Fobia sociale: anche Churchill e Cicerone ne soffrivano, la via d'uscita c'è

L'elemento centrale della persona colpita da questo timore è la paura di essere criticati dagli altri durante azioni o compiti di vario genere. In queste situazioni è probabile avere dei sintomi simili alla vergogna come leggeri tremori

“Quel giorno la professoressa di lettere mi ha chiesto di leggere in classe a voce alta un brano, davanti alla classe intera. Ho iniziato a leggere ma all’improvviso è come se non riuscivo più a respirare e mi sono bloccato, sentivo il battito accelerato, diventavo rosso, iniziavo a sudare e a sentirmi goffo. Da quel momento in poi ho iniziato ad avere timore delle situazioni in cui c’era la possibilità di leggere di fronte ad un pubblico per timore di ripetere la stessa figuraccia. Continuo la mia vita senza espormi troppo, evitando le situazioni “pericolose”.

La testimonianza appena riportata descrive bene la sensazione provata da un numero non esiguo di individui, che prende il nome di “Fobia sociale”.vQuesta condizione sembrerebbe interessare una percentuale di persone che oscilla tra il 3% e il 13% della popolazione, con un esordio che si ha nell’adolescenza e nella prima età adulta.

Durante la crescita, l’adolescente si trova in contatto con nuove situazioni sociali in cui la sua identità si arricchisce di connotati che entreranno a far parte del proprio bagaglio personale. L’esito di queste interazioni con l’ambiente ed il rapporto con gli altri, viene costantemente monitorato per valutare gli esiti e modificare la propria condotta per raggiungere l’obiettivo desiderato: l’accettazione da parte dell’altro.

Una leggera ansia in questi frangenti è normale, sia nell’adolescenza che nell’età adulta, ma tale stato, se amplificato, può diventare causa di fobia.

L’elemento centrale della persona colpita da questo timore è la paura di essere criticati dagli altri durante azioni o compiti di vario genere. In queste situazioni è probabile avere dei sintomi simili alla vergogna come leggeri tremori, difficoltà a deglutire, rossore in volto ed l’aumento del battito cardiaco. Generalmente si andrà incontro alla preoccupazione di apparire imbarazzati, deboli o ansiosi, con conseguenze dirette sulla percezione del proprio valore e delle proprie qualità.

I contesti, in cui si sviluppano maggiormente questi sintomi, sono quelli in cui vi è una forte esposizione sociale sia in scenari formali che informali (discussioni in pubblico, esami, feste ect…).

Una delle strategie spesso utilizzate da chi soffre di questa fobia, è l’evitamento delle situazioni temute, al fine d’abbassare i livelli d’ansia. Tale comportamento rischia però di rinforzare ancor di più gli aspetti cognitivi alla base del problema.

Un intervento farmacologico e/o psicoterapeutico è fortemente consigliato, sia nell’età adolescenziale, sia in età adulta: le moderne terapie garantiscono buone possibilità di remissione dei sintomi in tempi brevi, mettendo al centro i pensieri e le paure che mantengono il problema. Uscire dall’ansia sociale è possibile, d’altronde la storia è piena di “fobici sociali” brillanti e di successo: da Cicerone a W. Churchill, passando attraverso Lincoln e Manzoni, tutti personaggi che senza perdersi d’animo, e curando le loro debolezze, hanno eretto le proprie virtù e fortune.

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