Torchiarolo, aria peggio che ai Tamburi

TORCHIAROLO – Sarà a causa dei caminetti, sarà a causa di un mix tra inquinamento da fonti di combustione domestiche ed emissioni industriali, ma a Torchiarolo la qualità dell’aria si conferma pessima per almeno il 20 per cento dell’anno. Questo dicono i dati delle centraline di Arpa Puglia che effettuano il monitoraggio di alcuni inquinanti, e in questo caso le ormai famigerate polveri sottili PM10. A Torchiarolo il problema resta aperto ed irrisolto malgrado le campagne di misurazione straordinaria effettuate negli ultimi due anni, e i ripetuti test che parlano sempre, indicando la causa delle emissioni, della combustione di legna nei caminetti e nelle stufe del piccolo centro urbano a meno di 10 chilometri a sud-est della centrale di Cerano.

Torchiarolo, manifestazione contro l'inquinamento

TORCHIAROLO – Sarà a causa dei caminetti, sarà a causa di un mix tra inquinamento da fonti di combustione domestiche ed emissioni industriali, ma a Torchiarolo la qualità dell’aria si conferma pessima per almeno il 20 per cento dell’anno. Questo dicono i dati delle centraline di Arpa Puglia che effettuano il monitoraggio di alcuni inquinanti, e in questo caso le ormai famigerate polveri sottili PM10. A Torchiarolo il problema resta aperto ed irrisolto malgrado le campagne di misurazione straordinaria effettuate negli ultimi due anni, e i ripetuti test che parlano sempre, indicando la causa delle emissioni, della combustione di legna nei caminetti e nelle stufe del piccolo centro urbano a meno di 10 chilometri a sud-est della centrale di Cerano.

I dati al 29 dicembre 2011: superamenti della soglia delle PM10 a Torchiarolo, 65. Il limite di legge fissa la tolleranza a 35 superamenti, siamo quindi 30 giorni oltre tale soglia. Il limite medio giornalieri stabilito dalla normativa italiana è di 50 microgrammi per metro cubo di aria. Il 29 dicembre a Torchiarolo la centralina Arpa ha registrato una media di 147 microgrammi per metro cubo di aria, 93 a S.Pancrazio Salentino (dove i superamenti annuali sono stati 24), non pervenuti Mesagne e S.Pietro Vernotico, e per quanto riguarda Brindisi 53 via dei Mille, 52 Cappuccini e 51 via Brandi – Itc Nautico, dove i superamenti annuali solo in un caso toccano quota 10.

Il 28 dicembre questa la situazione registrata dal sistema di monitoraggio Arpa della qualità dell’aria: 64 microgrammi per metro cubo di aria Mesagne, 58 S.Pancrazio Salentino, 81 S.Pietro Vernotico, 110 Torchiarolo. Tutti e quattro i centri urbani della mezzaluna da sud-est a ovest di Brindisi ben oltre il limite dei 50 microgrammi, quindi. Un’impennata dovuta al ricorso massiccio ai riscaldamenti a legna, in giorni di freddo più acuto? Può darsi. Il problema resta da affrontare. Un ultimo dato: Torchiarolo continua a guidare la graduatoria del record di PM10 in Puglia (sempre secondo i dati della rete Arpa), perché con i suoi 65 superamenti al 29 dicembre precede Taranto via Machiavelli con 45, Arnesano con 42 e Taranto via Archimede con 40 superamenti. Per la cronaca, Via Archimede e via Machiavelli si trovano al Rione Tamburi, a ridosso dell’Ilva e non lontano dalla raffineria Eni. E a Torchiarolo stanno peggio.

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