Vasche liquami al Pilone, è guerra

OSTUNI - C'è un altro caso simile a quello dei depuratori di Bufalaria, Mesagne e della querelle sullo scarico dei reflui affinati nel Canale Reale, e quindi a Torre Guaceto. Lo scenario si trova 30 chilometri più a nord, sulla rinomata spiaggia del Pilone e anche qui a ridosso di un parco, quello regionale delle Dune costiere di Torre Canne e Torre S.Leonardo, dove l'AqP vuole realizzare la vasca di raccolta dei liquami fognari e l'impianto di sollevamento relativo, a servizio dei villaggi costieri adiacenti. Contro questo progetto (vedi BrindisiReport.it del 15 maggio scorso), proponendo invece un sito alternativo, si muove un comitato locale, che ha scritto alla Regione, alla Provincia di Brindisi e al Comune di Ostuni, al consiglio regionale, e agli assessori regionali Angela Barbanente (Urbanistica) e Fabiano Amati (Opere Pubbliche).

L'arenile che attraversa il Parco regionale delle Dune

OSTUNI - C'è un altro caso simile a quello dei depuratori di Bufalaria, Mesagne e della querelle sullo scarico dei reflui affinati nel Canale Reale, e quindi a Torre Guaceto. Lo scenario si trova 30 chilometri più a nord, sulla rinomata spiaggia del Pilone e anche qui a ridosso di un parco, quello regionale delle Dune costiere di Torre Canne e Torre S.Leonardo, dove l'AqP vuole realizzare la vasca di raccolta dei liquami fognari e l'impianto di sollevamento relativo, a servizio dei villaggi costieri adiacenti. Contro questo progetto (vedi BrindisiReport.it del 15 maggio scorso), proponendo invece un sito alternativo, si muove un comitato locale, che ha scritto alla Regione, alla Provincia di Brindisi e al Comune di Ostuni, al consiglio regionale, e agli assessori regionali Angela Barbanente (Urbanistica) e Fabiano Amati (Opere Pubbliche).

Presto sarà pronto un progetto alternativo commissionato dal comitato ad uno studio ingegneristico specializzato in opere idrauliche. Intanto la denuncia: "“L’AqP, nel progetto della canalizzazione fognaria della costa Nord del Comune di Ostuni, ha previsto l’ubicazione della vasca di raccolta e sollevamento dei liquami, letteralmente sulla spiaggia del Pilone, sul confine del Parco Regionale delle Dune, a pochi metri dalla foce del torrente Lamacornolae di fronte alla storica Torre S. Leonardo", scrive il comitato ai soggetti interessati.

"La vasca di raccolta dei liquami, con l’emissione dei suoi mefitici gas, con il costante rumore delle pompe e con il suo impatto visivo, è un’aggressione devastante e gratuita ad un angolo di territorio che, come sottolineato dall’Ufficio Regionale Paesaggistico, è un concentrato di beni ambientali: una spiaggia, un Parco, un’oasi, la foce di un torrente, un bene architettonico. La presenza di uno solo di questi elementi sarebbe bastato ad impedire una tale localizzazione. La magistratura, per danni paesaggistici molto meno gravi, ha bloccato il tracciato della Strada dei Colli a Cisternino ed ha ordinato l’abbattimento di centinaia di appartamenti a Punta Perotti".

Ma quello che fa più meraviglia, secondo il comitato che si oppone alla costruzione delle vasche sulla spiaggia, "è che questo danno ambientale verrebbe inflitto senza alcuna convincente motivazione. Infatti, alle pretestuose e sempre diverse argomentazioni giustificative dell’AqP, questo Comitato ha puntualmente replicato con precise obiezioni. La prima motivazione addotta dall’AqP è stata quella della quota altimetrica, indicata come la più bassa dell’area e quindi la più idonea alla raccolta per gravità dei liquami. Il Comitato ha fornito all’AqP una planimetria della zona dalla quale risulta con assoluta evidenza che i siti posti alla stessa quota altimetrica (di quello di progetto) sono parecchi e che uno di questi ha il vantaggio di essere distante alcune centinaia di metri dalla spiaggia".

Dopo questa contestazione, dicono gli oppositori del progetto, "l’AqP ha avuto il buon senso di non proporre più questa motivazione per giustificare l’ubicazione della vasca. La seconda motivazione addotta dall’AqP è fondata sulla constatazione che lo scavo della condotta a gravità e quello della vasca di raccolta dei liquami del sito alternativo (indicato dal Comitato), avrebbero una profondità, rispettivamente di mt.6 e di mt.10, laddove quella del sito di progetto AqP sarebbe rispettivamente di mt.4 e di mt. 6. La conclusione è che lavori a tali profondità non garantirebbero la sicurezza operativa. Il Comitato ha replicato che, contestualmente alla proposta di canalizzazione a totale gravità, aveva anche proposto una canalizzazione che prevedeva un impianto integrativo per circa 10 ville su 250 del Villaggio 'Torre S. Leonardo', l’insediamento più importante da servire".

Le confutazioni tecniche sono parecchie: "In tal caso la profondità dello scavo per la condotta e per la vasca sarebbe identica a quella del progetto AqP. Non solo ma l’assemblea del villaggio in questione, in data 06 luglio 2012 ha deliberato all’unanimità di accettare una tale soluzione, assumendosene anche l’onere finanziario. L’AqP,di fronte a questa puntuale obiezione, ha abbandonato anche la seconda motivazione, portando avanti una terza motivazione e cioè quella di non poter progettare una canalizzazione fognaria che non sia interamente a gravità".

Ma anche quest’ultima motivazione secondo il comitato "è sicuramente la più debole delle precedenti per le seguenti argomentazioni. In primo luogo, l’AqP ha progettato ed eseguito per l’insediamento di Torre Canne una canalizzazione fognaria, integrata da un impianto complementare, dello stesso tipo di quello proposto per il Pilone. E’ veramente pretestuoso sostenere che quello che l’AqP ha fatto a Torre Canne non può essere fatto al Pilone. In secondo luogo, la pretestuosità della motivazione emerge con più chiarezza se si considera che la canalizzazione (con annesso impianto integrativo) di Torre Canne serve un insediamento totalmente pubblico, mentre quella per il Villaggio 'Torre S. Leonardo', servirebbe un insediamento totalmente privato, i cui residenti, per di più, hanno preliminarmente accettato con una decisione assembleare, assunta all’unanimità".

Infine, quella considerata l’argomentazione decisiva: "Anche l’attuale progetto AqP non soddisferebbe la condizione della canalizzazione a totale gravità. Infatti l’AqP non ha fatto nessuno studio specifico della complicata altimetria del villaggio, studio cui in verità non è obbligata, essendo la canalizzazione interna a carico della lottizzazione. Se avesse fatto questo studio avrebbe scoperto che nessuna canalizzazione del villaggio può essere a totale gravità, essendo necessari, a causa della complicata altimetria, un qualche impianto integrativo o un qualche scavo a notevole profondità. Un’analisi dettagliata dell’altimetria del villaggio è stata invece condotta, per conto del Comitato, da uno studio di ingegneria idraulica, la cui conclusione è quella sopra detta. Tale studio sarà inviato tra qualche giorno agli Enti interessati.

L’insistenza dell’AqP, dell’Assessorato Regionale alle Opere Pubbliche e del Comune di Ostuni perché l’impianto venga ubicato esattamente su un’area di così elevato valore paesaggistico, lascia trasparire una notevole insensibilità ambientale degli organi tecnici e una certa superficialità degli organi politici. Da entrambi ci si deve attendere correzioni fini e molto mirate negli interventi sul territorio. Questo Comitato, pertanto, invita li enti con riferimento alle rispettive competenze, a metter fine a questa ormai inutile querelle. L’analisi tecnica, la sensibilità politica ed il buon senso inclinano a favore dello spostamento dell’impianto di sollevamento in uno dei siti alternativi indicati. Così facendo verrebbe conservata la perfetta funzionalità della canalizzazione e non verrebbe inflitto un danno irreparabile ad un’area di così elevata sensibilità ambientale.

Questo Comitato, pertanto, considerato che esistono delle alternative all’ubicazione dell’impianto di sollevamento fognario sulla spiaggia del Pilone chiede all’Ufficio Paesaggisticoe d alla Giunta Regionale di negare la deroga alle Nta del Putt-paesaggio; e  alla giunta comunale di Ostuni di revocare la delibera n° 162 dell’11 giugno 2012; c) all’AqP di dislocare la vasca di raccolta dei liquami in altro sito.

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