"Edipower ci ha imbrogliati"

BRINDISI - L'autorizzazione integrata ambientale ad Edipower era già stata concessa dal ministero il 7 agosto scorso, ma nessuno ne aveva informato il Comune di Brindisi, tanto meno la stessa azienda che avrebbe invece potuto farlo nel corso dell'incontro dell'altro giorno. Insomma, il sindaco e i capigruppo consiliari sono stati di fatto chiamati ad un confronto al buio, e la scoperta di ciò ora aggrava i rapporti tra Edipower ed amministrazione comunale. "Se qualcuno pensa di prenderci in giro, si sbaglia", dice Mimmo Consales.

La centrale Edipower di Brindisi

BRINDISI - L'autorizzazione integrata ambientale ad Edipower era già stata concessa dal ministero il 7 agosto scorso, ma nessuno ne aveva informato il Comune di Brindisi, tanto meno la stessa azienda che avrebbe invece potuto farlo nel corso dell'incontro dell'altro giorno. Insomma, il sindaco e i capigruppo consiliari sono stati di fatto chiamati ad un confronto al buio, e la scoperta di ciò ora aggrava i rapporti tra Edipower ed amministrazione comunale. "Se qualcuno pensa di prenderci in giro, si sbaglia", dice Mimmo Consales.

“La vicenda Edipower si tinge di colori sempre più foschi ed incomprensibili. Nella giornata di ieri, così come preannunciato ho inviato una lettera al ministro dell’Ambiente Corrado Clini per sollecitare la conclusione dell’iter propedeutico alla concessione dell’Autorizzazione Integrata Ambientale per l’esercizio della centrale termoelettrica della società Edipower. Sempre nella giornata di ieri, poco prima delle ore 20 - fa sapere il primo cittadino di Brindisi - al fax della segreteria del sindaco è giunta una comunicazione del Ministero dell’Ambiente con cui si rende noto che l’Aia alla società Edipower è stata concessa con decreto addirittura il 7 agosto e, quindi, un mese addietro".

Ma anche se tale ritardo burocratico nelle comunicazioni Ministero Ambiente - Comune di Brindisi trova poche giustificazioni, non ne ha alcuna, dice il sindaco, il silenzio di Edipower e A2A all'incontro: "Non si tratta di voler evidenziare un pur assurdo ed ingiustificabile ritardo burocratico. La realtà è che ci rendiamo perfettamente conto del fatto che l’incontro con i vertici Edipower si è svolto mercoledì scorso, quando noi eravamo all’oscuro della firma del decreto, mentre i vertici di Edipower ‘non potevano non saperlo’. Come dire, insomma, che abbiamo discusso del nulla e che la controparte aziendale ha volutamente omesso di comunicarci quali intenzioni ha in relazione all’impianto di Brindisi, pur essendo ormai chiaro il processo autorizzativo a cui dovrà sottoporsi per continuare ad esercire la centrale".

Infatti, la delegazione della società aveva sostenuto di non poter ancora definire una proposta di piano industriale stante la mancanza dell'Autorizzazione integrata ambientale: "Mi auguro di sbagliarmi, ma ho un sospetto e, cioè, che Edipower voglia utilizzare fino in fondo tutto il tempo che le è stato concesso per poter ambientalizzare la centrale, per poi non muovere un chiodo e non investire un solo euro per farlo realmente. La posizione del Comune di Brindisi è molto chiara: a nessuno sarà consentito di prenderci in giro, soprattutto in considerazione del fatto che ne vanno di mezzo la salute dei cittadini ed il posto di lavoro di centinaia di persone", avverte il sindaco Consales.

Adesso Consales si rivolge al prefetto, stante la criticità dei rapporti bilaterali raggiunta in queste ore tra Comune e società milanese: "Un motivo in più per chiedere al prefetto di Brindisi la convocazione immediata di un vertice alla presenza di Edipower, degli enti locali, delle organizzazioni sindacali e della associazione di categoria”. Sarà interessante a questo punto verificare se i sindacati cambieranno atteggiamento nei confronti di Edipowe e A2A di fronte a a quello che il sindaco denuncia come un bluff dell'azienda.

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