Danno forfait medico e infermiere: donatori mandati a casa

OSTUNI - Mancano medico e infermiere, donatori di sangue mandati a casi: “Offesa per l’ennesima volta la generosità dei nostri associati”, tuona l’Avis, che torna a sollecitare la Dirigenza dell’Azienda sanitaria brindisina, minacciando ulteriori forme di protesta.

L'ospedale di Ostuni

OSTUNI - Mancano medico e infermiere, donatori di sangue mandati a casi: “Offesa per l’ennesima volta la generosità dei nostri associati”, tuona l’Avis, che torna a sollecitare la Dirigenza dell’Azienda sanitaria brindisina, minacciando ulteriori forme di protesta.

Già l’inverno scorso i responsabili della sezione Avis di Ostuni avevano indetto la sospensione delle donazioni, per porre l’accento sulla precarietà di un servizio essenziale nell’ambito della gestione del presidio ospedaliero: “Sino a quando l’Azienda sanitaria di Brindisi non provvederà a colmare le gravi carenze di personale presso il Centro raccolta sangue dell’ospedale civile della Città bianca, le donazioni saranno a rischio”, ribadisce il presidente Avis di Ostuni, Andrea Pinto.

Una comunicazione ufficiale, quella resa dal presidente dell’Avis di Ostuni, Andrea

Pinto, che scaturisce dai disagi e dalle disfunzioni cui stanno andando incontro i donatori della Città bianca e dintorni, che stamane hanno trovato chiuse le porte del “Centro raccolta sangue” attivo presso il nosocomio di via Villafranca, impossibilitato ad operare per mancanza di medici e infermieri.

Due le unità in servizio. Entrambe in organico all’ospedale Perrino di Brindisi, ogni santa mattina, tra le 8.30 e le 9, fanno tappa presso il nosocomio ostunese, per raccogliere le donazione presso il centro di raccolta sangue di via Villafranca. L’Amministrazione della Asl provvede a mettere a disposizione dei due operatori un mezzo con autista per la trasferta dal Perrino all’Ospedale civile di Ostuni. Ma alcun operatore stamane sarebbe stato reperibile. Tra ferie e istanze di malattia, non è stato così possibile inviare alcuna unità presso il centro raccolta sangue ostunese.

Un contrattempo tutto a carico del donatore, al quale, peraltro, può andare anche peggio. E’ capitato, così, che alcuni utenti siano stati, come già accaduto in passato, rimandati a casa. “Nonostante la generosità dei donatori (venerdì scorso, nell’arco di una mattinata, sono state raccolte 15 sacche di sangue) e la collaborazione del Direttore sanitario della struttura ostunese, Cataldo Saracino, nella mattinata odierna - spiega Pinto - si è ripetuto un disservizio inaccettabile. E la cosa più grave è che il dottor Francesco Cucci (Centro trasfusionale di Brindisi) ad oggi non è in grado di assicurare il servizio nei prossimi giorni. Questo è assurdo”.

Lo stesso Pinto, in riferimento al futuro del Centro raccolta sangue di Ostuni, parla di “dismissione annunciata”: “Non è possibile accampare scuse da parte della Dirigenza della Asl. L’associazione pretende certezza  in riferimento alla piena funzionalità del Centro raccolta sangue di Ostuni, già mortificato dalla programmata apertura a giorni alterni, che impedisce agli associati di donare il sangue nella giornata di sabato".

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