Caforio: "Brindisi su una bomba, presso Capo Bianco c'è anche fosgene"

BRINDISI - Diventa sempre più serrato, e denso di colpi di scena, il confronto sul progetto del rigassificatore di Capo Bianco. Stamani è intervenuto per ribadire il proprio no all'operazione il senatore Giuseppe Caforio di Italia dei Valori, che punta l'indice contro l'incalzare dello lobby pro-Brindisi Lng e sfida il presidente della Provincia, Massimo Ferrarese, a dire quale sia la sua opinione personale senza trincerarsi dietro la volontà che dovrà esprimere il consiglio provinciale. Ma Caforio, che è anche componente del Copasir (l'organismo parlamentare di controllo dei servizi segreti), parla della presenza nei pressi di Capo Bianco di un pericoloso desposito di gas fosgene.

Il presidente della Provincia Massimo Ferrarese

BRINDISI - Diventa sempre più serrato, e denso di colpi di scena, il confronto sul progetto del rigassificatore di Capo Bianco. Stamani è intervenuto per ribadire il proprio no all'operazione il senatore Giuseppe Caforio di Italia dei Valori, che punta l'indice contro l'incalzare dello lobby pro-Brindisi Lng e sfida il presidente della Provincia, Massimo Ferrarese, a dire quale sia la sua opinione personale senza trincerarsi dietro la volontà che dovrà esprimere il consiglio provinciale. Ma Caforio, che è anche componente del Copasir (l'organismo parlamentare di controllo dei servizi segreti), parla della presenza nei pressi di Capo Bianco di un pericoloso desposito di gas fosgene.

Ricordando che il Comitato Via del ministero ha concesso parere favorevole al progetto malgrado questo fosse sprovvisto di un Nof aggiornato, pur richiesto (il Nof è il nullaosta di fattibilità che si donsa sull'analisi dei rischi industriali) il senatore denuncia "l'ultima grave dimenticanza di molti, quella  relativa a quei  famosi serbatoi interrati colmi  di fosgene, residuato bellico, a non molta distanza da Capo Bianco,  per i quali esiste un piano di evacuazione della città qualora dovessero esplodere, perché di questo non se ne parla? Perché non si dice che già così com’è Brindisi è adagiata su un vulcano dormiente che potrebbe svegliarsi?".

Alle critiche e alle obiezioni di natura politica e tecnica di Caforio, si aggiunge oggi anche la risposta di uno dei 15 (e non 18)  firmatari di quella che il presidente Ferrarese ha presentato come una petizione per giungere ad una discussione in consiglio sul rigassificatore, accompagnata da sopralluoghi e audizioni, il consigliere Francesco Fistetti eletto dalla sinistra alternativa. Fistetti - anche la sua nota è riportata integralmente in calce all'articolo - non ha infatti firmato la risposta agli ambientalisti diramata dal segretario particolare del presidente Ferrarese, Antonio Panettella, a nome degli altri 14 consiglieri.

Fistetti ribadisce di essere contrario personalmente al rigassificatore, di aver rappresentato in consiglio questa posizione a nome della parte che rappresenta, e sottolinea di aver ricordato sempre in consiglio provinciale al presidente Ferrarese che in campagna elettorale aveva sostenuto una posizione contraria al rigassificatore a Capo Bianco. Ma Francesco Fistetti dice anche di essersi fatto promotore, in Commissione ambiente, della richiesta di un forum sul tema, per contribuire all'acquisizione di maggiori conoscenza da parte dei consiglieri freschi di nomina.

Il forum doveva precedere una seduta monotematica del consiglio provinciale, perchè "ciò che conta, in ultima istanza, è che a decidere sia chiamato il consiglio provinciale, che nella sua sovranità si pronuncerà con chiarezza su questo tema centrale per la vita delle popolazioni brindisine e per il futuro delle nuove generazioni". Ma non è la strada seguita dalla Regione Puglia, che non ha convocato il nuovo consiglio regionale prima di avviare ieri mattina l'iter del ricorso al Tar contro il decreto con parere favorevole all'impianto firmato dai ministri dell'Ambiente e dei Beni culturali. A Bari hanno applicato il programma di maggioranza.

Resta infatti il dubbio circa l'esito di una votazione in consiglio provinciale sul rigassificatore. E se si formasse una maggioranza trasversale favorevole al sì, che fine farebbe la coalizione di centrosinistra? Un problema che riguarda ovviamente non solo Fistetti, ma anche i due firmatari del Pd, Annibale Iaia e Antonio Gioiello, ma anche i due del Pdl, Italo Guadalupi e Gregorio Anglani, visto che al Comune di Brindisi il loro partito è per il no, a partire dal sindaco, e che il vice coordinatore provinciale Maurizio Friolo ha detto che anche alla Provincia il Pdl sarà coerente. Gli altri firmatari, per la cronaca, sono cinque consiglieri su sette della lista Ferrarese Presidente, e i rappresentanti di Nuovo Psi, Alleanza di Centro, Io Sud, Udc (uno solo) ed Mpa.

L'intervento del senatore Giuseppe Caforio

Ormai è risaputo che da un po’ di tempo, a parte le infelici dichiarazioni, a mezzo stampa e televisivo, dell’ing. Monteleone, c’è,  sotto sotto,  un intenso lavoro delle lobby a 360° che sta man mano investendo le varie istituzioni e  chi in esse vi opera. A partire dall’allontanamento dal fronte del no del presidente della Provincia di Brindisi, Massimo Ferrarese che ormai a chiare lettere è tornato agli interessi primari, da lui sostenuti quando era presidente della Confindustria Brindisi,  da più parti si coglie la tendenza all’inversione di campo.

Ritengo che Ferrarese, prima di porsi il problema di sentire l’intero Consiglio provinciale, avrebbe dovuto apertamente manifestare la sua posizione ( tra l’altro farebbe ancora in tempo a farlo, sic),  in merito alla realizzazione del rigassificatore a Capo Bianco, tutto questo al fine di rispettare  quel famoso accordo di maggioranza al quale ha aderito, prima del confronto elettorale. Dico questo in quanto so bene e non sono il solo che l’idea del presidente della Provincia è un po’ la linea  guida dell’operato amministrativo di cui Ferrarese è a capo.

Realizzare il rigassificatore a Capo Bianco è castrante e pericoloso per la città di Brindisi e non a caso la posizione del sindaco Mennitti, rimane contraria  a tutto questo, pur andando contro la linea politica del suo partito  di riferimento che  a livello nazionale è  il partito di governo, e nonostante ciò, gli và dato atto,  rimane fermo nel suo diniego a questo progetto. Non può la gente di Brindisi ancora una volta piegare la testa al solito ricatto occupazionale, che in tempi come questi  trova facili accoliti in quanto la crisi morde e la gente ha sempre più bisogno di lavoro.

Infine oltre al ricatto c’è un elemento che rimane sottaciuto  o ignorato artatamente da molti, quello della sicurezza  e quello dell’arretramento dello sviluppo del porto di Brindisi che tornerebbe indietro di 80 anni, con buona pace del traffico turistico e commerciale, quindi un condizionamento da parte di un privato sulle scelte di interesse generale.

Ritornando al fattore sicurezza non si ha notizia del NOF (Nulla Osta di Fattibilità) che pare essere stato trascurato dalla LNG, nonostante il Ministero dell’Ambiente ne avesse chiesto un aggiornamento. Non si capisce perché non sia stato preso in considerazione il pericolo che può generare in un porto come quello di Brindisi che morfologicamente è inserito in contesto che dovrebbe essere tutelato dalla regolamentazione della Legge Seveso.

Insomma la LNG nel percorso fatto di atti autorizzativi, non sta dimostrando molta trasparenza, anzi  spesso ci troviamo di fronte a dichiarazione fumose, arroganti  e poco chiare, finora non ho letto da nessuna parte quante navi gasiere  attraccheranno, in quanto tempo il porto resterà bloccato e poi ultima grave dimenticanza di molti, quella  relativa a quei  famosi serbatoi interrati colmi  di fosgene, residuato bellico,   a non molta distanza da Capobianco,  per i quali esiste un piano di evacuazione della città qualora dovessero esplodere, perché di questo non se ne parla? Perché non si dice che già così com’è Brindisi è adagiata su un vulcano dormiente che potrebbe svegliarsi? Quindi mi chiedo e chiedo a chi dovrebbe amare questa nostra città e la sua gente: ma vale questo gioco per la candela?

L'intervento del consigliere Francesco Fistetti

In qualità di consigliere provinciale, mi corre l’obbligo di spiegare, alla luce della nota emessa dalle associazioni ambientaliste, e della replica dei firmatari da me non sottoscritta, perché ho apposto la mia firma in calce alla richiesta originaria di un forum sul tema cruciale del rigassificatore a cui partecipino tutte le forze sociali, politiche, imprenditoriali e i movimenti civici della provincia di Brindisi.

Stante il fatto che, per quanto mi riguarda, nell’ultimo Consiglio Provinciale ho ribadito sulla questione in oggetto la posizione dell’area politica che rappresento e, dunque, un convinto no all’impianto, in quella sede ricordavo anche che il centrosinistra attualmente al governo della Provincia e il suo presidente in carica avevano durante la campagna elettorale dichiarato nel loro programma la propria avversione al rigassificatore a Capobianco. Ragion per cui chiedevo una seduta monotematica del Consiglio Provinciale soprattutto a seguito del giudizio favorevole di compatibilità ambientale espresso dal Ministro dell’Ambiente e della Tutela del Territorio e del Mare, giudizio che concede appena sessanta giorni di tempo per produrre ricorso legale.

Bisogna aggiungere che della questione nei mesi passati si era intensamente occupata la Commissione Ambiente ed Attività Produttive della Provincia, di fronte alla quale sono stati chiamati in due momenti successivi (prima e dopo il convegno organizzato il 25 maggio dalle associazioni ambientaliste) i rappresentati delle stesse associazioni ambientaliste a relazionare sull’intricata e oscura storia dell’impianto e su tutte le criticità, i deficit, i rischi e i danni connessi a quella scelta. In sede di Commissione fu avanzata da molti componenti l’esigenza di un momento ulteriore di conoscenza e di discussione, dal momento che la maggior parte dei consiglieri provinciali eletti sono nuovi e per lo più digiuni delle informazioni appropriate.

Da qui la proposta di far precedere il consiglio provinciale monotematico di un forum a cui convocare i rappresentanti di tutte le associazioni, le categorie, gli enti locali, senza escludere la LNG. Solo una commedia degli equivoci può far pensare che il forum possa essere “egemonizzato” da questo o quello, poiché tutti paritariamente hanno l’opportunità di formulare ed argomentare il proprio punto di vista e le proprie posizioni.

Ciò che conta, in ultima istanza, è che a decidere sia chiamato il Consiglio Provinciale, che nella sua sovranità si pronuncerà con chiarezza su questo tema centrale per la vita delle popolazioni brindisine e per il futuro delle nuove generazioni. Pertanto, ritengo che un passaggio in termini di confronto e di dibattito pubblico non sia per nulla illegittimo né viziato da intenzioni occulte. Quando la discussione avviene alla luce del sole, non è mai una perdita di tempo, ma può costituire un momento importante di democrazia partecipata e deliberativa, in cui gli argomenti razionali e le tesi ragionevoli, che, a mio avviso, in questo caso sono dalla parte di chi si oppone al rigassificatore, vengono rafforzati e supportati da un’opinione pubblica sempre pià vasta e qualificata. Per quanto mi concerne, nel forum andrò a difendere il mio categorico no all’impianto in oggetto, senza temere di essere “strumentalizzato” da nessuno.

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