tariffe.

Il problema è stato posto all’Autorità portuale dall’Ati che gestisce il servizio in appalto, la Vetrugno-Bis, che ha informato l’ente di non poter più ricorrere alla discarica di Autigno che, dall’8 novembre 2012, è passata in gestione dal Comune alla società Nubile, la quale ha reso noto che “in assenza del provvedimento di cui all’art.198 del D.Lgs. n.152/2006 da parte del Comune di Brindisi, non era possibile ricevere i rifiuti solidi prodotti dalle navi /e/o dagli altri insediamenti produttivi del territorio)”. Conclusione, dovendo l’Ati fare ricorso ad un impianto privato di Francavilla Fontana, la stessa ha richiesto all’Autorità Portuale brindisina un adeguamento tariffario del 400 per cento.

L’Autorità ha chiesto la documentazione comprovante tali maggiori oneri, ed ha verificato, si afferma nell’ordinanza presidenziale numero 3 dell’11 febbraio 2013, firmata da Iraklis Haralambidis, che il costo di conferimento è salito a 0,35 euro a chilogrammo, vale a dire 350 euro a tonnellata. Sulla base di ciò, e affermando di non voler penalizzare troppo le società armatrici, tuttavia l’Autorità Portuale ha modificato al rialzo (e che rialzo) il piano tariffario stabilito con l’ordinanza numero 11 del 2012, riconoscendo all’Ati Vetrugno-Bis anche il costo di 70 euro a viaggio per la maggiore percorrenza da Brindisi a Francavilla Fontana.

Ed ecco come sono lievitate le tariffe per le navi: per unità sino a 1000 tonnellate di Gt (gross tonnage, stazza lorda), da 43,95 a 85 euro a metro cubo; per unità da 1001 a 5000 tonnellate di Gt, da 50,49 a 102 euro a metro cubo; per navi da 5001 a 10.000 Gt, da 63,06 a 115 euro a metro cubo; per unità da 10.001 a 15.000 Gt, da 87,02 a 135 euro a metro cubo; infine per le navi oltre le 15.001 tonnellate di Gt, da 117,41 a 170 euro a metro cubo. Insomma, la parziale anarchia che regna nel settore della raccolta e del conferimento dei rifiuti a Brindisi diventa un costo piuttosto notevole per le imprese, anche per quelle del mare. Alla fine, evitare il regime di privativa e la Tares (la nuova tassa) piena, oggi non conviene più.

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