Assemblea Asi: Ferrarese scioglie le riserve, il Comune ancora no

BRINDISI - La Provincia ha deciso, il Comune arranca. Sarà il presidente Massimo Ferrarese (o un suo delegato) a prendere posto nell’assemblea del consorzio Asi per l’elezione dei nuovi organi direttivi. La comunicazione è arrivata nei giorni scorsi al commissario Armando Serra che però non può ancora convocare la riunione per l’election day-dato che da palazzo di città, tutto tace. Al vertice del Consorzio per la zona industriale manca a tutt’oggi, com’è noto, la designazione del Comune, obbligato alla revoca della delibera che nominava tre rappresentanti per l’assemblea consortile, revoca che doveva essere licenziata entro la prima settimana di maggio.

Massimo Ferrarese

BRINDISI - La Provincia ha deciso, il Comune arranca. Sarà il presidente Massimo Ferrarese (o un suo delegato) a prendere posto nell’assemblea del consorzio Asi per l’elezione dei nuovi organi direttivi. La comunicazione è arrivata nei giorni scorsi al commissario Armando Serra che però non può ancora convocare la riunione per l’election day-dato che da palazzo di città, tutto tace. Al vertice del Consorzio per la zona industriale manca a tutt’oggi, com’è noto, la designazione del Comune, obbligato alla revoca della delibera che nominava tre rappresentanti per l’assemblea consortile, revoca che doveva essere licenziata entro la prima settimana di maggio.

Le precedenti nomine (di entrambi gli enti) violavano infatti, come ha rilevato la Regione Puglia, la nuova normativa in materia varata a suo tempo dal consiglio di via Capruzzi, in riforma della vecchia legge sulla gestione delle zone industriali. La Provincia avrebbe dovuto provvedere a nominare un solo membro, come prevede la legge, altrettanto il Comune. La questione era all’ordine del giorno della riunione d’assise fissata per il 27 aprile scorso a palazzo De Leo, convocazione alla quale nove membri della maggioranza non hanno risposto, disertando la seduta. La votazione è andata a buon fine nel consiglio successivo e subito dopo, una settimana fa, è partita la comunicazione con la quale la Provincia designava il presidente Ferrarese per l’assemblea che eleggere consiglio direttivo e presidente del consorzio.

Il Comune non ha provveduto a nessuno degli adempimenti richiesti. Malgrado i tempi serrati (e tre lustri di commissariamento), la questione a Palazzo di Città sembra che non sia stata ancora ufficialmente affrontata, per quanto voci di corridoio sostengano che il futuribile rappresentante del consorzio sarà pescato dalla quaterna dei consiglieri più suffragati nella prima tornata, ossia Pietro Santoro, Angelo Rizziello, Antonio D’Autilia e Pasquale D’Agnello.

Quale sia l’empasse che impedisce la designazione non è dato sapere. Certo è che, a guardare il passato, la lotta per l’Asi è stata lotta a lacrime e sangue, che ha messo seriamente in crisi gli equilibri interni alla maggioranza. Se il passato fa fede, chissà che il ritardo colossale non sia imputabile a qualche battaglia fratricida in corso, dato che le poltrone disponibili si sono ridotte da tre a una. Tant’è. Purchè abbiano fine, e arrivi la sospirata svolta.

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