"Se mi date gli impianti dei rifiuti salvo la squadra di calcio dal fallimento"

BRINDISI – “Sfido chiunque a contrastare quanto dirò”. Inizia così la conferenza stampa promossa dall’amministratore della “Nubile Srl” Luca Screti (annunciata su una testata locale e senza un comunicato stampa ufficiale pervenuto, come regolarmente si conviene, al resto delle testate giornalistiche locali) per illustrare un ambiziosissimo piano industriale.

Gianluca Screti e Domenico Carluccio, direttore del personale della Nubile

BRINDISI – “Sfido chiunque a contrastare quanto dirò”. Inizia così la conferenza stampa promossa dall’amministratore della “Nubile Srl” Luca Screti (annunciata su una testata locale e senza un comunicato stampa ufficiale pervenuto, come regolarmente si conviene, al resto delle testate giornalistiche locali) per illustrare un ambiziosissimo piano industriale.

Un piano presentato agli ultrà, alla stampa e alla città, con due finalità fondamentali: salvare Brindisi dall’emergenza rifiuti - tra cui si ritroverà entro due mesi - e, se l’amministrazione comunale avallasse il progetto, salvare il Brindisi Calcio dal fallimento.

L’affaire rifiuti - Oltre ad un attacco frontale al Comune guidato da Domenico Mennitti (anche presidente dell’Ato Br/1 che raggruppa 11 comuni) in materia di gestione dei rifiuti, la conferenza stampa sembra un vero ultimatum lanciato dall’azienda all’amministrazione. “Non voglio che Brindisi diventi Napoli due – dice Screti – e non capisco perché un’azienda come la mia, con 200 dipendenti, 15 anni di comprovata esperienza nel settore non venga presa in considerazione. Abbiamo presentato due progetti importanti al dirigente del Settore ambiente (l’architetto Fabio Lacinio ndr), ma è stato tutto vano”.

La partita in gioco, per restare in gergo calcistico, vale un pacco di soldi. L’azienda, infatti, si dichiara pronta a mettere sul piatto 5 milioni di euro per la chiusura del ciclo dei rifiuti. Un investimento che, se si tiene conto dei parametri fissati per la raccolta differenziata al 65% (che già entro il 2012 dovrebbe aggirarsi attorno alle 35mila tonnellate), porterebbe nelle casse della Nubile Srl qualcosa come 40 milioni di euro l’anno.

“La società – recita il piano industriale -, si offre nelle more dell’espletamento della gara per la selezione del gestore unico, come esecutrice, in via transitoria e sperimentale, a propria cura e spese, dei lavori di adeguamento della discarica e dell’impianto di biostabilizzazione e produzione del combustibile da rifiuti, proponendo nel contempo la contestuale gestione minima quinquennale dei medesimi impianti”. Secondo i calcoli della Nubile, l’ok al piano industriale consentirebbe anche un abbattimento del 40% della tariffa Ato Br/1 perché la frazione secca del rifiuto sarebbe conferita in un impianto tedesco che richiederebbe 93 euro a tonnellata a fronte delle 155 attuali (le minime) previste dal Piano d’ambito.

Può l’amministrazione comunale procedere all’affidamento diretto di tutta la partita senza una regolare e rigorosa gara d’appalto di livello internazionale? Alla precisa domanda sulla questione Screti risponde: “Sì, perché si tratterebbe di un normalissimo prolungamento di contratti già esistenti, per i quali si richiede un tempo di cinque anni per ammortizzare i consistenti investimenti”.

Una situazione che scongiurerebbe anche l’uso del Cdr, come ipotizzato anche a Cerano, dal momento che finirebbe in Germania con buona pace degli ambientalisti.  “Un progetto concreto – secondo l’ex maresciallo e gloria dell’arma dei carabinieri Domenico Carluccio, medaglia come vittima del terrorismo, recentemente insignito dell’onorificenza di cavaliere, diventato dopo il pensionamento coordinatore del personale della Nubile Srl – chiaro e che punta a risolvere una emergenza rifiuti ormai sempre più vicina”.

Se il Comune dovesse accettare, ci guadagnerebbe pure un 3% dei ricavi che verrebbero destinati ad opere ed iniziative sportive e culturali. E in questa possibilità rientra anche il salvataggio del Brindisi Calcio.

L’affaire calcio – Entro il 24 del mese il Brindisi Calcio dovrà sottoscrivere la polizza fideiussoria per garantirsi il regolare svolgimento del campionato e la Nubile ha già dato mandato al suo legale, l’avvocato Vincenzo Farina, a seguire la pratica calcio. La cifra per garantire, secondo i ben informati, il saldo dei debiti, il salvataggio del titolo e la categoria, ed allestire anche la squadra per il prossimo campionato si aggirerebbe attorno tra i 2 e i 2,5 milioni di euro. Il Brindisi sarebbe iscritto al nuovo campionato ancora a nome del presidente Antonio Pupino visti i tempi stretti, che poi passerebbe la mano, strada facendo, al nuovo azionista di maggioranza.

“Vi siete mai chiesti – dice Screti - per quale motivo la Nubile, che è una società di Brindisi, non è mai stata interpellata per la sponsorizzazione di calcio o basket?”. “Non li fai mangiare” dice qualcuno dalle retrovie alludendo alla politica. “Non abbiamo alcuna sponda politica”, sottolinea Screti alla precisa domanda della stampa sulla questione dei referenti, anche se almeno i consiglieri Antonio Giunta e Pasquale Luperti seguono con interesse l’evoluzione della vicenda.

I tempi per affrontare l’emergenza rifiuti e il fallimento del calcio sono strettissimi: due mesi per il primo problema, quattro giorni per il secondo, ma Screti è convinto del suo piano, lo ha lasciato trasparire anche all’inizio della conferenza stampa, strumento cui non sarebbe ricorso, se “il momento non fosse particolarmente grave”, consapevole però delle potenzialità della sua azienda che fattura oltre 12 milioni di euro all’anno. La risposta del Comune è attesa nell’arco di poche ore, poi al fallimento del Brindisi Calcio, si aggiungerebbe – secondo quanto prospettato dall’imprenditore, anche quello sul fronte dei rifiuti.

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