Fotovoltaico-pirata, nuovo sequestro

MESAGNE – Un impianto fotovoltaico della potenza dichiarata di un megawatt, esteso su cinque ettari di superficie nelle campagne di contrada Calce a Mesagne, è stato sottoposto a sequestro di carabinieri del Nucleo di tutela ambientale di Lecce, incaricato dalla procura di Brindisi di condurre indagini sul caso. In seguito agli stessi accertamenti, e su segnalazione dei carabinieri del Noe, il Gestore dei servizi energetici (Gse) ha sospeso le forniture di energia elettrica prodotta dall’impianto, che era in funzione dal 2009, e il Comune di Mesagne ha emesso un’ordinanza di demolizione.

Il sequestro dell'impianto di contrada Calce a Mesagne

MESAGNE – Un impianto fotovoltaico della potenza dichiarata di un megawatt, esteso su cinque ettari di superficie nelle campagne di contrada Calce a Mesagne, è stato sottoposto a sequestro di carabinieri del Nucleo di tutela ambientale di Lecce, incaricato dalla procura di Brindisi di condurre indagini sul caso. In seguito agli stessi accertamenti, e su segnalazione dei carabinieri del Noe, il Gestore dei servizi energetici (Gse) ha sospeso le forniture di energia elettrica prodotta dall’impianto, che era in funzione dal 2009, e il Comune di Mesagne ha emesso un’ordinanza di demolizione.

Nella frenetica corsa all’oro dei primi anni del fotovoltaico in Puglia, e prima delle modifiche stringenti alla normativa regionale stessa, che presentava inizialmente maglie troppo larghe ampiamente sfruttate da vari operatori, la società interessata alla realizzazione dell’impianto di contrada Calce aveva – secondo le risultanze investigative – realizzato l’impianto senza il permesso a costruire. Ma nel contempo aveva tenuto in piedi l’iter autorizzativo, a copertura finale dell’operazione che ovviamente non avrebbe potuto operare a lungo abusivamente.

Per far ciò, secondo gli inquirenti, la pratica avviata dalla società – che riguardava una suddivisione in due lotti del terreno originario, uno dei quali di 50mila metri quadrati da adibire a campo fotovoltaico – era stata corredata da foto fornite dai tecnici dell’azienda, ma scattate in maniera tale da non rendere visibili le opere già realizzate in assenza di autorizzazione. Il sotterfugio è stato scoperto attraverso un sopralluogo effettuato sul sito dal personale al comando del capitano Nicola Candito e dello stesso ufficio tecnico del Comune di Mesagne.

Al momento, fa sapere il Noe, gli indagati per le violazioni urbanistiche individuate sono due: il proprietario del terreno coinvolto nella lottizzazione, e l’amministratore della società. Ma le indagini non sono concluse, perché si stanno valutando le posizioni di altre persone nella vicenda.  Le opere ed il terreno sottoposti a sequestro preventivo con decreto del giudice delle indagini preliminari Verderosa, su richiesta del pm Milto De Nozza, hanno un valore approssimativo di cinque milioni di euro.

L'operazione rientra nel lungo e complesso lavoro di verifica degli insediamenti fotovoltaici realizzati o in fase di realizzazione, avviato ormai da lunghi mesi dalla procura di Brindisi, che si avvale del Noe, del Corpo Forestale dello Stato e della Guardia di Finanza.

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